Tarifa, cosa vedere nella città andalusa dei surfisti

Tramonto a Tarifa la città del dite e del wind surf

Una delle tappe del nostro viaggio on the road in Andalusia è stata la città del sole di Tarifa. Città situata all’estremo sud della Spagna a pochi chilometri dallo stretto di Gibilterra, porto di collegamento con l’Africa. E’ il posto ideale se siete amanti del kiteboard e del windsurf, questa cittadina si distingue dal resto dell’Andalusia per la sua spiccata personalità. Tarifa è una piccola anticipazione dell’Africa, con le sue mura e i vicoli stretti fiancheggiati da case in calce bianca, ricorda il Marocco e poco la Spagna.

Cosa vedere a Tarifa

La cittadina di Tarifa si trova nella punta meridionale estrema della Spagna e, essendo di dimensioni davvero contenute, si visita facilmente a piedi e in poco meno di una giornata si riesce ad apprezzare le sue principali attrazioni e il suo centro storico murato. Se avete qualche giorno in più a disposizione, vi consiglio di dedicarvi ai dintorni di Tarifa e alle sue spiagge che, nella stagione estiva, sono gremite di appassionati dei sport acquatici come il kite e il windsurf.

Tarifa si raggiunge facilmente sia in auto che in autobus, le principali città limitrofe offrono infatti corse giornaliere che servono la città. Noi partivano da Gibilterra e in auto abbiamo impiegato poco meno di due ore.

Tramonto a Tarifa la città del dite e del wind surf

Date le dimensioni contenute della città, il mio consiglio è quello di dedicare qualche ora all’esplorazione di quello che è il centro storico di Tarifa, un dedalo di viuzze di origine islamica tutte rigorosamente di colore bianco. Le attrazioni principali della città sono indubbiamente la Porta di Jerez in stile mudejar, da dove porte l’esplorazione del centro, tappa culinaria al Mercado de Abastos, dove potrete reperire generi alimentari di vario tipo, il mercato è al coperto e di dimensioni davvero ridotte. Un tappa veloce alla chiesa di San Mateo, che risale al sedicesimo secolo e poi tra una via e l’altra fatevi trasportare fino al lungomare, risalite Calle Aljaranda fino al Mirador de Africa, dove è possibile osservare e quasi toccare la costa africana del Marocco.

La chiesa di San Mateo nel centro storico di Tarifa

I vicoli di Tarifa in calce bianca - Wainomi Travel Blog

Proseguite l’esplorazione della città con una bella passeggiata entrate in Calle Maria Coronel, poi in Calle Alcalde Juan Nunez fino a Calle Segismundo Moret per raggiungere l’Isola de Las Palomas. Purtroppo essendo base militare potrete solo arrivare sul punto che unisce l’isola alla terra ferma e scattare una bella foto al tramonto del punto più a Sud del Continente Europeo.

Il Mirador de Africa che si trova Tarifa - Wainomi Travel Blog

Isola de Las Palomas, base militare a Tarifa

Fare sport acquatici a Tarifa

Tarifa è una delle cittadine più particolari dell’Andalusia, la principale attrazione della città è il mare le sue spiagge che, nei mesi estivi ma non solo vengono letteralmente invase da tutti gli amanti kiteboard e del windsurf. Battuta da venti leggendari, il tratto da Tarifa a Punta Paloma è il più ricco di scuole e punti ricettivi per gli sportivi dilettanti e non che vogliono sfidare il vento di Tarifa.

Spiaggia di Tarifa dove in estate è possibile fare Windsurf e kiteboard

Escursioni a Tangeri in giornata

Tarifa è il principale collegamento con il Nord Africa, traghetti giornalieri in un’ora portano a Tangeri. Molte agenzie situate nei pressi del porto di Tarifa, offrono anche per i turisti dei tour in giornata di Tangeri. La partenza è dal porto verso le 9 del mattino e dopo l’attraversamento con il traghetti, in gruppo, si esplorano le principali attrazioni di Tangeri che sono la moschea, il suoq, il centro storico e la medina. Il rientro è di solito nel tardo pomeriggio. In questi tour non serve avere il passaporto, si può attraversare il confine anche con la sola carta d’identità e i costi, si aggirano intorno ai 50 euro a persona.

Noi non abbiamo partecipato al tour perché non eravamo molto convinti di questa tipologia di escursione.

Come raggiungere Tarifa

Raggiungere Tarifa è semplice sia che utilizziate l’auto sia che utilizziate i mezzi pubblici: da Cadice, Malaga, Siviglia e Jerez de la Frontera ci sono diverse corse giornaliere che raggiungono in autobus Tarifa. La compagnia di bus spagnola è la Comes e le tratte, vanno da un minimo di un’ora e mezza ad un massimo di 3 ore di percorrenza mentre i prezzi, oscillano tra i 10 e 20 euro a tratta. Se invece come noi utilizzate l’auto a noleggio, Tarifa si raggiugne percorrendo l’autovia del Mediterraneo (A7). Da Gibilterra sono circa 2 ore di auto. In alcuni tratti l’autovia è a pagamento, quando richiedete l’auto a noleggio inserite nel pacchetto anche il pedaggio incluso così da non avere ulteriori costi lungo la strada.

Quando visitare Tarifa

Tarifa gode di una posizione unica e di un clima davvero invidiabile. La stagione ideale per visitare la città di Tarifa e, approfittare del mare è sicuramente in estate tra Maggio e Settembre che è anche il periodo migliore per gli sport acquatici. Ma se, volete optare per un viaggio invernale a Tarifa, sappiate che le temperature sono comunque molto piacevoli tra i 23-27 gradi ma, molti ristoranti, negozi o attività saranno chiuse per riaprire poi in primavera.

Dove mangiare a Tarifa

Mangiare il tonno rosso a Tarifa - Wainomi Travel Blog

Tarifa è la città del tonno rosso, è ottimo e viene cucinato nella maggior parte dei ristoranti della città. Avendo visitato Tarifa in bassa stagione, molti posti che ci erano stati consigliati per gustare dell’ottimo cibo spagnolo purtroppo erano chiusi ma,  siamo comunque riusciti a scovare due ottime taperie che vi voglio consigliare:

La Caracola e La Antigua, entrambe le taperie si trovano nel centro storico di Tarifa e offrono diversi piatti di tapas anche con delle rivisitazioni in chiave moderna. La Caracola è un locale giovane e meno raffinato dove però abbiamo mangiato il miglior mini burger di tonno rosso e wasabi del mondo. La Antigua è un locale più bello e più alla moda, le porzioni di tapas sono molto abbondanti e rispettano di più le ricette della tradizione. I prezzi sono sempre molto contenuti, ordinando 3/4 tapas e un bicchiere di vino si spenderanno circa 20/25 euro a persona.

Dove mangiare a Tarifa, tapperai Caracolas

 

Cosa vedere a Mantova: itinerario di un giorno

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Mantova è un piccolo gioiello della Lombardia; una città di provincia, molto raccolta dove tutti si conoscono e dove l’arte, i palazzi e il buon cibo la fanno da padrone. La città di Mantova è di dimensioni contenute, vi accorgerete presto che tutto ruota attorno alle piazza principale della città e anche le sue principali attrazioni sono visitabili in una giornata. Noi abbiamo raggiunto Mantova in giornata con una gita da Milano che dista meno di due ore di auto.

Cosa vedere a Mantova in un giorno

Il nostro tour esplorativo di Mantova inizia da un’attrazione che si trova a breve distanza dal centro storico della città: Palazzo Te.

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Palazzo Te è la residenza voluta da Federico II Gonzaga come sua “isola di svago e ozio”; progettata da Giulio Romano, allievo di Raffaele riuscì a trasformare delle semplici scuderie in una sontuosa villa destinata a diventare un capolavoro del manierismo. Ogni sala del palazzo è elegantemente decorata con un time diverso, tra le più belle troviamo la Sala di Amore e Psiche riservata a ospiti illustri e la Sala dei Giganti dove gli affreschi del Romano coprono tutte le pareti e il soffitto narrando la vicenda della caduta dei Giganti.

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Una volta terminata la visita degli interni di Palazzo Te, dedicatevi all’ampio giardino esterno. Nella parte finale del giardino si trova l’appartamento del giardino segreto che volle Federico II come luogo intimo e privato.

Ci spostiamo nel centro di Mantova, per visitare quella che a mio avviso dopo Palazzo Te è la seconda attrazione più importante della città: Palazzo Ducale. Palazzo Ducale è il complesso architettonico più grande d’Italia, una delle più estese corti rinascimentali di tutta Europa. Il Palazzo si divide in diversi ambienti sia interni che esterni ma, l’attrazione principale è la Camera degli Sposi visibile soloprenotando l’orario. La Camera degli Sposi di dimensioni contenute, è dipinta sia sulle pareti che sul soffitto dove si trova la famosa rappresentazione del Mantegna diventata anche simbolo della città: l’oculo dove si affacciano degli angioleti nudi.

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Ricordate di prenotare sempre la visita alla Camera degli Sposi, in particolare nel week end l’affluenza è alta e la stanza è molto piccola.

Proseguiamo la visita di Mantova con una tappa obbligata al Duomo di Mantova e la Basilica di Sant’Andrea che oltre ad essere la chiesa più grande di Mantova, ha una bellissima e immensa cupola che illumina la chiesa e tutti gli affreschi; non perdetevi un tour nella cripta dov’è conservata la terra intrisa del sangue di Cristo.

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Dopo aver visitato le due principali attrazioni della città, vi consiglio una bella passeggiata nel centro storico di Mantova, tra portici e palazzi d’epoca: Piazza delle Erbe, Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio, la rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante.

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Uno dei lati di Piazza delle Erbe è occupato dal Palazzo della Ragione e la sua Torre dell’Orologio; il Palazzo, ex sede dell’amministrazione della giustizia oggi, è utilizzato per ospitare mostre ed eventi. È possibile salire sulla torre per ammirare il meccanismo dell’orologio e il panorama sulla città.
Proprio accanto al Palazzo delle Ragione si trova la Rotonda di San Lorenzo, una piccola chiesa che in tutta sincerità non mi ha colpito. Sull’altro lato della piazza si trova invece la Casa del Mercante un elegante edificio storico che si distingue per le decorazioni in cotto che richiamano lo stile veneziano.

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Una delle attrazioni che più mi ha entusiasmato di Mantova pur essendo poco conosciuta è il Teatro Scientifico Bibiena. Il teatro realizzato nel 700 pur essendo di modeste dimensioni è di grande impatto. Pensate che pochi mesi dopo la sua inaugurazione il giovane Mozart vi tenne un memorabile concerto insieme al padre.

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Prima di lasciare Mantova, fate un salto al civico 23 di Piazza Sordello dove, nel piccolo cortile, si trova la statua del tragico buffone di corte Rigoletto.

Dove e cosa mangiare a Mantova

Mantova è sicuramente una città dove la buona cucina non manca. Tortelli alla zucca, mostarda e sbrisolona sono solo alcuni dei piatti che potrete degustare. Avendo trascorso solo una giornata a Mantova, abbiamo provato un solo ristorante che mi sento di consigliarvi perchè è davvero ottimo. Un ristorante perfetto dove mangiare a Mantova è l’Osteria dell’Oca una piccola locanda dove è assolutamente obbligatorio prenotare. Il locale è molto piccolo e ci sono pochissimi coperti. Nonostante l’aspetto del ristorante che per gusto personale ho trovato davvero molto pieno di oggetti e foto la cucina è da 10 e lode.

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Un must è l’antipasto misto per due che raccoglie i principali prodotti ed eccellenze di questa terra: salumi, la giardiniera fatta in casa, polenta e lardo. Tra i primi da provare sono i ravioli con la zucca e le tagliatelle al ragù d’anatra.

​​Dove parcheggiare a Mantova

Se decidete di raggiungere Mantova in auto fate attenzione al parcheggio. Nel centro città non è consentito passare con l’auto salvo se provvisti di permesso (parlo per esperienza in quanto siamo stati multati). Appena fuori dalle mura della città ci sono dei parcheggi a pagamento con le classiche pensiline dove viene accetato anche il bancomat.​

Itinerario della metropolitana di Stoccolma

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Come anticipato nel mio post su cosa vedere a Stoccolma in tre giorni, una delle attrazioni imperdibili della città è la metropolitana. La linea metropolitnana di Stoccolma è una vera e propria galleria d’arte frubile a tutti; oltre 90 stazioni della metropolitana decorate da 150 artisti è considerata una delle metropolitane più belle al mondo.

La Metropolitana di Stocolma si chiama Tunnelbana, si sviluppa per 110 chilometri di lunghezza, acquistando un singolo biglietto potrete esplorare le più belle stazioni che abbaimo selezionato per voi.

L’idea di trasformare la metropolitana di Stoccolma in un enorme museo accessibile a tutti si deve a Vera Nilsson e Siri Derkert due artiste che negli anni ’50 presentarono una mozione al Consiglio cittadino dove veniva chiesto di rendere l’arte vista un diritto ed una ricchezza comune. L’idea era di offrire la possibilità a tutti di apprezzare un’opera d’arte senza bisogno di dover entrare in un museo vero e proprio. Nei mesi estivi è possibile partecipare ad un tour guidato in inglese all’interno delle più belle e importanti stazioni della metropolitana di Stoccolma.

Le fermate della Tunnelbana sono molte e sono tutte molto belle e diverse tra loro ma, non potendole visitare una ad una, abbiamo selezionato le fermate che  riteniamo più particolari.

Itinerario della Metropolitana di Stoccolma

Siamo partiti dalla fermata T-CENTRALEN dove le tre linee della metropolitana di Stoccolma si intersecano; l’artista è Per Olof Ultvedt che nella sua opera, ha alternato motivi floreali, alle sagome dei lavoratori che negli anni ’70 hanno partecipato alla costruzione della metropolitana il tutto, sui toni del blu colore che dona serenità ai passeggeri in attesa.

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La stazione di SOLNA CENTRUM della linea blu è forse una tra le più belle e colorate; disegnata dagli artisti Karl-Olov Björk and Anders Åberg il verde è il colore della foreste mentre il rosso è il tramonto. Questa stazione ha anche un messaggio politico, contro il disboscamento e la depopolazione delle aree rurali svedesi negli anni settanta.

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Una della stazione più belle e più fotografate di Stoccolma è la KUNGSTRÄDGÅRDEN.
Kungsträdgården è uno dei parchi pubblici più antichi di Stoccolma, il nome significa Giardino del Re è si trova su un sito storico dove un tempo sorgeva il Makalös Palace e il suo bellissimo giardino francese. Lo schema di colori della stazione rosso, bianco e verde, si riferiscono al vecchio giardino e le statue invece sono delle repliche di quelle presenti all’esterno del Makalös Palace.

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E’ solo una coincidenza che la stazione STADION si trovi in prossimità del luogo dove ogni anno si celebra il Pride Festival di Stoccolma. Gli artisti Åke Pallarp e Enno HallekEach hanno dato diversi significati alla loro opera: il cielo azzurro e l’arcobaleno ci ricordano sopra di noi c’è un cielo e ci ricordano che questa era l’aera dove si sono celebrati i giochi olimpici di Stoccolma nel 1912. Ancora adesso in quest’area si celebrano concerti e manifestazioni sportive.

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La stazione RADHUSET come la maggior parte della stazioni di Stoccolma, sembra di trovarsi in una grotta con del magma incandescente. Esplorando la stazione troverete infatti delle scarpe incollate al soffitto quasi a dimostrare che qualcuno è rimasto intrappolato.

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Esistono molte altre fermate che meritano di essere visitate, il nostro consiglio è di acquistare un biglietto della metropolitana è di saltare da una fermata all’altra lasciandovi ispirare dalle bellissime opere d’arte.

Come e dove acquistare il biglietto per la metropolitana di Stoccolma

Per poter utilizzare i mezzi pubblici di Stoccolma è necessario acquistare un titolo di viaggio valido. Ci sono varie tipologie di biglietto:

  • Carta prepagata SL Access (20 SEK: circa 2,5 €) e caricarla con denaro da 100 SEK fino a 1000 SEK.
  • Biglietto singolo costa 36 SEK (circa 4 €), con la SL Access ricaricabile una corsa costa invece 25 SEK.
  • Travel Card a tempo per poter viaggiare illimitatamente per 24 o 72 ore o 7 o 30 giorni. I prezzi sono a partire da 115 SEK 230 SEK 300 SEK 790 SEK (circa 13 €, 25 €, 33 € e 85 €)

Cosa vedere a Stoccolma in 3 giorni

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Un viaggio in Svezia non può che iniziare partendo dalla visita di Stoccolma, la sua capitale. Cittadina piccola e abbastanza raccolta, semplice da esplorare, non fatevi incantare solo dal suo centro storico Gamla Stan; Stoccolma è una città dinamica, moderna e in continua evoluzione dove stile e design sono perfettamente integrati nella quotidianità. Dopo due viaggi a Stoccolma in due diversi periodi dell’anno, ecco la nostra proposta per visitare la città di Stoccolma in tre giorni.


Cosa vedere a Stoccolma in tre giorni

Giorno 1→ La visita della città di Stoccolma non può che iniziare dal suo piccolo centro storico chiamato Gamla Stan. E’ il centro geografico della città, un agglomerato di vie tortuose, intervallati da chiese rinascimentali, piazze in stile medievale, palazzi stretti e colorati e tantissimi tra negozi di souvenir, caffè e ristoranti.

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Il modo migliore per esplorarla è caminando senza meta facendovi guidare dai vicoli più suggestivi. Durante il Natale nella piazza principale di Gamla Stan, potete trovare i mercatini di Natale, non tra i più belli che abbia mai visto ma sono comunque perfetti per trovare qualche regalo particolare o per acquistare prodotti tipici. Nell’isola, centro storico della città si trova anche il Nobelmuseet dove troverete interessanti esposizioni riguardanti la storia e i vincitori di questo prestigioso premio e, il Palazzo Reale di Stoccolma.

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Il Palazzo Reale di Stoccolma è un bellissimo edificio ancora in uso che rientra tra i più grandi palazzi reali costruiti. Ogni giorno alle 12.15 (13.15 di domenica) è possibile assistere e ve lo consiglio al cambio della guardia nel cortile esterno. Il Palazzo è anche visitabile al suo interno potete farlo in totale autonomia oppure partecipando alla visite guidate in lingua inglese della durata di 45 minuti.

Dopo aver visitato il centro storico, continuiamo la visita in quello che è considerato a tutti gli effetti il cuore moderno della città. La stazione centrale di Stoccolma è il fulcro dei principali mezzi di trasporto per esplorare la capitale e il paese. Questo è il quartiere dove sono concentrate le principali boutique e negozi alla moda della città, ci sono diversi bar e ristoranti in e alcuni dei musei assolutamente da vedere.

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Se state cercando dei negozi o qualche spunto per fare shopping qui troverete pane per i vostri denti e vi assicuro che difficilmente tornerete a casa a mani vuote. NK è il grande magazzino di Stoccolma come Harrods a Londra; oltre alla grandi marche ci sono un caffè, un negozio di souvenir e se visitate Stoccolma nel periodo Natalizio, date un’occhiata alla splendide vetrine decorate e fate una visita a Babbo Natale nella hall principale.

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Se non volete farli entrambe potete scegliere tra il Nationalmuseum che raccoglie collezioni provenienti da tutta Europa oppure la Wetterling Gallery che ospita modernissime opere dei principali artisti emergenti svedesi.

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Giorno 2→ Iniziate la mattina con una visita a Skansen, il primo museo all’aperto al mondo, uno dei punti d’interesse principali di Stoccolma. Skansen è un’attrazione per grandi e piccini, si tratta di un immensa area verde che domina Stoccolma dove sono stati ricreati edifici tradizionali, capanni, abitazioni tipiche, uno zoo e diversi punti di ristoro. Skansen può essere visitato sia in estate che in inverno nel primo caso, il parco sarà più rigoglioso, la maggior parte degli animali sarà ben visibile e fare una passeggiata seguendo i percorsi guidati renderà molto piacevole la visita.

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In Inverno, Skansen sfrutta la magia della neve e del Natale; il paesaggio innevato rende l’atmosfera molto suggestiva ma, saranno visibili sono gli animali abituati a queste temperature come lupi, alci e renne d’altro canto a Skansen si trovano a mio avviso i mercatini di Natale più belli della città dove musica, canti e balli uniti al profumo di cannella e di zafferano rendono questo luogo davvero magico.

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Skansen vi porterà l’intera mattinata, nel pomeriggio visitate il Vasamuseet un’altra delle tappe imperdibili di Stoccolma. Questo museo è stato costruito per contenere al suo interno la nave da guerra Vasa. La nave da guerra che risale al 1628, orgoglio della Corona svedese, affondò in mare pochi minuti dopo il varo a causa di un errore di calcolo. Nel museo oltre alla nave che si è quasi totalmente preservata, troverete una descrizione dettagliata del suo difficile recupero e dei lavoro di restauro che non sono ancora terminati.

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Giorno 3→ Il terzo giorno dedicatelo alla visita di Södermalm, l’isola più meridionale di Stoccolma la sua principale attrazione e io sottolineerei anche imperdibile è il museo Fotografiska. Situato in uno degli edifici più belli della città il museo di fotografia di Stoccolma ospita delle bellissima e interessanti mostre temporanee. Le sue sale hanno ospitato opere di fotografi famosi come Annie Leibovitz e Johan Wik. All’ultimo piano dell’edificio c’è un ristorante/caffè da dove potete godere di una vista davvero unica sulla città.

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Tra le cose da fare e vedere a Stoccolma in tre giorni, non potete perdere la metropolitana di Stoccolma, una vera e propria opera d’arte aperta a tutti. Ogni stazione della metropolitana è ha una decorazione diversa dall’altra, ci sono alcune fermate più belle di altre e potete fare un itinerario in autonomia selezionando quelle che per voi sono le stazioni più particolari.

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Da inserire all’interno dell’itinerario di tre giorni ma, solo in estate, il tour delle isole di Stoccolma a bordo di un piccolo battello. Il tour viene fatto anche in inverno ma come potete immaginare durante la primavere e l’estate quando le giornate si allungano la visita in battello è sicuramente più piacevole e regala scorci molto più belli rispetto all’inverno.



Cosa e dove mangiare a Stoccolma

Stoccolma è una città dove la scelta culinaria è davvero molto varia. Oltre al cibo tradizionale, non mancano ristornati etnici e gourmet capaci di soddisfare tutti i gusti.

Per la colazione per noi è stato un must ogni mattina la catena Bröd&Salt, una panetteria artigianale dove mangiare deliziose brioche alla cannella o allo zafferano. Se invece volete fare un brunch davvero ricco andate al Greasy Spoon, il personale è molto cordiale e i piatti davvero abbondanti e gustosi.

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Per la cena vi consiglio un ristorante di cucina tipica svedese il Pelikan, sono ottime le polpette e la renna per una cena completa si spendono circa 30/35 euro a persona.

Informazioni pratiche per un viaggio a Stoccolma

Il metodo migliore per raggiungere Stoccolma è l’aereo. Dall’Italia, e nello specifico da Milano ci sono voli giornalieri con la compagnia Ryanair che da Orio al Serio raggiungono l’aeroporto Skavsta che si trova a circa 100km dal centro di Stoccolma. Per raggiungere il centro città dall’aeroporto, potrete utilizzare la linea di bus Flygbussarna i cui orari sono sincronizzati con quelli dei voli aerei: il tempo di percorrenza è di circa 1 ora e 20 minuti. Tenete in considerazione che i voli da Stoccolma a Milano sono programmati tra le 17 e le 19 (variano in base alle stagioni) quindi il terzo giorni si riduce quasi sempre a poco più di mezza giornata.

In Svezia la moneta ufficiale è la corona svedese, 1 corona corrisponde a circa XXXXX. La Svezia è il paese che ha eliminato quasi del tutto l’uso del contante, ogni tipo di pagamento, anche quello per l’accesso al bagno pubblico, può essere effettuato con il bancomat o la carta di credito.

Viaggio in Brasile: itinerario la Rotta delle Emozioni

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La tappa più importante e bramata del nostro viaggio in Brasile, è stata la parte nord est del paese, quella che viene chiamata: la Rotta delle Emozioni. Abbiamo percorso con una jeep tutta la costa che va da Fortaleza fino a Sao Luis attraversando una parte stupenda del Brasile, dai paesaggi unici di una natura incontaminata al massimo del suo splendore. Il Parco Nazionale del Lençois Maranhenses, le dune e il kite di Jericoacoara e un primo assaggio della foresta amazzonica.

Indice

Mappa Brasile Nord-Est

 

Itinerario La Rotta delle Emozioni

Giorno 1 → La prima tappa del nostro itinerario è stata Fortaleza che abbiamo raggiunto con un volo interno da Salvador de Bahia. Fortaleza è una città che non brilla per bellezza e attrazioni. Abbiamo cercato di esplorare parte del centro storico e il mercato ma non è ve lo consiglio, di giorno il centro è deserto e il mercato cibo a parte, offre banali cianfrusaglie e pacchiani souvenir: meglio scegliere una delle spiagge e rilassarsi al mare. 

Giorno 2 → Il secondo giorno ha inizio il vero e proprio on the road, il nostro driver ci recupera in hotel e, dopo un veloce brief sulla giornata, partiamo in direzione Mundau. Una delle particolarità di questo viaggio è che il percorso in auto si svolge per l’80% sulla spiaggia. Le spiagge della costa nord est del Brasile sono ampie, lunghissime e per la maggior parte deserte. Facciamo una breve tappa a Cumbuco, piccola località balneare dove affittiamo una dune-buggy per iniziare a familiarizzare con le due di sabbia che caratterizzano questa regione del Brasile. Il tour ha una durata di circa 2 ore e si percorrono tratti di dune di sabbia, piccoli laghi d’acqua dolce, l’intera area è disseminata di attività per intrattenere i visitatori.

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Pranziamo al Mirante Taiba e poi ci dirigiamo a Mundau una piccola località di pescatori molto affascinante. Il villaggio è circondato da una vegetazione molto varia ancora del tutto incontaminata. La bella spiaggia lunga e isolata regala dei bellissimi tramonti; siamo gli unici turisti in tutta l’area e di sera si respira una pace e tranquillità. Di sera la cittadina rimane molto tranquilla ma ci sono diversi posticino per cenare, molto casalinghi e a buon mercato.

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Giorno 3 – 4 → Il terzo giorno partiamo di buonora per raggiungere Jericoacoara una delle tappe più famose e battute della Rotta delle Emozioni. La cittadina di Jericoacoara è una comunità di pescatori che a partire dagli anni 80, ha iniziato a vivere un boom turistico per le sue meravigliose spiagge, le lagune d’acqua dolce, il kite surf e le comunità hippy. Non aspettatevi un paradiso incontaminato, Jeri è stata una delle tappe più “affollate” del viaggio, ma sicuramente una delle più belle. Jeri è perfetta se siete degli amanti del kitesurf oppure se volete esplorare dune di sabbia color oro e lagune di acqua dolce che sembrano le Maldive. Due giorni sono il tempo necessario per esplorare tutte le principali attrazioni; esistono due tour principali uno che per visitare la parte est e uno per visitare la parte ovest.

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  • Escursione Ovest: Tatjuba, dune di sabbia da cavalcare in quad e piscina naturali dove scivolare con corde o scivoli.
  • Escursione Est: Preá, Pedra Furada (camminata di circa 2km) Lagoa Azul e Lagoa Paraiso dove si trascorre la maggior parte della giornata.

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L’escursione Ovest l’abbiamo fatta in quad, guidavamo noi seguendo la guida sulla moto mentre l’escursione a Est l’abbiamo fatta con la dune-buggy.

Nota: All’arrivo a Jericoacoara il comune richiederà una tassa di permanenza per persona di R$ 5 al giorno, che verrà riscossa all’entrata della cittadina (sono esenti dal pagamento bambini fino a 12 anni ed adulti oltre i 60 anni).

Al tramonto è d’obbligo salire sulla duna Por do Sol per ammirare con una caipirinha in mano il sole che scende tingendosi di rosso. Di sera la cittadina è molto animata, ci sono bar e ristoranti per tutti i gusti e prezzi oltre a feste, balli e capoeira.

Giorno 5  → 

Partiamo da Jericoacoara presto per raggiungere la cittadina di Parnaiba. Percorreremo inizialmente circa 50 km di piste sabbiose che costeggiano dune di sabbie bianche e boschi di palme da cocco che conducono fino a Tatajuba, una spiaggia vergine ed incontaminata fino al fiume “Rio Coreaù” che attraversiamo utilizzando una chiatta che raggiunge la sponda dove si trova la cittadina di Camocim.
Durante il percorso facciamo una sosta a mio avviso totalmente inutile: raggiunta la località di Chaval si sale sulla scalinata per raggiungere il punto più alto per poter osservare il paesino con le sue case incastonate tra pietre gigantesche. La pausa pranzo è una località lungo la strada a breve distanza da Parnaiba che raggiungiamo nel primissimo pomeriggio.

Giusto il tempo di fare il check in in hotel che raggiungiamo in auto il punto d’attracco delle barche dove partirà la nostra escursione privata del Rio Parnaíbae del Delta Das Americas. Il Delta creato dal fiume nella sua discesa verso l’oceano, forma un intreccio di insenature ed isole di diverse dimensione con paesaggi molto vari e particolari; può essere considerata uno primo scorcio di foresta amazzonica lungo l’itinerario della Rotta delle Emozioni. Il tour in barca dura circa 4 ore, una navigazione piacevole intervallata da una sosta alla ricerca dei granchi, passeggiate su isolotti con due di sabbia color oro e poi lo spettacolo più bello che vale l’intero viaggio.
Nei mesi da luglio a gennaio, è possibile ammirare la migrazione quotidiana di centinaia di uccelli “Guará” (Ibis Scarlatto) dalla caratteristica colorazione rosso fuoco che ritornano ai loro nidi nella foresta. Tutte le barche si fermano i rigoroso silenzio e a distanza ad osservare un’isolotto verde diventare rosso fuoco.

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Di sera nella cittadina di Parnaiba non c’è molto da fare, c’è un’area dove si trovano una serie di ristoranti a buon mercato dove potrete gustare dell’ottimo pesce.

Giorno 6  → 

Il sesto giorno sempre di buonora partiamo alla volta di Atins uno dei tanti villaggi base di partenza per le visite del Lençois Maranhenses. Lasciamo lo stato del Ceara per entrare nel Maranhão. Dora in avanti la strada è asfaltata e non passeremo più sulle spiagge, il tratto percorso è meno suggestivo e a tratti anche monotono nei paesaggi. Dopo quasi 5 ore raggiungiamo le dune di sabbia dove si trova il punto di attracco delle barche sul Rio Novo nella spiaggia di Cabure. Da qui lasciato il driver proseguiremo in barca per attraversare il fiume Rio Preguiça e raggiungere la spiaggia di Atins. Il villaggio di Atins è fatto da pescatori, non ci sono strade se non di sabbia, non ci sono farmacie, bancomat o altro, un piccolo angolo incontaminato del paese.

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Nel pomeriggio partiamo con la jeep 4X4 lungo un sentiero di sabbia che conduce all’inizio del parco nazionale dei Lençois Maranhenses, da qua inizia l’escursione a piedi per le magnifiche dune di sabbia bianche intervallate da lagune di acqua dolce. Queste lagune naturali si creano dall’acqua piovana e dall’acqua che filtra dal terreno. é pazzesco come si crei un paesaggio così surreale in una delle zone più desertiche del paese.

Atins è un villaggio fuori dal mondo dove ovviamente, non esistono ristoranti se non quelli delle posade quindi prenotate subito un tavolo nella vostra posada altrimenti rischiate di rimanere senza cena.

Giorno 7 – 8  → 

Il settimo giorno partiamo da Atins con una piccola lancia e percorriamo il fiume Rio Preguiça. La prima sosta è nella piccola comunità di pescatori “Mandacarù” dove saliamo sul faro della marina militare, Farol do Preguiças, per la vista panoramica del Lençóis Maranhenses. La seconda sosta è invece a Vassouras dove visitiamo il “piccolo” Lençois Maranhenses; una miniatura del parco nazionale fatto di dune più dorate e lagune dai colori più scuri. Se come noi raggiungete il “piccolo” di buonora verso le 9 del mattino sarete completamente soli perché i gruppi arrivano tutti dopo le 10. All’arrivo, si trova una piccola “Tenda dei Macachi” non dategli cibo e fate attenzione agli zaini. L’ultimo tratto di navigazione ci porta invece alla nostra destinazione: Barreirinhas.

Durante il nostro soggiorno a Barreirinhas scegliamo due escursioni al parco nazionale del Lençois Maranhenses:

    • Escursione Laguna Bonita che svogliamo nel pomeriggio del primo giorno; dopo circa 45 minuti di auto su strade di sabbia, si raggiunge il parco. Un salita verticale aiutata da una corda ti porta sulla duna più alta dove è possibile vedere gran parte della distesa del Lençois. Questa escursione prevede un piccolo trekking nel dune di circa 5 km con tappe per fare il bagno nelle lagune e alla fine seduti sulla grande dune ad ammirare il tramonto.
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    • Escursione Laguna Azzurra e del Pesce che svolgiamo nella mattina del secondo giorno a Barreirinhas Sempre percorrendo un sentiero questa volta di circa 20 minuti raggiungiamo il parco del Lençois. Questa escursione prevede un piccolo trekking di 5 km nelle dune dove ci sono diverse tappe nelle lagune per fare il bagno e rilassarsi. In questo circuito troverete tra le più belle lagune azzurre di tutto il Lençois Maranhenses.

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Entrambe le escursioni sono di gruppo e si svolgono su una jeep 4X4 Toyota Bandeirante. Dopo pranzo abbiamo il tempo di rilassarci prima del mini bus che ci porterà a São Luís in circa 6 ore di viaggio.

Giorno 9 → 

Il nono e ultimo giorno del nostro itinerario della Rotta delle Emozioni si svolge a São Luis. Il nostro volo era nel primissimo pomeriggio quindi dopo la colazione ci siamo diretti in aeroporto ma, se riuscite a ritagliarvi un giorno in più vi consiglio di visitare il centro storico di São Luis che è Patrimonio Unesco.

Informazioni generali: come organizzare un viaggio nel Brasile Nord-Est

Per organizzare un viaggio nel Brasile Nord-Est dovete assolutamente affidarvi a un’agenzia, il fai da te non è raccomandabile per due ragioni:

  • Non esistono mezzi pubblici ben segnalati che percorrono questa tratta
  • Facendolo il percorso che vi ho raccontato in autonomia, non potrete godervi gli infiniti tratti di spiaggia e i paesaggi che abbiamo percorso in auto; le strade non sono segnalate, è necessaria una certa dimestichezza di guida, i local conoscono molto meglio i posti dove fermarsi per foto e mangiare.

Detto questo, potete affidarvi ad alcune agenzie del posto oppure cercare online prima della partenza un tour operator che vi supporti nel viaggio. Noi abbiamo optato per organizzare tutto prima del viaggio e ci siamo affidati ad un’agenzia leader nel settore che ci ha supportati e aiutati ad organizzare un itinerario che che assecondasse tutte le nostre esigenze: Brasil Planet, un’agenzia gestita da Francesco un italiano che di quelle terre ne ha fatto un lavoro e la sua casa. Francesco oltre ad essere uno dei massimo esperti di quella tratta conosce benissimo il Brasile e noi lo abbiamo sfruttato anche per dei consigli sul viaggio.

L’itinerario che abbiamo concordato con Brasil Planet comprendeva tutti gli spostamenti e hotel con prima colazione, tutte le escursioni che vi ho citato ad eccezione di quelle a Cumbuco e Jericoacoara che abbiamo organizzato in autonomia.

Mezzi e spostamenti in Brasile Nord-Est

Abbiamo percorso l’intero itinerario con delle Jeep 4×4, un tour privato che abbiamo condiviso solo nelle escursioni nel Lençois Maranhenses. I driver che ci hanno accompagnato nel viaggio erano tutte persone molto competenti ed esperte nella guida; non parlano inglese come tutti i brasiliani ma fidatevi se vi dico che dopo un po ci si capisce e in ogni caso loro sanno perfettamente dove vi devono portare!

Assicurazione di viaggio per il Brasile Nord-Est

Se decidete di affrontare un viaggio come questo, ricordatevi che è fondamentale avere un’assicurazione che vi copra per la durata totale dell’escursione. Dovendo percorrere molti tratti in auto off road e alloggiando in cittadine spesso prive di ogni servizio per affrontare un viaggio in estrema sicurezza, pronti ad ogni imprevisto, stipulate un’assicurazione con ERV, che offre una polizza viaggio all inclusive che vi permetterà di partire in totale serenità.

 

Cosa vedere nei dintorni di Cracovia

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Cracovia, è una delle città più famose e visitate della Polonia; noi abbiamo preferito la visita a Varsavia, ma a Cracovia, offre interessanti e importanti destinazioni raggiungibili in auto dalla città. Se decidete di trascorre quattro giorni a Cracovia, destinate due giorni alla visita del campo di sterminio Auschwitz – Birkenau e alle miniere di sale di Wieliczka. 

Visitare il campo di sterminio Auschwitz – Birkenau

Il campo di sterminio di Auschwitz, si trova circa 70 chilometri dalla città di Cracovia.
Il campo si divide in due parti: Auschwitz e a tre chilometri circa Birkenau iniziate visitando Auschwitz essendo il campo di sterminio più famoso è anche il più affollato dai turisti in ogni periodo dell’anno infatti da aprile a ottobre, a causa del grande afflusso di visitatori, è obbligatorio partecipare a una visita guidata (a pagamento).

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Il campo può essere visitato in autonomia o con una visita della durata di circa 4 ore. Noi abbiamo scelto di visitarlo in autonomia e per evitare la coda, ci siamo presentati all’apertura del campo alle 7:30 del mattino. Gli autobus con i gruppi arrivano verso le 8.30/9:00 abbiamo avuto così il tempo di visitare tutti e 13 i blocchi senza la ressa di persone. Il campi di Birkenau si trova a tre chilometri da Auschwitz ed è collegato da una navetta gratuita se siete in auto invece spostatevi con quella perché anche li si trova un parcheggio gratuito. Il campo di Sterminio di Birkenau è immenso a differenza di Auschwitz; ci sono poche aree chiuse visitabili, è un parco che contiene le rovine delle camera a gas e dei crematori mentre i blocchi per dormire sono stati ricostruiti. All’esterno del campo si trova un Museo che vi consiglio di visitare assolutamente.

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Non voglio entrare nei dettagli della visita ad Auschwitz e Birkenau, ma è sicuramene una tappa da fare in un viaggio a Cracovia.

Informazioni pratiche per raggiungere Auschwitz – Birkenau

L’auto è sicuramente il mezzo più comodo per raggiungere i campi di sterminio di Auschwitz. La strada da Cracovia non è a pagamento e a parte in uscita dalla città non si trova mai traffico. Entrambe i campi di sterminio dispongono di un parcheggio: quello di Auschwitz è a pagamento (circa 5 euro) quello di Birkenau invece è gratuito.

Per avere informazioni su Auschwitz, come i costi delle guide consulta il sito ufficiale.

Visitare le miniere di sale di Wieliczka

Le miniere di sale di Wieliczka sì trovano a quindici chilometri circa dal centro di Cracovia. Un posto incredibile che ci ha davvero sorpreso. Non è possibile accedere alle miniere di sale Cracovia senza la guida. Non si possono fare visite individuali, per accedere alla miniera vi basterà andare in biglietteria e sceglier l’orario e lingue della visita a cui preferite partecipare. Abbiamo optato per la visita in Italiano, dopo aver preso posto nelle file all’orario indicato ci s’incammina verso l’ingresso della miniera, si scendono 378 gradini e si arriva a una prima profondità di 64 metri dove ha inizio la visita. Si percorrono circa 3,5 km dei complessivi 300, il primo tratto viene fatto a bordo di un trenino che porta la centro della miniera dove a scaglioni iniziano le visite guidate. Si cammina nelle gallerie scavate di sale, lungo il percorso sono state fatte delle ricostruzioni storiche dei minatori. Una delle parti più interessanti è la cappella si Santa Cunegonda dove ogni domenica si celebra la messa.

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La visita dura circa 2 ore mezza raggiungendo oltre 100 mt di profondità. E’ un posto magico e unico che mi ha davvero colpito. Per risalire in superfici dopo aver passato il negozio di souvenir, ci sono gli ascensori che in meno di un minuti riportano all’uscita.

Informazioni pratiche per raggiungere le miniere di sale di Wieliczka

Le miniere si raggiungono anche in questo caso da Cracovia in auto oppure, potete partecipare ad una delle visite organizzate in autobus. Nell’area attorno alle miniere ci sono diversi parcheggi a pagamento ma se fate attenzione riuscirete a trovare qualche posto per parcheggiare l’auto gratis senza incombere in multe. Prenotate i biglietti online dal sito ufficiale per evitare inutili code perché anche in questo caso le miniere, sono molto affollate dai turisti. Evitate la visita se soffrite di claustrofobia o se avete paura dei luoghi chiusi, ricordate di portare con voi una giacca pesante e impermeabile , lo stesso vale per le scarpe.

Cosa vedere a Genova: itinerario di un giorno

Abbiamo trascorso una splendida giornata nella bella città di Genova; non era la prima volta che visitavo Genova anche se i miei spostamenti si erano sempre limitati al porto e al famoso Acquario di Genova che consiglio a tutte le età. Così in occasione dei Rolli Days, una manifestazione che si svolge due volte all’anno dove, vengono aperti al pubblico i Palazzi dei Rolli (Palazzi risalenti al 16° secolo proprietà delle più importanti famiglie della Repubblica Ligure leggi anche: Escursione a Genova i Rolli Days) raggiungiamo Genova in giornata in treno per un itinerario dei luoghi salienti del centro storico.

Itinerario di un giorno a Genova

Raggiungiamo Genova con l’Intercity da Milano; abbiamo approfittato dell’offerta 2×1 con partenza e ritorno in giornata: paghi due biglietti al prezzo di uno in seconda classe e con circa 20 euro a testa si raggiunge la stazione di Genova Principe (durata del viaggio circa 1h e 50 minuti).

Usciti dalla stazione s’incontra il monumento dedicato a Cristoforo Colombo e da li, imbocchiamo Via Balbi dove inizia il centro storico e alcuni dei Palazzi dei Rolli. Ai civici 6-5-4 si trovano gli edifici che ospitano l’Università di Genova, con l’aiuto di alcuni studenti dei beni culturali, esploriamo alcune delle stanze più belle dei palazzi dove si svolge la routine degli studenti: dalla biblioteca, alla sala professori, aule di filosofia e i cortili per fare due chiacchiere. Ogni stanza degli edifici è ricoperta di stupendi affreschi.

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Proseguiamo la visita del centro storico, ed imbocchiamo via Cairoli la prima tappa è la piazza della Meridiana e il relativo palazzo che be si riconosce per la meridiana sulla facciata principale. Si prosegue in via Garibaldi, una delle via principali del centro storico di Genova e facciamo tappa ai civici 18, 11, 9, 7  e 4. Al Civico 18, abbiamo il bel Palazzo Rosso dove visitiamo i bellissimi e lussuosi appartamenti ottocenteschi; al Civico 7 si trova il Palazzo Nicolosio Lomellino dove è possibile visitare solo l’atrio con il giardino delle Ninfee, al Civico 4 la Camera di Commercio che nasconde in quelli che sono ordinari uffici delle opere di affreschi uniche nel loro genere.

Proseguiamo in piazza Fontane Marose, scendiamo in via XXV Aprile dove si trovano alcuni dei negozi più lussuosi di Genova e raggiungiamo Piazza de Ferrari, uno dei simboli più riconoscibili della città di Genova.  Alle nostre spalle abbiamo l’imponete teatro Carlo Felice, il Museo dell’Accademia linguistica di Belle Arti e di fronte a noi dopo la piazza principale, si trova Palazzo Ducale.

Imbocchiamo via XX Settembre sotto i portici in stile Liberty tra numerosi negozi, bar e ristoranti; svoltiamo a sinistra proprio prima del negozio di Zara, in un vicolo con una scala, che porta alla parte superiore dell’edificio liberty dove si trova il piazzale e l’Abbazia di Santo Stefano da dove si gode di una bella vista dall’alto del viale. Il tempo di scattare qualche foto e di visitare l’Abbazia, discendiamo dallo stesso percorso per proseguire in Via XX Settembre e svoltare di nuovo a sinistra in Via S.Vincenzo una delle via più carine di Genova, si concentrano diversi palazzi molto colorati, negozi, bar e ristoranti; è l’ideale per una passeggiata o per fare tappa per il pranzo.

Per una tappa veloce per il pranzo non posso che consigliarvi un bel pezzo di focaccia genovese o al pesto e, in Via S.Vincenzo, si trova uno dei panifici storici della città il Panificio Mario. Prendete il numero sulla destra, c’è sempre coda ma ne vale davvero la pena.

Proseguiamo in via Galata, passiamo piazza Colombo e proseguendo ancora dritto, arriviamo all’ingresso del Mercato Orientale; un mercato di beni alimentari davvero ben fornito e molto curata dove vale la pena fare una sosta per acquistare prodotti tipici del territorio. Bancarelle di pesto, di frutta secca, di pasta fatta in casa, frutta, verdura e l’immancabile pesce. Il mercato non è di grosse dimensioni si gira velocemente fate attenzione: il mercato è aperto tutti i giorni fino alle 19 ma è chiuso la domenica.

Ripercorriamo via XX Settembre, torniamo in Piazza de Ferrari e scendiamo verso il porto passando per Via S. Lorenzo. Facciamo tappa alla Cattedrale di San Lorenzo al suo interno di trova un ordigno inesploso che venne sgancia dagli Inglesi durante la Seconda Guerra Mondiale. Percorriamo tutta via S.Lorenzo un’altra delle via più carine della città dove, oltre a diversi venditori ambulanti,  si trovano diversi negozi di souvenir, e gli immancabili bar e ristoranti dove fare una sosta.

Siamo giunti al Porto Antico di Genova, dove si trovano moltissimi servizi per i turisti: ci sono musei, centri culturali, ristoranti, bar, c’è il rinomato negozio di Eataly, il Bigo, la Biosfera di Renzo Piano e il famosissimo Acquario di Genova che vi consiglio di visitare assolutamente. Il Porto Antico di Genova è davvero ricco di attività da qui, partono le escursioni in barca per avvistare i cetacei. Il Porto è anche il luogo perfetto per una bella passeggiata oppure per una sosta in mezzo al mare, se proseguite in direzione dell’Acquario di Genova in fondo la molo passata anche sulla sinistra la Biosfera, raggiungerete l’Isola delle Chiatte dove ci sono delle panchine dove sedersi per rilassarsi al sole.

Ultima tappa della nostra giornata a Genova è il belvedere Spianata Castelletto, dal Porto Antico di Genova percorriamo in direzione ovest la Passeggiata Calata Rotonda fino a raggiungere l’incrocio sulla destra con con via delle Fontane passando sotto il cavalcavia e imboccando la strada verso Nord ci troviamo all’inizio di due famose via di Genova: sulla destra troviamo la Porta dei Vacca con via del Campo mentre sulla sinistra Via Prè. Due pezzi di storia di questa città che però vi consiglio si esplorare si giorno, la sera, meglio con qualche accortezza in più.

Percorriamo via del Campo fino a raggiungere piazza Fossatello e poi sulla sinistra Via S.Siro; torniamo in via Cairoli svoltiamo a destra fino al Palazzo della Meridiana e da qui, seguiamo il percorso in salita che costeggia il palazzo che sia chiamate propio Salita alla Spianata di Castelletto sono circa 400 metri in salita non impegnativa. Raggiunta la Spianata si gode di una vista davvero unica su tutta Genova, vale la pena fare una sosta per godersi il panorama.

Se la salita a piedi dovesse essere troppo impegnativa sappiate che la Spianata è raggiunta anche dall’ascensore Castelletto Levante che si prende in Piazza Portello.

Prima di fare ritorno alla stazione di Genova Principe, concludiamo la nostra visita con una tappa d’obbligo al Museo di Palazzo Reale. La visita comprende tutte le stanze del Palazzo, il Giardino e il terrazzo del Palazzo che regala a mio avviso una vista splendida dell’edificio e un altro bel panorama sul Porto Antico di Genova.

Visita guidata alla favela di Rocinha

Quando si visita un paese spesso ci soffermiamo solo ad ammirare e a decantare i soli lati positivi tralasciando quelli che sono i suoi problemi. Un viaggio in Brasile e a Rio de Janeiro non può dirsi completo se non si visita una Favela.

Visitare una favela non è una cosa da inserire in una lista di “cose fatte”, non è essere coraggiosi e temerari, non è sentirsi più forti e fighi, visitare una favela con chi in essa ci vive e ci lavora è un’esperienza che può aiutarvi capire che le condizioni di vita di queste persone e tutte le problematiche che ciò comporta.

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Durante il nostro viaggio a Rio de Janeiro, abbiamo deciso di visitare la Favela di Rocinha appoggiandoci ad una ONLUS italiana che da oltre 25 anni opera all’interno della favela.

Abbiamo visitato Rocinha con l’aiuto di Nino un ragazzo italiano che da due anni e mezzo collabora con la ONLUS e vive all’interno della favela. La Favela di Rochina è la più grande e famosa di tutto il Sud America. Nella favela non si ruba, è paradossalmente uno dei posti più sicuri della città; qui quello che comanda è il narcotraffico, si spaccia dentro e fuori dalla favela e questo è il business di Rocinha.

La nostra giornata nella Favela di Rocinha

Per raggiungere con i mezzi pubblici la Favela di Rocinha con la metropolitana scendiamo alla fermata Rocinha, dove ci aspetta Nino la guida della Onlus; dopo una breve presentazione ci avviamo a piedi all’ingresso della Favela dove ci fermiamo per qualche minuto ascoltando i racconti di Nino che maestralmente ci introduce alla sua nuova casa: Rocinha.

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La prima cosa che ci dice è di stare tranquilli e non aver paura, visitare una favela accompagnati è sicuro, qui nessuno viene derubato e nessuno ci sparerà addosso, siamo solo due turisti che vogliono capire cos’è e chi è Rochina. La Favela è comandata dal narcotraffico che s’interessa a un business che non riguarda il derubare i turisti. La prima parte della Favela che visitiamo è quella bassa dove di rado ci sono momenti di tensione, le case sono di bell’aspetto e quasi al corrente c’è sempre; ci sono dei negozi, supermercati, è una della zone più animate della favela e in pochi minuti ci sentiamo a nostro agio.

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La favela si sviluppa in verticale sulla collina ed è in continua espansione; la case della zona più bassa sono fatte di mattoni, hanno elettricità acqua e condizioni di vita buone ma più si sale e ci si addentra in questo tappeto di case dove non si vede mai una strada peggiorano le condizioni di vita e anche la sicurezza. Abbiamo attraversato vicoli stretti e ripidi che nelle giornate di pioggia diventano fiumi d’acqua che rendono gli spostamenti impossibili. Le condizioni igieniche sono inesistenti, le case crescendo sempre più in verticale creano delle zone di passaggio dove manca totalmente aria, dove le finestre della casa sono quasi del tutto oscurate e per le persone con scarsa mobilità è praticamente impossibile muoversi.

La nostra passeggiata nella Favela è stata davvero unica, abbiamo incontrato tante persone sorridenti, gentili e disponibili, Nino ci ha raccontato tante storie dei suoi amici  della favela, di molti che ce l’hanno fatta e si stanno costruendo una vita e di tanti che ci provano ma che purtroppo sono casi disperati. Abbiamo capito che la Favela non è un mondo parallelo abitato da alieni pericolosi ma è un modo parallelo che il Brasile vuole nascondere, fatto di persone che hanno cercato, con le loro forze, di sopravvivere e costruire una vita migliore per i loro figli.

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Gli abitanti della Favela sono degli emarginati sociali, i suoi abitanti provengono dalla parte nord-est del Brasile e sono la manodopera povera, senza diritti di Rio de Janeiro. Molti non mettono piede fuori dalla Favela perché il costo della vita fuori è troppo alto mentre all’interno della Favela è tutto riproporzionare al loro salario. I più fortunati fanno lavori da fame in città altri ancora riescono a trovare posto magari come buttafuori negli hotel. La maggior parte degli abitanti della Favela è analfabeta, nell’unica scuola presente i professori non i sono quasi mai per paura della loro incolumità, non c’è igiene, le malattie si diffondono velocemente risultato: l’aspettativa di vita è bassissima.

Nell’ultimo anno Rocinha ha vissuto molti scontri e i morti sono stati davvero tanti, due clan di narcotraffico si sono contesi la Favela, con la polizia che a volte irrompe ma essendo corrotta non fa altro che movimentare il caos che regna nella favela.

La ONLUS il sorriso dei miei bimbi

Il Sorriso dei miei Bimbi è una ONLUS fondata da Barbara Olivi che vive in Brasile dal 1998. La ONLUS si trova all’interno della favela di Rocinha e opera da anni occupandosi di programmi per bambini e giovani. L’obiettivo della ONLUS è di creare condizioni socio-educative all’interno della Comunità di Rocinha.

Negli anni sono stati sviluppati vari progetti, noi abbaimo avuto il piacere di visitare la Scuola Materna “Saci Sabe Tudo” che accoglie bambini da 2 a 6 anni; il “Garagem das Letras”, una sorta di centro culturale ricreativo con all’interno un bar, una biblioteca e la possibilità di svolgere tantissime attività culturali.

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L’ultimo progetto è il Turismo Responsabile all’interno della Favela di Rocinha che nasce per far conoscere la ONLUS e la Comunità. Non partecipate a tour promossi dagli hotel ma, se volete e decidete di visitare una favela, fatelo con persone del posto che vivono al suo interno.

 

 

Le 7+1 meraviglie del mondo moderno

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Le sette meraviglie del mondo sono le strutture, le opere architettoniche, artistiche e storiche che i greci e romani consideravano le più belle dell’intera umanità. Vengono anche chiamate sette meraviglie classiche oppure le sette meraviglie antiche per distinguerle dalle sette meraviglie moderne. L’idea di creare una classifica delle “meraviglie moderne” nacque durante i giochi olimpici di Sydney nel 2000; venne indetto un concorso online, da cui ne sono derivate 20 finaliste tra le quali sono poi state scelte le 7 meraviglie del mondo moderno. La decisione venne presa il 7-7-07 data celebrativa e simbolica che richiama il numero delle vincitrici. La stessa organizzazione ha eletto l’11-11-2011 le sette meraviglie del mondo naturale.

Dopo 10 anni e oltre 100 viaggi, possiamo finalmente dire di essere riusciti a visitare e vedere tutte e sette le meraviglie del mondo moderno.

Quali sono le sette meraviglie del mondo moderno.

1. Chichén Itzá in Messico: il sito archeologico è stato realizzato tra il VI e XI secolo, patrimonio UNESCO dal 1998, è un’area di circa 3 km quadrati; è uno dei siti Maya presenti in Messico tra i meglio conservati e tra i più ampi. La piramide più famose è Kukulcan che però non può essere scalata. Per saperne di più sul nostro viaggio in Messico leggi anche: Itinerario in Messico di 15 giorni fai da te

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-Chichén-Itzá2. Cristo Redentore in Brasile: realizzato nel 1931 e inserito tra i Patrimoni UNESCO nel 2009 è il monumento più visitato di tutto il Brasile, la statua è collocata in cima al monte Corcovado che svetta con i suoi 700 metri nel centro di Rio de Janeiro. Salire con il Trenino attraversando tutto il parco Nazionale di Taijuca è un’esperienza unica, la vista dall’alto del Cristo è una della più belle della città sia di giorno che di sera. Per saperne di più sul nostro viaggio in Brasile leggi anche: Viaggio in Brasile: itinerario completo e guida pratica

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-cristo-redentore-brasile3. Machu Picchu in Perù: questo magnifico sito archeologico venne edificato dalla popolazione Inca attorno al XV secolo, patrimonio UNESCO del 1983, è uno dei luoghi più misteriosi del mondo, accerchiato dal mistero, unico nel suo genere. Per esplorare il sito archeologico, vi consiglio di utilizzare una guida e di prendervi l’intera giornata per cogliere ogni scorcio e godervi una delle meraviglie che è riuscita a strapparmi una lacrima. Per saperne di più leggi anche: Come visitare Machu Picchu: guida pratica

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-machu-picchu4. La Muraglia cinese: realizzato nel 215 a.c inserita tra i patrimoni UNESCO nel 1987. Lunga oltre 8000km, è un’opera architettonica di grandezza esemplare, visibile persino dallo spazio, noi abbiamo visitato il tratto di Mutianyu considerato tra i più belli in assoluto perché grazia alla vegetazione circostante è il tratto che muta il suo aspetto in base alle stagioni regalando ogni volta paesaggi diversi tra loro. Per saperne di più sul nostro viaggio in Cina leggi anche: Viaggio in Cina itinerario di un mese

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-muraglia-cinese5. Petra, sito archeologico della Giordania: i monumenti più antichi del sito archeologico di Petra risalgono al 30 a.c, patrimonio UNESCO dal 1985 nell’antichità fu capitale dei nabatei ora è un paradiso da esplorare in uno/due giorni di viaggio. Petra è un posto magico caratterizzato da diverse rovine archeologiche distribuite all’interno di un’area chiusa da esplorare in autonomia o con il supporto di una guida preparata. Per saperne di più sul nostro viaggio in Giordania leggi anche: Cosa vedere in Giordania: itinerario di 5 giorni passando per Israele

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-petra-giordania6. Taj Mahal, mausoleo in India: realizzato intorno alla metà del 1600, e divenuto patrimonio UNESCO nel 1983, il Taj Mahal è un mausoleo fatto erigere dall’imperatore per custodire le spoglie della sua amata. Il marmo bianco utilizzato per la costruzione regala giochi di luci unici. Io vi consiglio la visita all’alba quando le luci del sole lo colorano di rosa. Per saperne di più sul nostro viaggio in India del Nord leggi anche: Viaggio in India del Nord

quali-sono-le-7-meraviglie-del-mondo-moderno-taj-mahal7. Il Colosseo in Italia: uno dei simboli indiscussi del nostro paese, edificato durante l’impero romano nell’ 80 d.c. è diventato patrimonio UNESCO nel 1980 e ora, è meta di miliardi di turisti che ogni anno varcano l’arena dei combattimenti. Difficile non immaginare l’area gremita di persone che urlano e si divertono osservando i combattimenti dei gladiatori. Unico nel suo genere, possente e magico il Colosseo merita di essere visitato durante un week end a Roma.

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L’ottava meraviglia del mondo onoraria

Le Piramidi di Giza, fanno parte delle Sette Meraviglie del Mondo Antico ma, essendo l’unica opera che si è conservata (le altre non sono più visibili), è stata inserita come l’ottava meraviglia onoraria. Noi le abbiamo visitato durante un lungo stop over a Città del Cairo, con un breve tour che varia dalle 4 alle 8 ore è possibile vistare le piramidi, la sfinge e fare un breve giro al Cairo. Per saperne di più leggi anche: Escursione alle Piramidi d’Egitto in 6 ore

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Visita alle Cascate di Iguaçu da entrambe i lati

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Ho scoperto all’età di 14 anni l’esistenza delle meravigliose cascate di Iguaçu; con una connessione internet preistorica ricordo di aver cercato tutte le informazioni possibili su questo immenso bacino di acqua che confina con tre stati: Brasile, Argentina e Paraguay. Ogni volta che pronunciavo il loro nome avevo come la sensazione di essere catapultata in luogo sperduto della terra così magico da essere conosciuto solo a pochi. E’ sempre stato uno dei miei sogni visitarle e con soli 17 anni di ritardo abbiamo inserito le Cascate di Iguaçu come tappa nel nostro viaggio in Brasile e sono riuscita a coronare questo sogno.

Come raggiugnere le Cascate di Iguaçu

Le Cascate di Iguaçu si all’interno della foresta subtropicale nell’area conosciuta come Triplice Frontiera perché come vi anticipavo, le cascate si trovano tra Brasile, Argentina e Paraguay. I fiumi Iguaçu e Paranà formano i confini naturali tra questi tre paesi e in ogni punto di confine si trova una città: Ciudad del Este (Paraguay), Puerto Iguaçu (Argentina) e Foz do Iguaçu (Brasile). Per raggiungere le cascate potrete utilizzare un volo per raggiungere le cittadine Brasiliane e argentine che sono le uniche a disporre di un aeroporto internazionale. Noi volando da Rio de Janeiro abbiamo utilizzato l’aeroporto di Foz do Iguaçu che dista 40 minuti di auto dal centro città e si raggiunge con Taxi (una corsa sono circa 40 real) oppure con l’autobus 315.

Visitare le cascate di Iguaçu lato brasiliano

Foz do Iguaçu è la città che si trova nel lato brasiliano; è popolata da oltre 300.000 abitanti e collegata alle cascate e all’aeroporto da ottimi mezzi pubblici. Con meno di 2 euro a tratta, prendendo l’autobus 315, lo stesso che porta all’aeroporto, si raggiungono in circa 40 minuti l’ingresso delle cascate. L’autobus è abbastanza frequente ma chiedete sempre a che ora parte l’ultimo bus dalle cascate.

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Il Parco Nazionale di Iguaçu fa parte dell’ UNESCO, l’ingresso a pagamento (circa 50 real) e include un bus navetta che si ferma all’inizio dei diversi sentieri che percorrono le cascate. I tre diversi percorsi panoramici del lato brasiliano si visitano in mezza giornata e offrono a mio avviso lo scorcio panoramico più bello delle cascate che aiuta a capire la loro estensione. I percorsi del lato brasiliano corrono attorno al bacino principale delle cascate fino a raggiungere una passerella che porta al cospetto della Garganta del Diablo; l’unione di 80 cascate che si uniscono e creano il bacino di acqua più grosso delle cascate di Iguaçu.

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Se oltre ai percorsi volete provare delle attività più adrenaliniche, potrete fare rafting nelle cascate oppure un bel giro in elicottero con la vista unica dall’alto.

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Di fronte all’ingresso del Parco di Iguazù, lato brasiliano, si trova il Parque da Aves (Parco degli uccelli). Il parco non è grosso e si visita in meno di due ore ma a mio avviso è davvero imperdibile. Il Parco raccoglie al suo interno diverse specie di pappagalli, tucani, tartarughe, anaconde, farfalle, colibrì e molti altri volatili che sono stati salvati dal mercato nero ed essendo nati in cattività, se messi in natura morirebbero. La visita si può fare in poco più di un’ora e ne vale davvero la pena. In questo parco si possono ammirare pappagalli di svariati colori e misure, tucani, anaconda, colibrì, farfalle variopinte e tanto altro. Attenzione, non è un zoo, gli animali si trovano in gabbie ampie e in alcuni casi sono delle vere e proprie aree recintate dove il visitatore entra in contatto con il volatile.

Visitare le cascate di Iguazú lato argentino

Puerto Iguazú è una cittadina che si trova nel lato argentino, che a differenza di quello brasiliano, pur essendo considerato da molti il lato più bello, è meno organizzata e non dispone di mezzi pubblici che raggiungono l’ingresso del parco.
L’ingresso al Parco Nazionale, anche questo parte dell’UNESCO, costa 260 pesos e da pochissimo può essere pagato anche con carta di credito.
In molti preferiscono questo lato del parco perché molto più grande dell’altro ma soprattutto perché dal lato argentino si ha la possibilità di addentrarsi di più nella natura e di percepire la potenza delle cascate.

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Per visitare il lato argentino ci sono di norma 3 percorsi da seguire:
Indicato con il colore rosso sulla mappa, il tratto più famoso e gettonato delle cascate di Iguazú è sicuramente la Garganta del Diablo. Da questo lato del parco, si percorrono quasi 3 km a bordo di un trenino ecologico per poi concludere a piedi l’ultimo tratto che porta sopra il complesso di 80 cascate. Gli altari due circuiti quello inferiore e Superiore, (di colore giallo e blu nella mappa) offrono invece un percorso attraverso il parco di Iguazú dove passo dopo passo s’incontrano tante e diverse cascate viste dall’interno della foresta.

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Per noi non esiste un lato più bello dell’altro, i due fronti si completano a vicenda perché se da un lato vedi la potenza e la natura selvaggia delle cascate dall’altro, hai la cartolina più bella delle cascate di Iguazú.

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Come raggiungere il lato argentino di Iguazú da quello brasiliano.

Da Foz Do Iguazú prendete il bus diretto in Argentina, non ha un numero ma vedrete la scritta Argentina/porto Iguazú sul vetro anteriore. Il biglietto si paga sia in Real che in Pesos e costa circa 7 Real. Una volta varcato il confine si scende dall’autobus per il consueto controllo passaporti dove dovrete specificare che farete ritorno in giornata.

Risaliti sull’autobus avrete due possibilità:

  1. scendere al capolinea dei bus e attendere speranzosi l’autobus che porta fino all’ingresso del Parco di Iguazú.
  2. Scendere su consiglio dell’autista alla prima fermata del bus dopo la frontiera e prendere un taxi condiviso che vi farà pagare lo stesso prezzo dell’autobus.

Avendo provato entrambe le opzioni, vi consiglio il taxi, a parità di prezzo è molto più veloce soprattutto se dovrete fare in giornata il lato argentino.

Nota: Iguaçu è come viene scritto in brasiliano, Iguazú la scrittura in argentino.úú

 

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