domenica, Agosto 14, 2022
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Quali spiagge visitare nei dintorini di Salvador de Bahia

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Una delle tappe del nostro viaggio in Brasile è stata la città di Salvador nello stato di Bahia. Pur essendo riusciti a visitare poco di questa regione, è sicuramente la parte del  Brasile che più ci ha colpito. Qui l’Africa incontra il Sud America, Salvador è stato il porto più importante della tratta degli schiavi neri e tutta la regione ci mostra un’inebriante miscela di questo mix di culture unico al mondo.

Dopo aver dedicato un paio di giorni alla visita di Salvador de Bahia, il nostro consiglio è di trascorrere qualche giorno lungo la costa di Salvador per scovare il meglio delle spiagge della regione.

Come godersi le spiagge e il mare a Salvador de Bahia

Il concetto di mare e spiaggia a Salvador è davvero unico. Le spiagge lungo la costa solo immense e spesso desolate, solo in alcuni punti si trovano piccole aree con ombrelloni e sedie (le sdraio non le abbiamo mai trovate) gestiti da locali che offrono l’attrezzatura in omaggio in cambio di qualche consumazione. I brasiliani passano la loro giornata in spiaggia a bere e mangiare, cospargendosi di olio nei lori mini costumi che non lasciano nulla all’immaginazione. Vi basteranno un paio di giorni per seguire i loro esempio e, nel nostro caso, abbiamo riscoperto un nuovo modo di goderci il mare come mai avremmo immaginato.

Le spiagge più belle di Salvador de Bahia

Le spiagge più belle di Salvador de Bahia: Itapuã e Flamengo

Senza allontanarsi troppo dalla città rimanendo in uno dei suoi quartieri periferici, una della zone più belle dove rilassarsi al mare è sicuramente la spiaggia di Itapuã che si trova circa a 27km dal centro. Sicuramente è la spiaggia più frequentata appena fuori città e, in alcuni punti la spiaggia è stretta e si rischia di essere un pochino ammassati. Il nostro consiglio è di spostarvi verso il faro di Itapuã anche nel week end c’è meno folla e vi potrete rilassare al sole.

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A 33km dal centro di Salvador si trova un’altra distesa di sabbia isolata e selvaggia: la bellissima Praia do Flamengo. Una distesa di spiaggia larga e isolata; il colore della sabbia è color oro e il mare è mosso per via del forte vento ma è cmq balneabile.

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Le spiagge più belle di Salvador de Bahia: Guarajuba

Più ci spostiamo verso la parte settentrionale più la costa diventa sempre più bella: alte scogliere, palme, sabbia bianca e oro tra piccole insenature immerse nella quiete e un mare pieno di onde ideale per i surfisti. Avremmo voluto trascorrere molto più tempo per esplorare al meglio la costa ma ci siamo dovuti accontentare e abbiamo selezionato due spiagge davvero imperdibili.

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La prima spiaggia che incontriamo e che vi suggeriamo è Guarajuba, poco frequentata, non è semplice raggiungerla proprio perché non è battuta dai turisti, in questa piccola spiaggia selvaggia, troverete tantissime persone fare surf perché le onde sono davvero importanti.

Le spiagge più belle di Salvador de Bahia: praia do Forte

Sicuramente molto turistica ma ne vale sicuramente la pena, è Praia do Forte situata in un villaggetto sulla spiaggia fornito di negozi e di ogni tipo di ristoro. C’è una sola via pedonale Alemanda do Sol dove si alternano negozi, ristornati fino a raggiungere una chiesetta pittoresca e una delle riserve di tartarughe del Projeto TAMAR.

Praia do Forte a Nord di Salvador de Bahia

Praia do Forte è famosa per le sue piscine, delle pozze naturali che si formano quando c’è bassa marea la mattina presto. Non abbiamo amato particolarmente queste pozze d’acqua, abbiamo fatto snorkeling avvistando qualche pesce ma nulla di che. Come per le altre spiagge di Bahia, abbiamo apprezzato molto il relax e le belle camminate lungo la spiaggia scoprendo della aree completamente isolate.

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Cosa dovete sapere sulle spiagge di Salvador de Bahia

Le spiagge di a Nord di Salvador, sono delle distese spesso deserte di spiaggia, costeggiate tutte da schiere infinite di palme. I mare non è certo quello della Sardegna, è una costa ventosa e le onde la fanno da padrone. Le spiagge di Bahia sono ampie la mattina ma man mano che sale la marea, la loro grandezza si riduce e in alcuni tratti sparisce del tutto e vi ritroverete ad attraversare le palme per trovare un punto di passaggio.

Quando si dice che la spiaggia è attrezzata significa che ci sono tavolini, ombrelloni e sedie e che i locali gestiscono dei baresi che sono in grado di fornirvi cibo e bevande a volontà il tutto rigorosamente fresco e delizioso.

Le spiagge sono anche battute da ambulanti che a loro volta offrono cibo, vestiti, costumi, teli, creme solari, acconciature e molto altro; senza rendervene conto la vostra giornata passerà spendendo un “sacco” di soldi.

Tendenzialmente queste spiagge sono sicure, noi ci siamo sempre portati cellulari e soldi ma, quando decidevamo di fare della passeggiate abbiamo sempre lasciato al nostro ombrellone gli oggetti non di valore e nessuno ha mai toccato nulla. I brasiliani che si occupano di gestire questi piccoli “centri balneari” sono molto attenti e controllano tutto, non è nel loro interesse perdere il cliente.

Come vi anticipavi, su queste spiagge non abbiamo mai trovato dei lettini sempre e solo sedie, il brasiliano non si sdraia sull’asciugamano in spiaggia, rimane sempre seduto e per abbronzare la schiena siede a cavalcioni sulla sedie in direzione del sole, con tutto l’olio che si spalmano la sabbia sarebbe una ornatura perfetta!

Come muoversi lungo la costa di Salvador de Bahia

Se decidete di esplorare le spiagge di Salvador come Itapuã e Praia do Flamengo, potete utilizzare Uber per spostarvi da una spiaggia all’altra. Gente sempre presente che Salvador è immensa e queste spiagge distano non meno di 27km dal centro valutate un hotel o un B&B nei pressi delle spiagge così da impiegare meno tempo negli spostamenti.

Se invece state pensando alle spiagge più Settentrionali di Salvador potete utilizzare un’auto privata, un tour organizzato oppure come abbiamo fatto noi, i mezzi pubblici. Usare gli autobus locali brasiliano può essere una vera esperienza, tenente presente che i bus impiegano sempre molto più tempo a raggiungere le destinazioni per via degli innumerevoli stop ma sono senza dubbio il mezzo più economico.

Cosa vedere e fare ad Amsterdam in due giorni

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Amsterdam è una delle città più belle d’Europa. I suoi 165 canali sono patrimonio Unesco e sono ciò che caratterizza e contraddistingue questa città. Tra le più visitate d’Europa,

Cosa vedere e fare ad Amsterdam oltre le mete più turistiche

Durante il nostro week end ad Amsterdam, abbiamo deciso di viverci la città senza seguire le principali attrazioni della città e le mete più rinomate ma, passeggiando senza meta, attraverso i quartieri della città per goderci al meglio i canali, i mercati e quei quartieri più periferici di Amsterdam.

I canali sono un simbolo di Amsterdam ciò che differenzia e contraddistingue questa città nel mondo. Anche se i canali sono in tutta la città i nostri preferiti restano quelli della cintura occidentale. Patrimonio UNESCO, il quartiere è ricco di importanti siti d’interesse storico e culturale. Ci sono tanti modi per godersi questo quartiere: passeggiano tra i canale, seduti ad un caffè, in barca. Questo quartiere è disseminato di negoziati vintage, antiquariato e molti locali semplici e poco frequentati dove potersi rilassare. Lasciatevi ispirare dalla città e se visitate Amsterdam da Aprile in poi, uno dei modi più belli e per osservare i canali è dall’acqua partecipando ad uno dei tanti tour in barca dei canali.

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Superati i canali della zona occidentale di Amsterdam troviamo Jordaan l’ex quartiere operaio che si è trasformato in una delle zone più trendy e affascinanti della città. Schiere di case storte, una pace e una tranquillità invidiabili, negoziati vintage, gallerie d’arte, è il quartiere della convivialità dove non vi stancherete mai di passeggiare.

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Una delle cose che più adoro di una città sono mercati. In molti posti che ho visitato il mercato è ancora adesso il punto d’incontro di una città dove le persone si ritrovano per fare la spesa o per passeggiare tra le bancarelle; a prescindere dalla tipologia di mercato, questo sono per me il cuore pulsante di ogni città. Ad Amsterdam è famosissimo il mercato dei fiori dove è possibile acquistare ogni specie e tipologia di bulbo. Quello che vi consigliamo noi però è il Sunday Market di Amsterdam che si svolge la prima e la terza domenica del mese che si svolge nei vecchi edifici industriali del Westerpark. Abbiamo avuto la fortuna di vedere questo mercato in una domenica primaverile di Aprile; le bancarelle sono sia al coperto che al chiuso e spaziano dall’artigianato alla cucina.

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Gite di un giorno nei dintorni di Amsterdam

Se Amsterdam non dovesse soddisfare tutte le vostre esigenze sappiate che è possibile programmare diverse gite in giornata nei dintorni della città. Una delle escursioni più gettonate sono i mulini a vento di Zaanse Schans che distano mezzora di treno dalla città oppure il bel castello De Haar che dista invece un ora e mezza di treno.

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L’Olanda è un paese contenuto come dimensioni e permette al visitatore di esplorare le cittadine più caratteristiche con l’ausilio di un ottimo sistema ferroviario.

Dove mangiare ad Amsterdam

Durante il nostro week end ad Amsterdam abbiamo cercato diversi locali da consigliarvi per i pasti; la città offre un numero infinito di bar, ristarti, caffè per tutti i gusti.

Per la colazione/brunch →Mama Pancake si trova nel centro storico di Amsterdam ed uno dei posti che vi consiglio per fare colazione. Noi abbiamo ordinato pancake e una bowl accompagnate da caffè e spremuta. Il locale è davvero ben arredato e molto accogliente, i ragazzi sono stati veloci e cordiali nel complesso un ottimo rapporto qualità prezzo.

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The Lobby Nesplain Restaurant & Bar è il locale che abbiamo scelto per il Brunch domenicale. Situato in pieno centro, è molto raffinato e gli ambienti sono molo chic. E’ d’obbligo la prenotazione con almeno un giorno d’anticipo. Ottima la bowl, le uova alla benedict e il French Toast.

Per il pranzo →Non esiste un locale in particolare, il pranzo durante viaggi brevi è qual momento dove si mangia qualcosa di volante spendendo poco e in poco tempo. Amsterdam è piena di locali TO GO, prendi ordini e vai. Noi abbiamo provato il Wok to Go, dove potrete gustare deliziosi cartoncini di riso o spaghetti in salsa di soya, verdure e poll; VleminckX per assaggiare la famose chips di Amsterdam nel cono fatte in casa dal 1887.

Per la cena →Cannibale Royale è uno dei posti che ci è stato consigliato per mangiare carne alla griglia. Si trova nel centro storico e se decidete di provarlo nel week end ricordate di prenotare. Il locale è un pochino buoi ma nel complesso bello. Abbiamo centro con ribes e hamburger di ottima qualità

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Informazioni pratiche su Amsterdam

Come raggiungere Amsterdam

Il modo migliore per raggiungere Amsterdam è l’aereo. La città dista infatti solo 20 km dall’aeroporto Schiphol che è uno degli snodi aeroportuali principali di tutta l’Europa. Da Milano, Easyjet, ha diversi voli giornalieri per Amsterdam sia da Milano Malpensa che da Milano Linate. Se invece decidete di optare per Ryanair, la compagnai low cost offre voli per Eindhoven che dista però 120 km.

Per raggiungere l’aeroporto di Amsterdam dalla Stazione centrale di Amsterdam e viceversa si utilizza il treno che in 20 minuti con una frequenza ogni 10 minuti effettua la tratta.

Come muoversi ad Amsterdam

Il modo migliore per esplorare Amsterdam è a piedi o in bicicletta. La città non ha dimensioni eccessive e le principali attrazioni si raggiungono facilmente con delle passeggiate. Amsterdam è sicuramente la città delle biciclette, ogni strada ha una pianta ciclabile la quantità di biciclette è davvero infinita. Trovare una bici a noleggio è semplicissimo non lo è altrettanto usarla. Se siete alle prime armi o avete poca dimestichezza fate molto attenzione, gli olandesi in bicicletta oltre ad essere velocissimo sono anche spietati con chi non rispetta le regole della strada.

Cosa vedere ad Atene: escursione di un giorno al Pireo e alla fondazione Stravos Niarchos

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Quando parliamo di Grecia, il più delle volte facciamo riferimento alle belle isole greche che in estate vengo invase da milioni di turisti che non vedono l’ora di assaporare l’atmosfera greca, il cibo e il mare. Atene, capitale della Grecia, nonostante sia una città ricca di siti archeologici tra i più importi al mondo, il degrado della città non invoglia i turisti a lunghi soggiorni e spesso questi, si soffermano solo sul centro storico tralasciando i dintorni della città. Potete visitare Atene in un week end ma se avete più tempo, vi consiglio una gita al Pireo. Conosciuto da tutti come il porto di Atene, tra i più importanti d’Europa, è il principale collegamento tra la terra ferma e le isole cicladi.

Escursione di un giorno al Pireo e alla Fondazione Stravos Niarchos

Visita al centro culturale Stravos Niarchos di Renzo Piano

Il Centro Culturale Stravos Niarchos, realizzato dal Renzo Piano sorge nel quartiere Kallithea, non lontano dal centro di Atene, ben collegato con una navetta da una navetta gratuita che da piazza Monastiraki porta fino all’ingresso della Fondazione.
Il progetto ideato dallo studio di architettura di Renzo Piano prevedeva la costruzione di un centro polifunzionale, ecologicamente sostenibile su un’area complessiva di 210.000 mq, in gran parte dedicata a parco pubblico.

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Il progetto vuole dare vita a un punto di riferimento culturale e artistico nel panorama nazionale greco e globale. La costruzione si torva sull’ex area dell’ippodromo di Atene e vicino al mare. Nell’area del progetto sono state costruite: Greek National Opera, la Biblioteca Nazionale greca, un Parco a collina, caffè, ristoranti, chioschi, e una piscina.

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Uno dei temi principali affrontati dal Centro Culturale Stavros Niarchos è quello delle prestazioni ambientali e della sostenibilità. Senza entrare in tecnicismi e dettagli he non mi competono, il Centro Culturale, è un capolavoro architettonico, ingegneristico e di tecniche costruttive.

Se volete uscire dai classici itinerari turistici e scoprire, un’opera a mio avviso davvero incredibile, concedetevi una visita al Centro Culturale per osservare l’opera di un prestigioso architetto italiano che, è riuscito a riqualificare un quartiere periferico della città trasformandolo in un punto di ritrovo per la comunità.

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Per raggiungere il Pireo dalla Fondazione Stravos Niarchos potete utilizzare gli autobus A1, 860, B1, 130 e 217.

Esplorare il Pireo, il porto della Grecia

Il Pireo si trova a sud-ovest rispetto al centro di Atene, si raggiunge facilmente con la linea 1 della metropolitana di Atene. Il Pireo è un porto commerciale, interscambio internazionali tra i più importanti del paese e d’Europa. Per conoscere ed esplorare il Pireo, vi consiglio di muovervi a piedi passeggiando attraverso i tre principali quartieri della cittadina.

Il porto commerciale e turistico del Pireo a mio avviso non merita una visita, vi consiglio invece una passeggiata nelle insenature di Mikrolimano, Kastella e Pasalimani i tre quartieri che vi aiuteranno a comprendere il Pireo.

Mikrolimano il cui nome significa in greco piccolo porticciolo, è molto caratteristico, contenuto nelle dimensioni, conserva ancora un tocco autentico dove barchette di legno dei pescatori si alternano a barche più moderne. Il lungomare non esiste e per riuscire a vederlo l’unico modo è scegliere uno dei tanto ristoranti che circondano completamente la baia.

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Alle spalle di Mikrolimano si trova la collina di Kastella dove si trova il quartiere residenziale del Pireo. Si tratta di uno degli insediamenti turistici più antichi del Pireo, un quartiere ancora poco turistico fatto di viuzze e scalinate strette. Il percorso è un sali e scendi abbastanza faticoso ma vi assicuro che ne varrà la pena.

Ultimo ma non per importanza è il quartiere Pasalimani, dove si trova la Marina Zea uno yacht club. Questa zona del Pireo è davvero molto piacevole, potrete fare una tranquilla e rilassante passeggiata lungo tutto il molo in un bellissimo percorso perdonale dove incontrerete solo famiglie, jogger e i pescatori intenti a sistemare le reti di pesca.

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Queste sono le principali attrazione del Pireo, una cittadina da vivere ed esplorare, molto diversa e a mio avviso molto bene tenuta rispetto alla capitale Atene. Oltre ai porticcioli, la città è ricca di locali, caffè e bellissimi negozi di shopping anche se, al momento della nostra visita che è avvenuta di domenica, tutti i negozi erano chiusi.

Dove mangiare al Pireo

Passeggiando tra i porticcioli del Pireo, incapperete in un numero spropositato di ristornati sul mare alcuni molto belli, altri rustici, tutti però con una bella vista sul porto. Per quanto ci allettasse l’idea di goderci un pranzo vista mare, ci siamo fatti consigliare da dei locali e ci siamo diretti nella parte più interna del Pireo in una locanda casalinga dove il pesce è cucinato in modo egregio.

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Yperokeanio è una taverna tradizionale greca situata nella parte vecchia e residenziale del Pireo. L’atmosfera è casalinga e, pur di sfamare tutti, mettono i tavolini anche sul marciapiede della loro abitazione per nn fare scontento nessuno. Noi abbiamo mangiato: sardine al pomodoro, tonno fresco alla griglia, zuppa di cozze, polpo alla grigia e i moscardini fritti accompagnando il tutto con un buon vino della casa. Rapporto qualità prezzo eccellente il tutto è costato circa 30 euro a persona e ad essere onesti abbiamo esagerato con l’ordinazione, sarebbero bastati tre piatti. Chiamate per prenotare perché è sempre pieno e i posti a sedere sono pochi.

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Cadice, cosa vedere nella città emblema dell’andalusia

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La costa colorata di Cadice - Elena Zappi Wainomi Travelblog

Tappa imperdibile del nostro viaggio on the road in Andalusia è stata l’antica città di Cadice. Città situata nella costa sud della Spagna, nella regione dell’andalusia, famosa per i suoi barrios che compongono il centro storico della città, Cadice è una città da scoprire con le sue innumerevoli chiese, i musei e le belle spiagge.

Cosa vedere a Cadice

La cittadina di Cadice si trova nel sud della Spagna, le dimensioni contenute della città, vi permetteranno di compiere una visita completa in un uno massimo due giorni.  Il modo migliore per esplorare la città è a piedi, le distanze non sono particolarmente esagerate e muoversi in auto nei vicoli stretti dei barrios di Cadiz è impossibile.

Cadice si raggiunge facilmente sia in auto che in autobus, le principali città limitrofe offrono infatti corse giornaliere che servono la città. Cadice per noi è stata una delle tappe finali del nostro tour in Andalusia, da Tarifa in auto sono circa due ore di viaggio.

Iniziamo l’esplorazione di Cadice dal suo centro storico: i barrios. La città vecchia di Cadice si suddivide infatti in quattro principali quartieri: Barrio Santa Maria, de la Vina, del Populo e del Mentidero. Partiamo dal Barrio del Populo dove si trova anche la bellissima e maestosa Cattedrale di Cadice, centro e punto di ritrovo della città. La Cattedrale di Cadice vi lascerà a bocca aperta; questo imponente edificico in stile barocco-neoclassico è sormontato da uan bellissima cupola color oro. Dopo aver visitato l’interno della cattedrale, non dimenticate di salire sulla torre de Poniente per ammirare la vista dall’altro della città.

La cattedrale di cadice e la sua famosa cupola oro

Da non perdere in città vi consiglio:

  • Il teatro romano, piccolo ma sempre affascinante, ha riaperto da poco e l’ingresso è gratuito
  • Plaza de Topete, una delle piazze più colorate della città con bancarelle di fiori e da qui, potrete accedere anche al Mercado Central de Abastos, uno dei più antichi mercati di Spagna dove troverete prodotti di primissima qualità e qualche posticino davvero carino dove poter pranzare.

Il mercado de Abastos a cadice

  • Fate una passeggiata lungo Playa de la Caleta e al tramonto raggiungete il Castillo de San Sebastian dove potrete scattare delle foto davvero uniche

Il Castillo de San Sebastian al tramonto a Cadice - Elena Zappi Wainomi Travelblog

Il Barrio del Populo, de San Juan e quello di Santa Maria, sono i barri principali dove vi consiglio di trascorrere del tempo. Passeggiate tar le viuzze di di questi quartieri lasciandovi trasportare dalla vostra curiosità. A Cadice sono tracciati dei percorsi con delle linee colorate sull’asfalto; seguendo la linea colorata che più vi incuriosisce, potrete fare degli itinerari prestabiliti della città con il vantaggio di riuscire a vedere e visitare tutti i punti e le attrazioni più salienti di Cadice.

Passeggiando nei barrio a Cadice

Escursione a Jerez del la Frontera in giornata

A circa mezzora di auto da Cadice si trova la cittadina di Jerez de la Frontera, famosa principalmente perché ospita il circuito del motomondiale, è una meta ideale per un’escursione in giornata da Cadice. Jerez è la patria dello sherry, è una cittadina molto sottovalutata ma resta il fatto che in un giorno, riuscirete senza dubbio a visitare i posti salienti della città.

Una delle piazze più carine di Jerez de la Frontera

Cosa fare e vedere a Jerez de la Frontera in un giorno

Tappa obbligatoria è l’Alcazar di Jerez possente e raffinata è una delle fortezze meglio conservate dell’Andalusia; è famosa per la sua torre ottagonale e per la vista incantevole che si gode dalle sue mura.

La bella Alcazar di Jerez de la Frontera

Impossibile non rimanere incantati dalla Catedral de San Salvador un perfetto connubio tra gotico, barocco e neoclassico. Imponete sia all’interno che all’esterno, è una delle attrazione più famose della città.

La cattedrale di San Salvador a Jerez de la Frontera

Se le attrazioni principali di Jerez sono terminate, non potete lasciare la città senza vivere la parte più piacevole che ha da offrire. Come vi anticipavo essendo Jerez la città dello sherry è d’obbligo, un tour guidato all’interno di una Bodegas dove vi verrà illustrato tutto il processo di produzione e si potranno fare delle degustazioni (ricordate di prenotare e di controllare gli orari).

Se invece quello che vi serve è un po di relax e di coccole a Jerez si trova un bellissimo Hamman Adalusi uno dei simboli più rappresentativi del passato moresco di questa  città. Vasche di acqua calda e fredda, tè marocchino e massaggi agli oli uno vero connubio capace di rigeneravi dopo una lunga giornata di cammino (prenotate sempre con anticipo l’ingresso è limitato).

Come raggiungere Cadice

Per raggiungere la città di Cadice potete utilizare l’auto oppure i mezzi pubblici: da Tarifa, Malaga, Siviglia e Jerez de la Frontera ci sono diverse corse giornaliere che raggiungono in autobus Cadice. La compagnia di bus spagnola è la Comes e le tratte vanno da un minimo di un’ora e mezza ad un massimo di 3 ore di percorrenza; i prezzi invece, oscillano tra i 10 e 20 euro a tratta. Se invece decidete di utilizzate l’auto a noleggio, Cadice si raggiugne percorrendo l’autovia del Mediterraneo (A7). Da Tarifa sono circa 2 ore di auto. In alcuni tratti l’autovia è a pagamento, quando richiedete l’auto a noleggio inserite nel pacchetto anche il pedaggio incluso così da non avere ulteriori costi lungo la strada.

Quando visitare Cadice

Come già detto in precedenza, Cadice è uan città che vive il suo picco stagionale nei mesi estivi quando i turisti, raggiungono la città oltre che per le sue bellezza architettoniche per godere del mare e delle spiagge. La stagione ideale per visitare la città di Cadice è l’ estate tra Maggio e Settembre. Noi abbiamo deciso di visitare Cadice in inverno quando comunque le temperature si aggirano introno ai 26 gradi di giorno per scendere a 18 di sera.

Dove mangiare a Cadice

Anche a Cadice come in molte altre città dell’andalusia, in fatto di cucina c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Dove pranzare o cenare a Cadice, tapperei e ristoranti

Abbiamo pranzato e cenato in diversi posti, ma tra tutti ve ne segnalo uno solo che ci ha davvero colpiti in fatto di tapas. Si trova in una delle viette del centro storico, si chiama Bar Ultramarinos El Cañon e serve delle strepitose tapas. Poco turistico, frequentato per lo più dai locali, serve birre artigianali e tapas dalle porzioni abbondanti. Il personale è davvero molto cordiale e gentile e saprà aiutarvi sulla quantità di tapas da ordinare per evitare che non si sprechi cibo. Il tonno rosso è strepitoso come anche il riso nero e il baccalà.

 

Tarifa, cosa vedere nella città andalusa dei surfisti

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Tramonto a Tarifa la città del dite e del wind surf

Una delle tappe del nostro viaggio on the road in Andalusia è stata la città del sole di Tarifa. Città situata all’estremo sud della Spagna a pochi chilometri dallo stretto di Gibilterra, porto di collegamento con l’Africa. E’ il posto ideale se siete amanti del kiteboard e del windsurf, questa cittadina si distingue dal resto dell’Andalusia per la sua spiccata personalità. Tarifa è una piccola anticipazione dell’Africa, con le sue mura e i vicoli stretti fiancheggiati da case in calce bianca, ricorda il Marocco e poco la Spagna.

Cosa vedere a Tarifa

La cittadina di Tarifa si trova nella punta meridionale estrema della Spagna e, essendo di dimensioni davvero contenute, si visita facilmente a piedi e in poco meno di una giornata si riesce ad apprezzare le sue principali attrazioni e il suo centro storico murato. Se avete qualche giorno in più a disposizione, vi consiglio di dedicarvi ai dintorni di Tarifa e alle sue spiagge che, nella stagione estiva, sono gremite di appassionati dei sport acquatici come il kite e il windsurf.

Tarifa si raggiunge facilmente sia in auto che in autobus, le principali città limitrofe offrono infatti corse giornaliere che servono la città. Noi partivano da Gibilterra e in auto abbiamo impiegato poco meno di due ore.

Tramonto a Tarifa la città del dite e del wind surf

Date le dimensioni contenute della città, il mio consiglio è quello di dedicare qualche ora all’esplorazione di quello che è il centro storico di Tarifa, un dedalo di viuzze di origine islamica tutte rigorosamente di colore bianco. Le attrazioni principali della città sono indubbiamente la Porta di Jerez in stile mudejar, da dove porte l’esplorazione del centro, tappa culinaria al Mercado de Abastos, dove potrete reperire generi alimentari di vario tipo, il mercato è al coperto e di dimensioni davvero ridotte. Un tappa veloce alla chiesa di San Mateo, che risale al sedicesimo secolo e poi tra una via e l’altra fatevi trasportare fino al lungomare, risalite Calle Aljaranda fino al Mirador de Africa, dove è possibile osservare e quasi toccare la costa africana del Marocco.

La chiesa di San Mateo nel centro storico di Tarifa

I vicoli di Tarifa in calce bianca - Wainomi Travel Blog

Proseguite l’esplorazione della città con una bella passeggiata entrate in Calle Maria Coronel, poi in Calle Alcalde Juan Nunez fino a Calle Segismundo Moret per raggiungere l’Isola de Las Palomas. Purtroppo essendo base militare potrete solo arrivare sul punto che unisce l’isola alla terra ferma e scattare una bella foto al tramonto del punto più a Sud del Continente Europeo.

Il Mirador de Africa che si trova Tarifa - Wainomi Travel Blog

Isola de Las Palomas, base militare a Tarifa

Fare sport acquatici a Tarifa

Tarifa è una delle cittadine più particolari dell’Andalusia, la principale attrazione della città è il mare le sue spiagge che, nei mesi estivi ma non solo vengono letteralmente invase da tutti gli amanti kiteboard e del windsurf. Battuta da venti leggendari, il tratto da Tarifa a Punta Paloma è il più ricco di scuole e punti ricettivi per gli sportivi dilettanti e non che vogliono sfidare il vento di Tarifa.

Spiaggia di Tarifa dove in estate è possibile fare Windsurf e kiteboard

Escursioni a Tangeri in giornata

Tarifa è il principale collegamento con il Nord Africa, traghetti giornalieri in un’ora portano a Tangeri. Molte agenzie situate nei pressi del porto di Tarifa, offrono anche per i turisti dei tour in giornata di Tangeri. La partenza è dal porto verso le 9 del mattino e dopo l’attraversamento con il traghetti, in gruppo, si esplorano le principali attrazioni di Tangeri che sono la moschea, il suoq, il centro storico e la medina. Il rientro è di solito nel tardo pomeriggio. In questi tour non serve avere il passaporto, si può attraversare il confine anche con la sola carta d’identità e i costi, si aggirano intorno ai 50 euro a persona.

Noi non abbiamo partecipato al tour perché non eravamo molto convinti di questa tipologia di escursione.

Come raggiungere Tarifa

Raggiungere Tarifa è semplice sia che utilizziate l’auto sia che utilizziate i mezzi pubblici: da Cadice, Malaga, Siviglia e Jerez de la Frontera ci sono diverse corse giornaliere che raggiungono in autobus Tarifa. La compagnia di bus spagnola è la Comes e le tratte, vanno da un minimo di un’ora e mezza ad un massimo di 3 ore di percorrenza mentre i prezzi, oscillano tra i 10 e 20 euro a tratta. Se invece come noi utilizzate l’auto a noleggio, Tarifa si raggiugne percorrendo l’autovia del Mediterraneo (A7). Da Gibilterra sono circa 2 ore di auto. In alcuni tratti l’autovia è a pagamento, quando richiedete l’auto a noleggio inserite nel pacchetto anche il pedaggio incluso così da non avere ulteriori costi lungo la strada.

Quando visitare Tarifa

Tarifa gode di una posizione unica e di un clima davvero invidiabile. La stagione ideale per visitare la città di Tarifa e, approfittare del mare è sicuramente in estate tra Maggio e Settembre che è anche il periodo migliore per gli sport acquatici. Ma se, volete optare per un viaggio invernale a Tarifa, sappiate che le temperature sono comunque molto piacevoli tra i 23-27 gradi ma, molti ristoranti, negozi o attività saranno chiuse per riaprire poi in primavera.

Dove mangiare a Tarifa

Mangiare il tonno rosso a Tarifa - Wainomi Travel Blog

Tarifa è la città del tonno rosso, è ottimo e viene cucinato nella maggior parte dei ristoranti della città. Avendo visitato Tarifa in bassa stagione, molti posti che ci erano stati consigliati per gustare dell’ottimo cibo spagnolo purtroppo erano chiusi ma,  siamo comunque riusciti a scovare due ottime taperie che vi voglio consigliare:

La Caracola e La Antigua, entrambe le taperie si trovano nel centro storico di Tarifa e offrono diversi piatti di tapas anche con delle rivisitazioni in chiave moderna. La Caracola è un locale giovane e meno raffinato dove però abbiamo mangiato il miglior mini burger di tonno rosso e wasabi del mondo. La Antigua è un locale più bello e più alla moda, le porzioni di tapas sono molto abbondanti e rispettano di più le ricette della tradizione. I prezzi sono sempre molto contenuti, ordinando 3/4 tapas e un bicchiere di vino si spenderanno circa 20/25 euro a persona.

Dove mangiare a Tarifa, tapperai Caracolas

 

Cosa vedere a Mantova: itinerario di un giorno

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Mantova è un piccolo gioiello della Lombardia; una città di provincia, molto raccolta dove tutti si conoscono e dove l’arte, i palazzi e il buon cibo la fanno da padrone. La città di Mantova è di dimensioni contenute, vi accorgerete presto che tutto ruota attorno alle piazza principale della città e anche le sue principali attrazioni sono visitabili in una giornata. Noi abbiamo raggiunto Mantova in giornata con una gita da Milano che dista meno di due ore di auto.

Cosa vedere a Mantova in un giorno

Il nostro tour esplorativo di Mantova inizia da un’attrazione che si trova a breve distanza dal centro storico della città: Palazzo Te.

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Palazzo Te è la residenza voluta da Federico II Gonzaga come sua “isola di svago e ozio”; progettata da Giulio Romano, allievo di Raffaele riuscì a trasformare delle semplici scuderie in una sontuosa villa destinata a diventare un capolavoro del manierismo. Ogni sala del palazzo è elegantemente decorata con un time diverso, tra le più belle troviamo la Sala di Amore e Psiche riservata a ospiti illustri e la Sala dei Giganti dove gli affreschi del Romano coprono tutte le pareti e il soffitto narrando la vicenda della caduta dei Giganti.

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Una volta terminata la visita degli interni di Palazzo Te, dedicatevi all’ampio giardino esterno. Nella parte finale del giardino si trova l’appartamento del giardino segreto che volle Federico II come luogo intimo e privato.

Ci spostiamo nel centro di Mantova, per visitare quella che a mio avviso dopo Palazzo Te è la seconda attrazione più importante della città: Palazzo Ducale. Palazzo Ducale è il complesso architettonico più grande d’Italia, una delle più estese corti rinascimentali di tutta Europa. Il Palazzo si divide in diversi ambienti sia interni che esterni ma, l’attrazione principale è la Camera degli Sposi visibile soloprenotando l’orario. La Camera degli Sposi di dimensioni contenute, è dipinta sia sulle pareti che sul soffitto dove si trova la famosa rappresentazione del Mantegna diventata anche simbolo della città: l’oculo dove si affacciano degli angioleti nudi.

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Ricordate di prenotare sempre la visita alla Camera degli Sposi, in particolare nel week end l’affluenza è alta e la stanza è molto piccola.

Proseguiamo la visita di Mantova con una tappa obbligata al Duomo di Mantova e la Basilica di Sant’Andrea che oltre ad essere la chiesa più grande di Mantova, ha una bellissima e immensa cupola che illumina la chiesa e tutti gli affreschi; non perdetevi un tour nella cripta dov’è conservata la terra intrisa del sangue di Cristo.

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Dopo aver visitato le due principali attrazioni della città, vi consiglio una bella passeggiata nel centro storico di Mantova, tra portici e palazzi d’epoca: Piazza delle Erbe, Palazzo della Ragione e Torre dell’Orologio, la rotonda di San Lorenzo e la Casa del Mercante.

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Uno dei lati di Piazza delle Erbe è occupato dal Palazzo della Ragione e la sua Torre dell’Orologio; il Palazzo, ex sede dell’amministrazione della giustizia oggi, è utilizzato per ospitare mostre ed eventi. È possibile salire sulla torre per ammirare il meccanismo dell’orologio e il panorama sulla città.
Proprio accanto al Palazzo delle Ragione si trova la Rotonda di San Lorenzo, una piccola chiesa che in tutta sincerità non mi ha colpito. Sull’altro lato della piazza si trova invece la Casa del Mercante un elegante edificio storico che si distingue per le decorazioni in cotto che richiamano lo stile veneziano.

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Una delle attrazioni che più mi ha entusiasmato di Mantova pur essendo poco conosciuta è il Teatro Scientifico Bibiena. Il teatro realizzato nel 700 pur essendo di modeste dimensioni è di grande impatto. Pensate che pochi mesi dopo la sua inaugurazione il giovane Mozart vi tenne un memorabile concerto insieme al padre.

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Prima di lasciare Mantova, fate un salto al civico 23 di Piazza Sordello dove, nel piccolo cortile, si trova la statua del tragico buffone di corte Rigoletto.

Dove e cosa mangiare a Mantova

Mantova è sicuramente una città dove la buona cucina non manca. Tortelli alla zucca, mostarda e sbrisolona sono solo alcuni dei piatti che potrete degustare. Avendo trascorso solo una giornata a Mantova, abbiamo provato un solo ristorante che mi sento di consigliarvi perchè è davvero ottimo. Un ristorante perfetto dove mangiare a Mantova è l’Osteria dell’Oca una piccola locanda dove è assolutamente obbligatorio prenotare. Il locale è molto piccolo e ci sono pochissimi coperti. Nonostante l’aspetto del ristorante che per gusto personale ho trovato davvero molto pieno di oggetti e foto la cucina è da 10 e lode.

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Un must è l’antipasto misto per due che raccoglie i principali prodotti ed eccellenze di questa terra: salumi, la giardiniera fatta in casa, polenta e lardo. Tra i primi da provare sono i ravioli con la zucca e le tagliatelle al ragù d’anatra.

​​Dove parcheggiare a Mantova

Se decidete di raggiungere Mantova in auto fate attenzione al parcheggio. Nel centro città non è consentito passare con l’auto salvo se provvisti di permesso (parlo per esperienza in quanto siamo stati multati). Appena fuori dalle mura della città ci sono dei parcheggi a pagamento con le classiche pensiline dove viene accetato anche il bancomat.​

Itinerario della metropolitana di Stoccolma

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Come anticipato nel mio post su cosa vedere a Stoccolma in tre giorni, una delle attrazioni imperdibili della città è la metropolitana. La linea metropolitnana di Stoccolma è una vera e propria galleria d’arte frubile a tutti; oltre 90 stazioni della metropolitana decorate da 150 artisti è considerata una delle metropolitane più belle al mondo.

La Metropolitana di Stocolma si chiama Tunnelbana, si sviluppa per 110 chilometri di lunghezza, acquistando un singolo biglietto potrete esplorare le più belle stazioni che abbaimo selezionato per voi.

L’idea di trasformare la metropolitana di Stoccolma in un enorme museo accessibile a tutti si deve a Vera Nilsson e Siri Derkert due artiste che negli anni ’50 presentarono una mozione al Consiglio cittadino dove veniva chiesto di rendere l’arte vista un diritto ed una ricchezza comune. L’idea era di offrire la possibilità a tutti di apprezzare un’opera d’arte senza bisogno di dover entrare in un museo vero e proprio. Nei mesi estivi è possibile partecipare ad un tour guidato in inglese all’interno delle più belle e importanti stazioni della metropolitana di Stoccolma.

Le fermate della Tunnelbana sono molte e sono tutte molto belle e diverse tra loro ma, non potendole visitare una ad una, abbiamo selezionato le fermate che  riteniamo più particolari.

Itinerario della Metropolitana di Stoccolma

Siamo partiti dalla fermata T-CENTRALEN dove le tre linee della metropolitana di Stoccolma si intersecano; l’artista è Per Olof Ultvedt che nella sua opera, ha alternato motivi floreali, alle sagome dei lavoratori che negli anni ’70 hanno partecipato alla costruzione della metropolitana il tutto, sui toni del blu colore che dona serenità ai passeggeri in attesa.

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La stazione di SOLNA CENTRUM della linea blu è forse una tra le più belle e colorate; disegnata dagli artisti Karl-Olov Björk and Anders Åberg il verde è il colore della foreste mentre il rosso è il tramonto. Questa stazione ha anche un messaggio politico, contro il disboscamento e la depopolazione delle aree rurali svedesi negli anni settanta.

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Una della stazione più belle e più fotografate di Stoccolma è la KUNGSTRÄDGÅRDEN.
Kungsträdgården è uno dei parchi pubblici più antichi di Stoccolma, il nome significa Giardino del Re è si trova su un sito storico dove un tempo sorgeva il Makalös Palace e il suo bellissimo giardino francese. Lo schema di colori della stazione rosso, bianco e verde, si riferiscono al vecchio giardino e le statue invece sono delle repliche di quelle presenti all’esterno del Makalös Palace.

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E’ solo una coincidenza che la stazione STADION si trovi in prossimità del luogo dove ogni anno si celebra il Pride Festival di Stoccolma. Gli artisti Åke Pallarp e Enno HallekEach hanno dato diversi significati alla loro opera: il cielo azzurro e l’arcobaleno ci ricordano sopra di noi c’è un cielo e ci ricordano che questa era l’aera dove si sono celebrati i giochi olimpici di Stoccolma nel 1912. Ancora adesso in quest’area si celebrano concerti e manifestazioni sportive.

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La stazione RADHUSET come la maggior parte della stazioni di Stoccolma, sembra di trovarsi in una grotta con del magma incandescente. Esplorando la stazione troverete infatti delle scarpe incollate al soffitto quasi a dimostrare che qualcuno è rimasto intrappolato.

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Esistono molte altre fermate che meritano di essere visitate, il nostro consiglio è di acquistare un biglietto della metropolitana è di saltare da una fermata all’altra lasciandovi ispirare dalle bellissime opere d’arte.

Come e dove acquistare il biglietto per la metropolitana di Stoccolma

Per poter utilizzare i mezzi pubblici di Stoccolma è necessario acquistare un titolo di viaggio valido. Ci sono varie tipologie di biglietto:

  • Carta prepagata SL Access (20 SEK: circa 2,5 €) e caricarla con denaro da 100 SEK fino a 1000 SEK.
  • Biglietto singolo costa 36 SEK (circa 4 €), con la SL Access ricaricabile una corsa costa invece 25 SEK.
  • Travel Card a tempo per poter viaggiare illimitatamente per 24 o 72 ore o 7 o 30 giorni. I prezzi sono a partire da 115 SEK 230 SEK 300 SEK 790 SEK (circa 13 €, 25 €, 33 € e 85 €)

Cosa vedere a Stoccolma in 3 giorni

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Un viaggio in Svezia non può che iniziare partendo dalla visita di Stoccolma, la sua capitale. Cittadina piccola e abbastanza raccolta, semplice da esplorare, non fatevi incantare solo dal suo centro storico Gamla Stan; Stoccolma è una città dinamica, moderna e in continua evoluzione dove stile e design sono perfettamente integrati nella quotidianità. Dopo due viaggi a Stoccolma in due diversi periodi dell’anno, ecco la nostra proposta per visitare la città di Stoccolma in tre giorni.


Cosa vedere a Stoccolma in tre giorni

Giorno 1→ La visita della città di Stoccolma non può che iniziare dal suo piccolo centro storico chiamato Gamla Stan. E’ il centro geografico della città, un agglomerato di vie tortuose, intervallati da chiese rinascimentali, piazze in stile medievale, palazzi stretti e colorati e tantissimi tra negozi di souvenir, caffè e ristoranti.

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Il modo migliore per esplorarla è caminando senza meta facendovi guidare dai vicoli più suggestivi. Durante il Natale nella piazza principale di Gamla Stan, potete trovare i mercatini di Natale, non tra i più belli che abbia mai visto ma sono comunque perfetti per trovare qualche regalo particolare o per acquistare prodotti tipici. Nell’isola, centro storico della città si trova anche il Nobelmuseet dove troverete interessanti esposizioni riguardanti la storia e i vincitori di questo prestigioso premio e, il Palazzo Reale di Stoccolma.

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Il Palazzo Reale di Stoccolma è un bellissimo edificio ancora in uso che rientra tra i più grandi palazzi reali costruiti. Ogni giorno alle 12.15 (13.15 di domenica) è possibile assistere e ve lo consiglio al cambio della guardia nel cortile esterno. Il Palazzo è anche visitabile al suo interno potete farlo in totale autonomia oppure partecipando alla visite guidate in lingua inglese della durata di 45 minuti.

Dopo aver visitato il centro storico, continuiamo la visita in quello che è considerato a tutti gli effetti il cuore moderno della città. La stazione centrale di Stoccolma è il fulcro dei principali mezzi di trasporto per esplorare la capitale e il paese. Questo è il quartiere dove sono concentrate le principali boutique e negozi alla moda della città, ci sono diversi bar e ristoranti in e alcuni dei musei assolutamente da vedere.

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Se state cercando dei negozi o qualche spunto per fare shopping qui troverete pane per i vostri denti e vi assicuro che difficilmente tornerete a casa a mani vuote. NK è il grande magazzino di Stoccolma come Harrods a Londra; oltre alla grandi marche ci sono un caffè, un negozio di souvenir e se visitate Stoccolma nel periodo Natalizio, date un’occhiata alla splendide vetrine decorate e fate una visita a Babbo Natale nella hall principale.

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Se non volete farli entrambe potete scegliere tra il Nationalmuseum che raccoglie collezioni provenienti da tutta Europa oppure la Wetterling Gallery che ospita modernissime opere dei principali artisti emergenti svedesi.

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Giorno 2→ Iniziate la mattina con una visita a Skansen, il primo museo all’aperto al mondo, uno dei punti d’interesse principali di Stoccolma. Skansen è un’attrazione per grandi e piccini, si tratta di un immensa area verde che domina Stoccolma dove sono stati ricreati edifici tradizionali, capanni, abitazioni tipiche, uno zoo e diversi punti di ristoro. Skansen può essere visitato sia in estate che in inverno nel primo caso, il parco sarà più rigoglioso, la maggior parte degli animali sarà ben visibile e fare una passeggiata seguendo i percorsi guidati renderà molto piacevole la visita.

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In Inverno, Skansen sfrutta la magia della neve e del Natale; il paesaggio innevato rende l’atmosfera molto suggestiva ma, saranno visibili sono gli animali abituati a queste temperature come lupi, alci e renne d’altro canto a Skansen si trovano a mio avviso i mercatini di Natale più belli della città dove musica, canti e balli uniti al profumo di cannella e di zafferano rendono questo luogo davvero magico.

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Skansen vi porterà l’intera mattinata, nel pomeriggio visitate il Vasamuseet un’altra delle tappe imperdibili di Stoccolma. Questo museo è stato costruito per contenere al suo interno la nave da guerra Vasa. La nave da guerra che risale al 1628, orgoglio della Corona svedese, affondò in mare pochi minuti dopo il varo a causa di un errore di calcolo. Nel museo oltre alla nave che si è quasi totalmente preservata, troverete una descrizione dettagliata del suo difficile recupero e dei lavoro di restauro che non sono ancora terminati.

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Giorno 3→ Il terzo giorno dedicatelo alla visita di Södermalm, l’isola più meridionale di Stoccolma la sua principale attrazione e io sottolineerei anche imperdibile è il museo Fotografiska. Situato in uno degli edifici più belli della città il museo di fotografia di Stoccolma ospita delle bellissima e interessanti mostre temporanee. Le sue sale hanno ospitato opere di fotografi famosi come Annie Leibovitz e Johan Wik. All’ultimo piano dell’edificio c’è un ristorante/caffè da dove potete godere di una vista davvero unica sulla città.

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Tra le cose da fare e vedere a Stoccolma in tre giorni, non potete perdere la metropolitana di Stoccolma, una vera e propria opera d’arte aperta a tutti. Ogni stazione della metropolitana è ha una decorazione diversa dall’altra, ci sono alcune fermate più belle di altre e potete fare un itinerario in autonomia selezionando quelle che per voi sono le stazioni più particolari.

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Da inserire all’interno dell’itinerario di tre giorni ma, solo in estate, il tour delle isole di Stoccolma a bordo di un piccolo battello. Il tour viene fatto anche in inverno ma come potete immaginare durante la primavere e l’estate quando le giornate si allungano la visita in battello è sicuramente più piacevole e regala scorci molto più belli rispetto all’inverno.



Cosa e dove mangiare a Stoccolma

Stoccolma è una città dove la scelta culinaria è davvero molto varia. Oltre al cibo tradizionale, non mancano ristornati etnici e gourmet capaci di soddisfare tutti i gusti.

Per la colazione per noi è stato un must ogni mattina la catena Bröd&Salt, una panetteria artigianale dove mangiare deliziose brioche alla cannella o allo zafferano. Se invece volete fare un brunch davvero ricco andate al Greasy Spoon, il personale è molto cordiale e i piatti davvero abbondanti e gustosi.

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Per la cena vi consiglio un ristorante di cucina tipica svedese il Pelikan, sono ottime le polpette e la renna per una cena completa si spendono circa 30/35 euro a persona.

Informazioni pratiche per un viaggio a Stoccolma

Il metodo migliore per raggiungere Stoccolma è l’aereo. Dall’Italia, e nello specifico da Milano ci sono voli giornalieri con la compagnia Ryanair che da Orio al Serio raggiungono l’aeroporto Skavsta che si trova a circa 100km dal centro di Stoccolma. Per raggiungere il centro città dall’aeroporto, potrete utilizzare la linea di bus Flygbussarna i cui orari sono sincronizzati con quelli dei voli aerei: il tempo di percorrenza è di circa 1 ora e 20 minuti. Tenete in considerazione che i voli da Stoccolma a Milano sono programmati tra le 17 e le 19 (variano in base alle stagioni) quindi il terzo giorni si riduce quasi sempre a poco più di mezza giornata.

In Svezia la moneta ufficiale è la corona svedese, 1 corona corrisponde a circa XXXXX. La Svezia è il paese che ha eliminato quasi del tutto l’uso del contante, ogni tipo di pagamento, anche quello per l’accesso al bagno pubblico, può essere effettuato con il bancomat o la carta di credito.

Viaggio in Brasile: itinerario la Rotta delle Emozioni

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La tappa più importante e bramata del nostro viaggio in Brasile, è stata la parte nord est del paese, quella che viene chiamata: la Rotta delle Emozioni. Abbiamo percorso con una jeep tutta la costa che va da Fortaleza fino a Sao Luis attraversando una parte stupenda del Brasile, dai paesaggi unici di una natura incontaminata al massimo del suo splendore. Il Parco Nazionale del Lençois Maranhenses, le dune e il kite di Jericoacoara e un primo assaggio della foresta amazzonica.

Indice

Mappa Brasile Nord-Est

 

Itinerario La Rotta delle Emozioni

Giorno 1 → La prima tappa del nostro itinerario è stata Fortaleza che abbiamo raggiunto con un volo interno da Salvador de Bahia. Fortaleza è una città che non brilla per bellezza e attrazioni. Abbiamo cercato di esplorare parte del centro storico e il mercato ma non è ve lo consiglio, di giorno il centro è deserto e il mercato cibo a parte, offre banali cianfrusaglie e pacchiani souvenir: meglio scegliere una delle spiagge e rilassarsi al mare. 

Giorno 2 → Il secondo giorno ha inizio il vero e proprio on the road, il nostro driver ci recupera in hotel e, dopo un veloce brief sulla giornata, partiamo in direzione Mundau. Una delle particolarità di questo viaggio è che il percorso in auto si svolge per l’80% sulla spiaggia. Le spiagge della costa nord est del Brasile sono ampie, lunghissime e per la maggior parte deserte. Facciamo una breve tappa a Cumbuco, piccola località balneare dove affittiamo una dune-buggy per iniziare a familiarizzare con le due di sabbia che caratterizzano questa regione del Brasile. Il tour ha una durata di circa 2 ore e si percorrono tratti di dune di sabbia, piccoli laghi d’acqua dolce, l’intera area è disseminata di attività per intrattenere i visitatori.

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Pranziamo al Mirante Taiba e poi ci dirigiamo a Mundau una piccola località di pescatori molto affascinante. Il villaggio è circondato da una vegetazione molto varia ancora del tutto incontaminata. La bella spiaggia lunga e isolata regala dei bellissimi tramonti; siamo gli unici turisti in tutta l’area e di sera si respira una pace e tranquillità. Di sera la cittadina rimane molto tranquilla ma ci sono diversi posticino per cenare, molto casalinghi e a buon mercato.

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Giorno 3 – 4 → Il terzo giorno partiamo di buonora per raggiungere Jericoacoara una delle tappe più famose e battute della Rotta delle Emozioni. La cittadina di Jericoacoara è una comunità di pescatori che a partire dagli anni 80, ha iniziato a vivere un boom turistico per le sue meravigliose spiagge, le lagune d’acqua dolce, il kite surf e le comunità hippy. Non aspettatevi un paradiso incontaminato, Jeri è stata una delle tappe più “affollate” del viaggio, ma sicuramente una delle più belle. Jeri è perfetta se siete degli amanti del kitesurf oppure se volete esplorare dune di sabbia color oro e lagune di acqua dolce che sembrano le Maldive. Due giorni sono il tempo necessario per esplorare tutte le principali attrazioni; esistono due tour principali uno che per visitare la parte est e uno per visitare la parte ovest.

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  • Escursione Ovest: Tatjuba, dune di sabbia da cavalcare in quad e piscina naturali dove scivolare con corde o scivoli.
  • Escursione Est: Preá, Pedra Furada (camminata di circa 2km) Lagoa Azul e Lagoa Paraiso dove si trascorre la maggior parte della giornata.

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L’escursione Ovest l’abbiamo fatta in quad, guidavamo noi seguendo la guida sulla moto mentre l’escursione a Est l’abbiamo fatta con la dune-buggy.

Nota: All’arrivo a Jericoacoara il comune richiederà una tassa di permanenza per persona di R$ 5 al giorno, che verrà riscossa all’entrata della cittadina (sono esenti dal pagamento bambini fino a 12 anni ed adulti oltre i 60 anni).

Al tramonto è d’obbligo salire sulla duna Por do Sol per ammirare con una caipirinha in mano il sole che scende tingendosi di rosso. Di sera la cittadina è molto animata, ci sono bar e ristoranti per tutti i gusti e prezzi oltre a feste, balli e capoeira.

Giorno 5  → 

Partiamo da Jericoacoara presto per raggiungere la cittadina di Parnaiba. Percorreremo inizialmente circa 50 km di piste sabbiose che costeggiano dune di sabbie bianche e boschi di palme da cocco che conducono fino a Tatajuba, una spiaggia vergine ed incontaminata fino al fiume “Rio Coreaù” che attraversiamo utilizzando una chiatta che raggiunge la sponda dove si trova la cittadina di Camocim.
Durante il percorso facciamo una sosta a mio avviso totalmente inutile: raggiunta la località di Chaval si sale sulla scalinata per raggiungere il punto più alto per poter osservare il paesino con le sue case incastonate tra pietre gigantesche. La pausa pranzo è una località lungo la strada a breve distanza da Parnaiba che raggiungiamo nel primissimo pomeriggio.

Giusto il tempo di fare il check in in hotel che raggiungiamo in auto il punto d’attracco delle barche dove partirà la nostra escursione privata del Rio Parnaíbae del Delta Das Americas. Il Delta creato dal fiume nella sua discesa verso l’oceano, forma un intreccio di insenature ed isole di diverse dimensione con paesaggi molto vari e particolari; può essere considerata uno primo scorcio di foresta amazzonica lungo l’itinerario della Rotta delle Emozioni. Il tour in barca dura circa 4 ore, una navigazione piacevole intervallata da una sosta alla ricerca dei granchi, passeggiate su isolotti con due di sabbia color oro e poi lo spettacolo più bello che vale l’intero viaggio.
Nei mesi da luglio a gennaio, è possibile ammirare la migrazione quotidiana di centinaia di uccelli “Guará” (Ibis Scarlatto) dalla caratteristica colorazione rosso fuoco che ritornano ai loro nidi nella foresta. Tutte le barche si fermano i rigoroso silenzio e a distanza ad osservare un’isolotto verde diventare rosso fuoco.

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Di sera nella cittadina di Parnaiba non c’è molto da fare, c’è un’area dove si trovano una serie di ristoranti a buon mercato dove potrete gustare dell’ottimo pesce.

Giorno 6  → 

Il sesto giorno sempre di buonora partiamo alla volta di Atins uno dei tanti villaggi base di partenza per le visite del Lençois Maranhenses. Lasciamo lo stato del Ceara per entrare nel Maranhão. Dora in avanti la strada è asfaltata e non passeremo più sulle spiagge, il tratto percorso è meno suggestivo e a tratti anche monotono nei paesaggi. Dopo quasi 5 ore raggiungiamo le dune di sabbia dove si trova il punto di attracco delle barche sul Rio Novo nella spiaggia di Cabure. Da qui lasciato il driver proseguiremo in barca per attraversare il fiume Rio Preguiça e raggiungere la spiaggia di Atins. Il villaggio di Atins è fatto da pescatori, non ci sono strade se non di sabbia, non ci sono farmacie, bancomat o altro, un piccolo angolo incontaminato del paese.

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Nel pomeriggio partiamo con la jeep 4X4 lungo un sentiero di sabbia che conduce all’inizio del parco nazionale dei Lençois Maranhenses, da qua inizia l’escursione a piedi per le magnifiche dune di sabbia bianche intervallate da lagune di acqua dolce. Queste lagune naturali si creano dall’acqua piovana e dall’acqua che filtra dal terreno. é pazzesco come si crei un paesaggio così surreale in una delle zone più desertiche del paese.

Atins è un villaggio fuori dal mondo dove ovviamente, non esistono ristoranti se non quelli delle posade quindi prenotate subito un tavolo nella vostra posada altrimenti rischiate di rimanere senza cena.

Giorno 7 – 8  → 

Il settimo giorno partiamo da Atins con una piccola lancia e percorriamo il fiume Rio Preguiça. La prima sosta è nella piccola comunità di pescatori “Mandacarù” dove saliamo sul faro della marina militare, Farol do Preguiças, per la vista panoramica del Lençóis Maranhenses. La seconda sosta è invece a Vassouras dove visitiamo il “piccolo” Lençois Maranhenses; una miniatura del parco nazionale fatto di dune più dorate e lagune dai colori più scuri. Se come noi raggiungete il “piccolo” di buonora verso le 9 del mattino sarete completamente soli perché i gruppi arrivano tutti dopo le 10. All’arrivo, si trova una piccola “Tenda dei Macachi” non dategli cibo e fate attenzione agli zaini. L’ultimo tratto di navigazione ci porta invece alla nostra destinazione: Barreirinhas.

Durante il nostro soggiorno a Barreirinhas scegliamo due escursioni al parco nazionale del Lençois Maranhenses:

    • Escursione Laguna Bonita che svogliamo nel pomeriggio del primo giorno; dopo circa 45 minuti di auto su strade di sabbia, si raggiunge il parco. Un salita verticale aiutata da una corda ti porta sulla duna più alta dove è possibile vedere gran parte della distesa del Lençois. Questa escursione prevede un piccolo trekking nel dune di circa 5 km con tappe per fare il bagno nelle lagune e alla fine seduti sulla grande dune ad ammirare il tramonto.
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    • Escursione Laguna Azzurra e del Pesce che svolgiamo nella mattina del secondo giorno a Barreirinhas Sempre percorrendo un sentiero questa volta di circa 20 minuti raggiungiamo il parco del Lençois. Questa escursione prevede un piccolo trekking di 5 km nelle dune dove ci sono diverse tappe nelle lagune per fare il bagno e rilassarsi. In questo circuito troverete tra le più belle lagune azzurre di tutto il Lençois Maranhenses.

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Entrambe le escursioni sono di gruppo e si svolgono su una jeep 4X4 Toyota Bandeirante. Dopo pranzo abbiamo il tempo di rilassarci prima del mini bus che ci porterà a São Luís in circa 6 ore di viaggio.

Giorno 9 → 

Il nono e ultimo giorno del nostro itinerario della Rotta delle Emozioni si svolge a São Luis. Il nostro volo era nel primissimo pomeriggio quindi dopo la colazione ci siamo diretti in aeroporto ma, se riuscite a ritagliarvi un giorno in più vi consiglio di visitare il centro storico di São Luis che è Patrimonio Unesco.

Informazioni generali: come organizzare un viaggio nel Brasile Nord-Est

Per organizzare un viaggio nel Brasile Nord-Est dovete assolutamente affidarvi a un’agenzia, il fai da te non è raccomandabile per due ragioni:

  • Non esistono mezzi pubblici ben segnalati che percorrono questa tratta
  • Facendolo il percorso che vi ho raccontato in autonomia, non potrete godervi gli infiniti tratti di spiaggia e i paesaggi che abbiamo percorso in auto; le strade non sono segnalate, è necessaria una certa dimestichezza di guida, i local conoscono molto meglio i posti dove fermarsi per foto e mangiare.

Detto questo, potete affidarvi ad alcune agenzie del posto oppure cercare online prima della partenza un tour operator che vi supporti nel viaggio. Noi abbiamo optato per organizzare tutto prima del viaggio e ci siamo affidati ad un’agenzia leader nel settore che ci ha supportati e aiutati ad organizzare un itinerario che che assecondasse tutte le nostre esigenze: Brasil Planet, un’agenzia gestita da Francesco un italiano che di quelle terre ne ha fatto un lavoro e la sua casa. Francesco oltre ad essere uno dei massimo esperti di quella tratta conosce benissimo il Brasile e noi lo abbiamo sfruttato anche per dei consigli sul viaggio.

L’itinerario che abbiamo concordato con Brasil Planet comprendeva tutti gli spostamenti e hotel con prima colazione, tutte le escursioni che vi ho citato ad eccezione di quelle a Cumbuco e Jericoacoara che abbiamo organizzato in autonomia.

Mezzi e spostamenti in Brasile Nord-Est

Abbiamo percorso l’intero itinerario con delle Jeep 4×4, un tour privato che abbiamo condiviso solo nelle escursioni nel Lençois Maranhenses. I driver che ci hanno accompagnato nel viaggio erano tutte persone molto competenti ed esperte nella guida; non parlano inglese come tutti i brasiliani ma fidatevi se vi dico che dopo un po ci si capisce e in ogni caso loro sanno perfettamente dove vi devono portare!

Assicurazione di viaggio per il Brasile Nord-Est

Se decidete di affrontare un viaggio come questo, ricordatevi che è fondamentale avere un’assicurazione che vi copra per la durata totale dell’escursione. Dovendo percorrere molti tratti in auto off road e alloggiando in cittadine spesso prive di ogni servizio per affrontare un viaggio in estrema sicurezza, pronti ad ogni imprevisto, stipulate un’assicurazione con ERV, che offre una polizza viaggio all inclusive che vi permetterà di partire in totale serenità.

 

Cosa vedere nei dintorni di Cracovia

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Cracovia, è una delle città più famose e visitate della Polonia; noi abbiamo preferito la visita a Varsavia, ma a Cracovia, offre interessanti e importanti destinazioni raggiungibili in auto dalla città. Se decidete di trascorre quattro giorni a Cracovia, destinate due giorni alla visita del campo di sterminio Auschwitz – Birkenau e alle miniere di sale di Wieliczka. 

Visitare il campo di sterminio Auschwitz – Birkenau

Il campo di sterminio di Auschwitz, si trova circa 70 chilometri dalla città di Cracovia.
Il campo si divide in due parti: Auschwitz e a tre chilometri circa Birkenau iniziate visitando Auschwitz essendo il campo di sterminio più famoso è anche il più affollato dai turisti in ogni periodo dell’anno infatti da aprile a ottobre, a causa del grande afflusso di visitatori, è obbligatorio partecipare a una visita guidata (a pagamento).

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Il campo può essere visitato in autonomia o con una visita della durata di circa 4 ore. Noi abbiamo scelto di visitarlo in autonomia e per evitare la coda, ci siamo presentati all’apertura del campo alle 7:30 del mattino. Gli autobus con i gruppi arrivano verso le 8.30/9:00 abbiamo avuto così il tempo di visitare tutti e 13 i blocchi senza la ressa di persone. Il campi di Birkenau si trova a tre chilometri da Auschwitz ed è collegato da una navetta gratuita se siete in auto invece spostatevi con quella perché anche li si trova un parcheggio gratuito. Il campo di Sterminio di Birkenau è immenso a differenza di Auschwitz; ci sono poche aree chiuse visitabili, è un parco che contiene le rovine delle camera a gas e dei crematori mentre i blocchi per dormire sono stati ricostruiti. All’esterno del campo si trova un Museo che vi consiglio di visitare assolutamente.

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Non voglio entrare nei dettagli della visita ad Auschwitz e Birkenau, ma è sicuramene una tappa da fare in un viaggio a Cracovia.

Informazioni pratiche per raggiungere Auschwitz – Birkenau

L’auto è sicuramente il mezzo più comodo per raggiungere i campi di sterminio di Auschwitz. La strada da Cracovia non è a pagamento e a parte in uscita dalla città non si trova mai traffico. Entrambe i campi di sterminio dispongono di un parcheggio: quello di Auschwitz è a pagamento (circa 5 euro) quello di Birkenau invece è gratuito.

Per avere informazioni su Auschwitz, come i costi delle guide consulta il sito ufficiale.

Visitare le miniere di sale di Wieliczka

Le miniere di sale di Wieliczka sì trovano a quindici chilometri circa dal centro di Cracovia. Un posto incredibile che ci ha davvero sorpreso. Non è possibile accedere alle miniere di sale Cracovia senza la guida. Non si possono fare visite individuali, per accedere alla miniera vi basterà andare in biglietteria e sceglier l’orario e lingue della visita a cui preferite partecipare. Abbiamo optato per la visita in Italiano, dopo aver preso posto nelle file all’orario indicato ci s’incammina verso l’ingresso della miniera, si scendono 378 gradini e si arriva a una prima profondità di 64 metri dove ha inizio la visita. Si percorrono circa 3,5 km dei complessivi 300, il primo tratto viene fatto a bordo di un trenino che porta la centro della miniera dove a scaglioni iniziano le visite guidate. Si cammina nelle gallerie scavate di sale, lungo il percorso sono state fatte delle ricostruzioni storiche dei minatori. Una delle parti più interessanti è la cappella si Santa Cunegonda dove ogni domenica si celebra la messa.

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La visita dura circa 2 ore mezza raggiungendo oltre 100 mt di profondità. E’ un posto magico e unico che mi ha davvero colpito. Per risalire in superfici dopo aver passato il negozio di souvenir, ci sono gli ascensori che in meno di un minuti riportano all’uscita.

Informazioni pratiche per raggiungere le miniere di sale di Wieliczka

Le miniere si raggiungono anche in questo caso da Cracovia in auto oppure, potete partecipare ad una delle visite organizzate in autobus. Nell’area attorno alle miniere ci sono diversi parcheggi a pagamento ma se fate attenzione riuscirete a trovare qualche posto per parcheggiare l’auto gratis senza incombere in multe. Prenotate i biglietti online dal sito ufficiale per evitare inutili code perché anche in questo caso le miniere, sono molto affollate dai turisti. Evitate la visita se soffrite di claustrofobia o se avete paura dei luoghi chiusi, ricordate di portare con voi una giacca pesante e impermeabile , lo stesso vale per le scarpe.