Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Un viaggio attraverso i popoli rurali

Ripensando al bellissimo viaggio della scorsa estate, mi sono resa conto di aver dedicato solo un articolo alla Birmania. Desideravo da molto visitare questo posto e mi sembra giusto onorarlo con un altro articolo, per raccontare a tutti le bellezze di questo straordinario paese.

Una delle esperienze più belle che ho vissuto è stato il trekking attraverso le colline dello stato Shan: due splendidi giorni alla scoperta delle minoranze etniche, paesaggi mozzafiato, fatica ma alla fine di tutto, gioia e grande soddisfazione.

Il nostro viaggio inizia a Hsipaw cittadina dello stato Shan nel nord-est della Birmania. Questo popolo abita le valli montane e vive principalmente di agricoltura, il turismo non è ancora una risorsa importante.

Dopo aver concordato i due giorni di trekking, di buonora partiamo, ci aspettano 5h di duro cammino, il dislivello è di circa 900mt e la temperatura non aiuta: caldo e umidità fanno aumentare la stanchezza.

I paesaggi che ci troviamo davanti non hanno bisogno di commenti: distese di riso, colline verdissime; qua e là incontriamo contadini delle minoranze, sono tutti molto curiosi e gentili. La nostra guida è molto brava e ogni volta ci spiega chi è la persona, da dove viene, che lavoro fa, dove si dirige in modo da poterci dare una visione completa dei luoghi che stiamo visitando. Le 5h di cammino sono lunghe ma quello che stiamo visitando è unico! Quando ci troviamo ad un valico che ci condurrà poi al primo villaggio, la guida si ferma (noi prendiamo fiato) e ci racconta che ci troviamo nel luogo di uno scontro che solo un mese prima aveva visto la morte di un ribelle Shan per mano dell’esercito Birmano; la difficile gestione di questo paese (135 etnie che non riescono ad andare d’accordo) è cosa risaputa e lo stato Shan si è sempre distinto per la sua ribellione.

Il viaggio continua e raggiungiamo il villaggio di Pankam; in questo villaggio si lavora il tè, attraversiamo la strada principale e attorno a noi ci sono bambini, cani randagi, donne Shan che lavorano il tè essiccato e tutti ci guardano sorridenti, felici! I bambini più timidi si nascondono e ci fanno ciao con la mano! La famiglia che ci ospita per il pranzo ci prepara dell’ottimo cibo vegetariano a base di tofu, radici, bamboo, verdure dai nomi improponibili, riso in abbondanza, una sorta di “polenta” fatta con il tofu e ovviamente tanto tè.

La pausa è breve e riprendiamo il nostro percorso, che prevede altre 4h questa volta tra piantagioni di tè e un tratto di foresta fitto che ci evita i percorsi più battuti, ma in compenso una gran fatica.

E’ quasi sera quando raggiungiamo il villaggio che ci ospiterà per la notte. Siamo stati ospiti di una famiglia Shan del villaggio Palaung. Sono tutti molto curiosi di sapere da dove veniamo e attraverso la nostra guida cerchiamo di comunicare (nessuno parla inglese). La cena è sempre vegetariana molto simile al pranzo ed è tutto molto buono. Il popolo Shan è buddista e scopriamo che il nostro “padrone di casa” è molto religioso, prega al tramonto e all’alba nel suo santuario privato. Sentire i suoni delle preghiere, la concentrazione con cui pronuncia ogni singola parola ti fanno riflettere sul potere della religione che ormai nel nostro paese è sempre sempre meno sentita e vissuta, mentre qui è parte integrante della vita quotidiana delle persone, una routine come per noi il lavarsi i denti la mattina.

La stanchezza si fa sentire, abbiamo riso, scherzato, cercato in ogni modo di comunicare con questa famiglia, ma andiamo a dormire molto presto. Ci svegliamo verso le 4 del mattino quando la padrona di casa si alza e inizia a riportare i tronchi di legno bruciati per accendere il fuoco e poco dopo a sminuzzare chili di verdure che saranno la nostra colazione!

E’ arrivato il momento di ripartire e di lasciare anche questo villaggio; l’esperienza è stata magnifica e quello che abbiamo imparato lo ricorderemo tutta la vita. Abbiamo ancora 5 ore di cammino prima di poter tornare a Hsipaw; dopo aver visitato altri villaggi Palaung che producono tè birmano fantastico (potete acquistare il tè direttamente da loro; con 3 euro si compra circa 1kg), continuiamo il nostro cammino tra risaie, bufali d’acqua un pò intimoriti e bambini curiosi.

Come abbiamo organizzato tutto:

  • ci siamo rivolti a Mr Charles e abbiamo selezionato il trekking su misura per noi
  • i gruppi sono composti da un minimo di 4 a un massimo di 7 persone (il nostro era formato da 2 ragazzi tedeschi e 3 svizzere)
  • la guida è molto competente e durante il tragitto durante le soste vi darà sali naturali per reintegrarvi e gustosi snack!
  • fondamentale: dovrete avere con voi almeno 2lt di acqua a persona, durante il tragitto non troverete posti per rifornirvi ma solo al villaggio potrete acquistare dell’acqua potabile.
  • non esiste energia elettrica quindi portate batterie di scorta
  • per due giorni di trekking avrete bisogno solo di: repellente per le zanzare, crema solare, spazzolino+dentifricio una maglia di ricambio, k-wai (se dovesse piovere).
  • la nostra guida Mr.Bike mrbike.pl.@gmail.com

Per vedere l’album completo clicca qui.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.

5 COMMENTS

  1. […] Birmania ho utilizzato invece il treno solo in una occasione per raggiungere la cittadina di Hsipaw partendo da Pyn Oo Lwin. Questa è une delle Train Routes più vecchie al mondo e una delle più […]

  2. […] Prima di partire per la Birmania, avevo trovato molte informazioni sul trekking nello stato Shan, un’esperienza imperdibile per avvicinarsi allo splendido popolo birmano. Ci siamo affidati al Mr. Charles massimo esperto a Hsipaw per i trekking, ( abbiamo preferisco questa città a Kalaw perchè meno battuta) e con un gruppo di 7 persone siamo partiti per 2 giorni di trekking (25km ca) tra le splendide colline dei villaggi Shan. Quando sono in gruppo ho l’ansia da prestazione perchè non voglio risultare la più scarsa o rallentare, in queste situazioni il mio mood è il mutismo. Non parlo cammino e non dico nulla, soffoco le mie fatiche per non fare figuracce. Il trekking è stato bellissimo, io lo raccomando a tutti ma bisogna essere onesti: è una faticaccia. Io sono stata fortunata il mio gruppo era molto omogeneo: tutti atleti che passeggiavano senza versare una goccia di sudore, io neanche ve lo spiego. La nostra guida ha ben pensato di allungare alcuni tratti per farci addentrare ancora di più in questi luoghi magici, soste frequenti ma breve, ho odiato i 3kg di reflex che portavo sulle spalle ripromettendomi che l’anno dopo avrei mollato a casa quell’aggeggio pesante come un macigno e avrei usato solo compatte e cellulari ( ovviamente non ho mai lasciato a casa la reflex); ho esaurito le scorte d’acqua nella metà del tempo, chiesto zuccheri per evitare di svenire e morire tra quelle colline, e poi come sempre maledetto il giorno in cui avevo deciso di fare quell’escursione. Ora vi dico che è stata tra le più belle della mia vita e forse la più bella in Birmani e se volte approfondire leggete anche: La Birmania che non ti aspetti. […]

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here