sabato, Ottobre 1, 2022
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25 giorni in Asia con bagaglio a mano

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Quest’anno abbiamo deciso di partire per il nostro viaggio tra Myanmar, Malaysia e Dubai con un solo bagaglio a mano.

Abbandonati nell’armadio i super zaini da 55lt della The North Face abbiamo sfoderato i nostri Berghaus da 25lt.

Il mio consiglio è come sempre “viaggiate leggeri”, nove volte su dieci ci carichiamo di oggetti inutili che finiscono per ingombrare i bagaglio e non essere utilizzati; per non parlare del rischio sempre più frequente che i nostri bagagli vengano persi negli aeroporti!

Oltre allo zaino avrò con me il mitico Lowepro per tutta la mia attrezzatura della macchina fotografica.

Vi spiego passo dopo passo quale sarà il mio super mini zaino che mi accompagnerà in questo viaggio.

Abbigliamento:

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  • Underwear qb
  • 2 costumi da bagno
  • 1 golf leggero (l’aria condizionata in Asia è deleteria)
  • 1 camicia bianca leggera
  •  Hawainans a sandalo: sono ottime come infradito da spiaggia/doccia ma grazie alla loro forma a sandalo potranno essere usate anche come scarpe da giorno o da sera.
  • Nike lunar 5.0 per essere sempre comodi (queste non mettiamole mai nello zaino occupano troppo spazio, ad ogni spostamento indossatele)
  • 2 shorts e 2 leggings
  • T-shirt e canotte 8 in totale nei colori neutri del grigio/bianco/nero/beige per essere sempre ok in ogni situazione
  • 2 abiti lunghi sono pratici sia di giorno che di sera
  • 2 abiti corti per la spiaggia uno da giorno e uno da sera
  • K-way
  • Piumino ultra light ottimo se dovrete come me affrontare viaggi in bus con aria condizionata; è piccolo leggero e non occupa spazio

Beauty Case:

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Oggettistica varia:

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  • Sacco letto per essere sempre pronti nel caso in cui l’albergo non sia proprio dei più puliti
  • Guide risorosamente Lonely Planet
  • Porta documenti (ticket, mappe, passaporti, carte di credito) Alife design
  • Mini bag Furoshiki (3 fantasie intercambiabili)
  • Headlight Energizer indispensabile se ci fossero blackout
  • Saraghina occhiali da sole
  • Moleskine per appuntarsi tutto
  • Cavi/auricolari/ prese multiple
  • Lucchetto
  • Iphone/Ipad mini
  • Cuscino da aereo (non gonfiabile)

Ma ci starà tutto?

Scopritelo nei video tutorial che ho realizzato!

Pronti per partire? Io si! Buon viaggio!

 

 

Il paradiso è a Capo Caccia

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La scorsa settimana con un piccolo gruppo di amici abbiamo trascorso uno splendido week end alternativo a Porto Conte nella meravigliosa terra Sarda.

Volo Raynair Bergamo – Alghero 50 minuti Taxi dall’aeroporto a Porto Conte  30€ 15 minuti.

Ad attenderci alla marina c’è Colombina una barca di 20 metri dotata di 3 cabine, 2 bagni (uno interno nella master room). La zona cottura e’ attrezzata di cucina, frigo, frezer, microonde, e tutto l’occorrente per preparare e mangiare in barca; un bellissimo patio all’ingresso vi darà la possibilità di godere giorno e notte della pace di questo porto.10465580_10154217960365554_441215253_o 10433499_10154210711260554_1378547930_o
La marina di Porto Conte si trova nella baia di Porto Conte, un’insenatura naturale sottoposta a protezione naturalistica per preservare tutte le sue bellezze territoriali. All’interno della marina ci sono bar, ristorante, pizzeria, centro diving, escursioni con possibilita’ di fare immersioni subacquee, speleologia, trekking, arrampicata, botanica, bird watching, archeologia, ricerca, enologia, fotografia naturalistica. Il porto e’ molto tranquillo e la zona e’ adatta a tutte le eta’. Da Porto Conte si raggiunge facilmente la bellissima citta’ Catalana di Alghero a solo 15 minuti di taxi o a 20 di bus. 10445653_10154216876695554_624605687_o

Se decidete di fare una gita in barca esplorando non solo la baia di Porto Conte ma anche la bellissima Capo Caccia potete affittare un barca per un intera giornata con cibo, bevande e una guida d’eccezione come Gavino (gav.marongiu@tiscali.it) la vostra giornata sarà indimenticabile e non vorrete più tornare a casa! Provare per credere!10452734_10154213505755554_928539741_o 10435265_10154215959675554_1556771931_o 10433451_10154216488690554_105321544_o

Viaggio a Mosca: come visitare il Cremlino

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Il centro architettonico di Mosca, il suo nome significa fortezza e si riferisce agli elementi che lo compongono. Il Cremlino è senza dubbio uno dei centri del potere più famosi al mondo, misterioso, imponente, affascinante in tutti i suoi aspetti. Il Cremlino è il simbolo della Russia e di Mosca e una visita è imprescindibile.

Come visitare il Cremlino a Mosca

I biglietti sono acquistabili sia nella biglietteria aperta dalle 9,30 alle 16,30 oppure Online

E’ possibile scegliere tra varie tipologie di biglietto per visitare il Cremlino:

  • Il palazzo dell’armeria
  • Visita guidata al palazzo dell’armeria (in russo)
  • La piazza della cattedrale
  • Visita guidata alla piazza della cattedrale (in russo)

Noi abbiamo optato per il biglietto che comprendeva la sola visita alla piazza della cattedrale, durante il nostro viaggio il palazzo dell’armeria era chiuso per lavori.

L’accesso al Cremlino e scandito da controlli di sicurezza; vi verrà chiesto di mostrare il contenuto delle vostre borse e se, il vostro zaino è grosso e ingombrante dovrete depositare tutto presso il deposito borse che è però gratis.

Una volta varcato l’ingresso perdetevi e sognate perché senza rendervene conto siete al cospetto del massimo potere russo, solcherete il suolo dei grandi politici mondiali, mentre scatterete centinaia di foto alle dorate cupole d’orate delle chiese ortodosse. Cercate di recarvi all’apertura così da incontrare meno gente e godervi di più tutta l’area.

All’interno di ogni “museo” sono disponibili pratiche guide illustrate con i dettagli di tutto quello che state vedendo, in quasi tutte lingue del mondo.

Per ogni altra informazione consultate il sito e l’acquisto dei biglietti potete consultare il sito.

Itinerario dei castelli della Baviera

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La Baviera è una delle mete più gettonate da tutti gli amanti della birra che nel mese di ottobre da ogni parte dell’Europa e anche del mondo affollano la Germania e in particolare Monaco di Baviera per celebrare l’October Fest un mese di pura festa a suon di birre e stinco di maiale. Nella regione della Baviera si trovano anche i bellissimi castelli di Re Ludwing o meglio conosciuti come i castelli della Baviera, 4 possenti edificazioni che possono essere visitare in un itinerario di 3/4 giorni in Baviera.

Itinerario dei Castelli della Baviera in 4 giorni

 

Visitare il castello di Neuschwanstein

Il castello più rinomato di tutta la baviera è sicuramente Neuschwanstein, una delle fortezze più visitate di tutta Europa che ogni anno raccoglie circa 1,4 milioni di visitatori. Meglio conosciuto come il castello del re delle fiabe, è il castello che ha ispirato Walt Disney per la realizzazione del castello della Bella addormentata nel Bosco; un castello da sogno sotto ogni punto di vista.

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Il castello venne fatto costruire da Re Ludwing II di Baviera che creò un vero e proprio gioiello. Dalla sala del trono in stile bizantino alle sfarzose camere da letto in stile gotico, ogni stanza del castello vi lascerà senza fiato e vi colpirà per l’accuratezza utilizzata in ogni dettaglio. Un’altra peculiarità di questo castello è sicuramente la sua posizione unica, sempre quasi posizionato sopra un piedistallo per essere ammirato in tutta la sua grandezza.

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Visitare il castello di Hohenschwangau

Di fronte al Castello di Neuschwanstein si trova la dimora che ospitano l’infanzia di Re Ludwing, il castello di Hohenschwangau, il castello diventato poi una delle residenze estive preferita dal sovrano era stato fatto restaura dal padre in completo stile Gotico. Questo castello non venne fatto costruire da Ludwing ma segno profondamente il suo percorso e influì molto nel accentuare la vena sognatrice e romantica del sovrano. Qui ospitò spesso l’amico Wagner.

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Visitare il castello di Linderhof

Il terzo castello che visitiamo è Il Castello di Linderhof che si trova a circa 45 minuti di auto da Fussen la cittadina più vicina ai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau. Il Castello di Linderhof non è un palazzo sontuoso e imponente ma bensì un rifugio che Re Ludwing decise di costruire ispirandosi al Petit Trianon di Versailles, il “rifugio” di Maria Antonietta. Il Castello è suddiviso in 3 principali ambienti che sono:

Il primo ambiente è il castello vero e propio, lo spazio intimo del sovrano che conserva però in tutte le sue parti la sfarzosità e l’estro di Ludwing. Ogni stanza e unica nel suo genere spesso anche troppo eccentrica, Re Ludwing in tutte le sue costruzione trae molta ispirazione dal Re Sole uno dei sovrani più sfarzosi ed egocentrici di tutta la Francia.

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Il secondo ambiente sono i meravigliosi giardini che circondano il castello: geometrie perfette, fontane, statue, padiglioni in stile orientale, un chiosco moresco e un suggestivo trono di pavoni dove Re Ludwig amava leggere e sorseggiare del tè.

Il terzo ambiente è invece la Grotta di Venere che s’ispira alla grotta di Capri, questo è il luogo dove Ludwing amava fermarsi per sognare ed è davvero un luogo incredibile; all’interno oltre al bellissimo e suggestivo gioco di luci si ammira una barca a forma di conchiglia dove il sovrano si rilassava per farsi cullare dall’acqua.

Visitare il castello di Herrenchiemsee

Il quarto e ultimo castello di Ludwing è Herrenchiemsee che si trova circa 90 km da Monaco di Baviera; venne costruito dal sovrano in una posizione splendida: il castello sorge infatti in un’isola del lago Chiemsee, la Herreninsel, e si raggiunge con un traghetto che parte dal paese di Prien. Il Castello si Herrenchiemsee voleva essere la copia di Versailles, un inno alla potenza e alla gloria del Re Sole, di cui Ludwing è un profondo ammiratore. A causa della prematura morte del sovrano in circostanze sospette, il palazzo non venne mai completato, e anche se la sua struttura esterna è finita all’interno è possibile visitare solo il corpo centrale dove si trovano stanze che rappresentano la fedele copia di quelle si Versailles.

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Come acquistare i biglietti per i Castelli della Baviera

Esistono diverse tipologie di biglietti per visitare tutti o solo alcuni dei quatto castelli della baviera.

  • La prima opzione che è sicuramente la più dispendiosa è acquistare i singoli biglietti presso le biglietterie di ogni castello.
  • La seconda opzione varia a seconda di quanti e quali castelli siete interessati a visitare. Esiste infatti il biglietto cumulativo “Königsticket” per la visita ai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau in uno stesso giorno: 25 euro (intero) · 23 euro (ridotto) che si acquista presso la biglietteria del castello di Hohenschwangau.
  • La terza opzione che è quella per cui abbiamo optato noi è il biglietto cumulativo “Königsschlösser” (“Castelli reali”) al costo di 26 euro con una validità di sei mesi vi permetterà di visitare tutti e quattro i castelli.

Come raggiungere i castelli della Baviera

Sicuramente il modo migliore per visitare i castelli della Baviera è l’automobile; da Milano sono circa 500 chilometri e con la vostra auto avrete l’autonomia di spostarvi in percorsi che sono poco battuti dagli autobus locali.

L’aeroporto più vicino ai castelli della Baviera è Monaco di Baviera e da li il mio consiglio è sempre quello di prendere un auto a noleggio ed esplorare la regione in totale autonomia.

Quando visitare i castelli della Baviera

Non esiste un periodo migliore o peggiore per visitare i castelli, la scelta varia da castello a castello e in base all’atmosfera che volete respirare. Il periodo più affollato per visitare i castelli di Ludwing è sicuramente quello estivo dove avrete anche la possibilità di ammirare i giardini dei castelli in fiore.

Dove dormire per visitare i castelli della Baviera

Durante il nostro itinerario dei castelli della Baviera abbiamo utilizzato due città d’appoggio Fussen che si trova a 8 km dai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau e Monaco di Baviera che invece è la località più vicina al castello di Herrenchiemsee.

 

 

Il Cammino di Santiago

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Daniele ci racconta il suo Cammino di Santiago.

Il Cammino di Santiago è uno di quei viaggi che resteranno nel cuore per sempre. Per chi non ha mai assaporato il piacere di viaggiare da solo, direi che potrebbe essere il modo migliore per iniziare!

Acquisto un volo per Bordeaux.

La via francese, la più popolare, inizia a Saint Jean Pied de Port, ai piedi dai Pirenei, e percorre successivamente tutte le regioni centrali della Spagna passando attraverso i territori della Navarra, della Rioja, dell’immensa regione della Castilla y Leon e terminando in Galicia.

Perché percorrere il cammino di Santiago?

Innanzitutto perché la Spagna centrale offre degli scenari paesaggistici bellissimi, si ha la possibilità di conoscere persone da tutto il mondo che fanno il Cammino per i più svariati motivi, si conosce una Spagna decisamente diversa dai canonici luoghi turistici della Catalogna o delle isole Baleari.

Budget?

Il budget medio giornaliero di chi lo percorre a piedi è mediamente di 30€; per chi viaggia in bicicletta è un po’ più alto a causa dei costi di gestione del mezzo stesso (lungo il Cammino sarà molto facile trovare officine dove far riparare la propria bicicletta).

Alloggio?

Sono presenti diversi tipi di sistemazione: albergue, hostel e alberghi donativi (sopravvivono grazie alle donazioni).

Come hai affrontato il tuo “Cammino” ?

Il mio Cammino è stato fatto in bicicletta, 12 giorni, 850km circa, senza alcuna preparazione atletica ma con un desiderio immenso di riuscire a portare a termine questo viaggio che, terminato in Portogallo, a Lisbona, dopo circa 1500km di pedalate.

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Qual’è stato il punto più difficile?

Per coloro che decidono di affrontare il Cammino a piedi, la parte più difficile è  quella compresa tra Burgos e Leon poiché, trovandosi nel bel mezzo delle mesetas spagnole, le distanze tra un paese e l’altro si dilatano rispetto al normale e il maggiore problema sono le riserve d’acqua.

Personalmente, avendo percorso il Cammino in bicicletta, i momenti più difficili sono stati sicuramente le tappe di montagna.

Cosa ti è piaciuti di più?

Il rapporto che si instaura tra sconosciuti! Una volta immersi nell’atmosfera del Cammino, non ci sono distinzioni di sesso, di razze, di nazionalità, bensì si intuisce una fratellanza che non ha eguali al mondo: il pellegrino, o viaggiatore, pur essendo da solo, ha la consapevolezza che tutte le persone che troverà lungo il cammino saranno sempre pronte a condividere anche un pezzo di pane, un bicchiere d’acqua, un aiuto psicologico e a volte, quando necessario, anche fisico.

“Lo consiglio a chiunque abbia voglia di una forte esperienza, sia psicologica che fisica! Condividerai un viaggio con degli estranei che si traformeranno in amici di un esperienza indelebile della propria vita!”

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"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno…"

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“… tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi…” (Cit. I Promessi Sposi A. Manzoni)

A pochi km da Milano non molti sanno che si trova una delle bellezze del nostro paese: Il Lago di Como.

Se decidete di passare un week end tra le meravigliose ville, borghi, ristoranti, negozi… il Lago è il luogo che fa per voi!

Vi racconto il mio week  tra Cernobbio e Menaggio concludendo la visita a Como.

Day 1. Milano – Moltrasio Hotel – Posta  “Il Posta” è un grazioso alberghetto a conduzione familiare presente sul territorio da oltre 80 anni!

Partiamo in sella al nostro scooter (ottimo per poter girare in tutta comodità la zona) tappa dopo tappa:

  • Laglio: oltre ad essere famoso per Villa Oleandra di proprietà di George Clooney, vi consigliamo di visitare la chiesa di San Giorgio.
  • Brienno: é lo sfortunato comune che nel 2011è stato travolto da una frana, ancora in ricostruzione vale al pena di visitare la chiesa di SS Nazaro e Celso e la Chiesa della Madonna di Ronca.
  • Sala Comacina: potrete godere della vista sulla bellissima isola Comacina, consigliamo Villa Rachele e la Chiesa di San Bartolomeo.
  • Ossuccio: bellissimo borgo, vale a pena di soffermarsi a visitare il Campanile della chiesa  di Santa Maria Maddalena.
  • Tramezzo: Villa Carlotta è una delle più importanti ville della lago con i sui 70.000 mq2 di giardino è un must per gli appassionati di botanica. (Biglietto Intero 9€)
  • Menaggio: uno dei borghi più belli del Lago di Como il centro storico è i vixlli medievali sono la parte più bella.

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Day 2. Como City

  • Villa Olmo: la più famosa tra le ville comasche, in stile neoclassico è uno dei simboli della città. Dai suoi giardini parte una bellissima passeggiata sul lungolago.
  • Il Duomo: con la sua splendente facciata si trova nel centro della città ed è il più importante luogo di culto.
  • La Casa del Fascio: uno dei più importanti edifici del razionalismo progettata da Terragni è ora sede della guardia di finanza.
  • Il centro storico di Como è tutto da vivere, perdersi camminado tra le bellissime vie medievali ( poco battute dai turisti), e le graziose piazzette.
  • Il Tempio Voltiano: il santuario per eccellenza dedicato ad Alessandro Volta, uno dei musei più visitati.
  • Il Monumento hai Caduti: un simbolo per al città e cittadini di Como: una torre alta 30 mt che si affaccia sulla riva del lago.

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Rimarrete entusiasti scoprendo quanto di meraviglioso ha da offrirvi il Lago di Como.

Questa è solo una piccola parte delle possibilità che offre il lago, nel prossimo viaggio visiteremo la costa orientale fino alla famosissima Bellagio.

Per avere maggiori informazioni sulla zona:

http://www.lagodicomo.com/italian/index.php

http://www.navigazionelaghi.it/ita/c_illago.html

 

To be continued…

 

 

Viaggio in India: il rituale del Ganga Aarti a Varanasi

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La Cerimonia Ganga Aarti si celebra al tramonto nelle tre città sante Varanasi, Haridwar e Rishikesh. Si tratta di un rituale indù dedicato alla Dea Madre Ganga, la Dea del più sacro fiume indiano. La cerimonia che si svolge a Varanasi è la più scenografica! Si svolge sul Dasaswamedh Ghat  dove alcuni officianti eseguono un’elaborata puja (rituale di offerta) che ha come componente essenziale il fuoco, il tutto in un’atmosfera molto mistica e coinvolgente. Il Ganga Aarti viene eseguito su un palco da un gruppo di giovani pandit vestiti con abiti  color zafferano. Si inizia con il soffio in una conchiglia, si prosegue con lo sventolio di bastoncini di incenso in elaborati volteggi e poi si passa a delle grandi lampade di fuoco che creano giochi di luce e forme nel cielo scuro. Il tutto è accompagnato da canti, inni e campanelli.

Come partecipare al Ganga Aarti a Varanasi

Le persone cominciano ad arrivare molto presto (già alle 5:00 del pomeriggio) per poter prendere posto sulle scalinate del Ghat e avere una buona visuale della cerimonia; un alternative per prendere parte alla cerimonia può essere quella di sedersi nella barche di fronte al Ghat, potrete così avere una visione più frontale della cerimonia. In alternativa, molti negozi nella zona in cambio di una piccola somma di denaro offrono la propria terrazza come postazione.

Tour di 2 giorni della Baia di Halong in Vietnam

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Il nome Ha Long Bay significa, “luogo dove il drago si è inabissato nel mare”, comprende circa 1.600 isole e isolotti, che formano uno spettacolare paesaggio marino di pilastri di calcare. La maggior parte delle isole sono disabitate e i villaggi galleggianti sono la principale presenza umana della zona. Visitare la baia di Halong è semplice il metodo che vi suggeriamo è quello di acquistare presso l’ostello oppure in una della tante agenzie locali di Hanoi l’escursione che solitamente, ha una durata di due o tre giorni.

Qui vi proponiamo un esempio di tour che noi abbiamo fatto durante il nostro viaggio in Vietnam.

Tour di due giorni e una notte ad Halong Bay

  1. Pick up all’alba e il viaggio per raggiungere il molo per l’imbarco a Hon Gai harbour è di circa tre ore e mezza e si compie a bordo di un minibus.
  2. Dopo aver effettuati il check in ci s’imbarca e l’escursione ha inizio con un aperitivo di benvenuto e poi il pranzo che si svolge mentre la barca è già in navigazione verso Bai Tu Long
  3. La prima escursione è alla bellissima Thien Canh Son cave, ci si arriva in barca e poi con una guida si esplora l’interno della caverna tutto composto sa stalattiti. L’esplorazione dura circa 40 minuti e dall’alto della collina dove si scende per entrare nella grotta si ha una magnifica vista sulla Baia di Halong
  4. Dopo l’esplorazione della grotta avrete del tempo libero per rilassarsi in spiaggia a Hon Co Island oppure fare del Kayak in autonomia nella Baia di Halong
  5. Il primo giorno di conclude con cena e relax in barca
  6. Colazione e relax in Junka godendosi l’alba
  7. Visita del villaggio di  pescatori di  Vung Vieng mare e relax nella baia
  8. Rientro in Junka verso Hon Gai.

Nell’escursione generalmente è tutto incluso ad eccezione delle bevande.

Il prezzo varia tra i 150 e i 250 dollari (a seconda della tipologia di Junka che andrete a scegliere)!

Bali e i paradisi nascosti

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Nel 2010 per concludere in relax una vacanza itinerante, abbiamo deciso di passare qualche giorno in una piccola isoletta a 12km a sud est di Bali: Nusa Lembongan.

Spiagge bianche, barriera corallina, surf, relax: questo è ciò che di meglio vi può offrire quest’isoletta. E’ un luogo speciale, fuori delle rotte turistiche più frequentate, basato sulla raccolta dei seaweeds, le alghe. Le spiagge sono favolose; potrete alloggiare per cifre irrisorie in graziose Homestay. Inoltre noleggiando un motorino potrete visitare l’isolare e godervi relax, sole e spiagge.

Cosa fare a Nusa Lembongan

  • Dream beach è una spiaggia di finissima sabbia bianca e Sunset Beach è il luogo ideale dove rilassarsi per godere dei bellissimi tramonti. Entrambe si trovano a sud, nella zona costiera di Devil’s Tear
  • Surf e Diving
  • Tour in barca nella foresta di Mangrovie, un luogo inusuale dove trovare un pò di pace

Come raggiungere Nusa Lembongan

Dalla spiaggia di Sanur partono le imbarcazioni che raggiungono l’Isola. Non troviamo un vero e proprio porto e nemmeno una tabella con gli orari delle partenze: l’imbarcazione entra in mare e si aspetta il momento giusto per cavalcare l’onda!

Esistono diverse tipologie di Boat:

  • Local Local Boats: partono alle 8 del mattino, la durata del viaggio è di 1h-1h e mezza circa, il prezzo tra i 60,000 e 100,000 rupiah. Queste imbarcazioni vengono usate per portare i viveri sull’isola. E vi potrebbe persino capitare di dover dividere il posto con un boccione dell’acqua a destra e una bombola del gas a sinistra. (Io ovviamente ho usato questa!)
  • Perama Local Boats: partono alle 10.30 del mattino la durata del viaggio è di 1h-1h e mezza circa, il prezzo è 150,000 rupiah. Ciò che le differenzia dalle Local Local Boats è che queste imbarcazione vengono utilizzate per il solo trasporto di persone.
  • Fast Boats: partono 4 volte al giorno, la durata del viaggio è di 25 minuti, il prezzo è di 25$. Sono pratiche, veloci, più sicure e il più delle volte è incluso il pick up per il porto.

Non vi resta che prenotare un volo e partire verso una meta che mi ha stregato, e che ruberà anche il vostro cuore!

 

 

Itinerario on the road in Marocco

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10 Giorni, una macchina, una guida tascabile e tanta voglia di scoprire il Marocco! Se all’ultimo minuto decidete di partire per una meta calda, economica e vicina e avete voglia di intraprendere il vostro primo viaggio on the road allora forse il Marocco è la meta che fa per voi.

Un paese dalla mille sfaccettature, capace di regalarvi, storia, cultura, tradizioni, buon cibo e paesaggi mozzafiato. Noi abbiamo deciso di trascorrere Natale/Capodanno in Marocco meta a low cost e che ci incuriosiva moltissimo. Non possiamo dire di aver trovato un volo economico, abbiamo scelto Ryanair solo perché aveva i migliori orari e la possibilità di scegliere un diverso aeroporto per il volo di ritorno. Il Marocco è molto più gettonato a Natale rispetto al resto dell’anno, la voglia di trascorrere qualche giorno tra le calde vie di Marrakech fa si che i prezzi dei lievitino soprattutto se come noi avete le feste comandate che guidano i vostri viaggi.

Itinerario on the road in Marocco

Il nostro on the road inizia a Marrakech la città che abbiamo sognato di visitare per anni. Dall’aeroporto prendiamo un taxi che ci lascia fuori le mura della città perché il nostro Riad si trova nelle vie interne. Trascorriamo tre giorni perdendoci nel souk della città, osservando la piazza Djema el Fna illuminarsi la sera quando venditori ambulanti, bancarelle di cibo la riempiono. Scopriamo i palazzi reali, temerari proviamo un hammam locale, come lo definiscono loro, il vero hammam marocchino, dove ti trovi a contatto con le persone della città. Marrakech è in assoluto la città più calda del nostro viaggio, con i suoi 28 gradi ci regala le brezza della t-shirt a dicembre ma alla sera il maglione era d’obbligo.

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Inizia ufficialmente il nostro on the road dopo aver recuperato la macchina a noleggio partiamo in direzione Ourzazate. (206km 5h strada di montagna) E’ stata forse la strada più impegnativa, i tanti tornanti e i tir immensi che ti sfrecciavano sul lato mi avevano messo un pochino di ansia e malessere ma il panorama è valso la fatica. Abbiamo scelto come location per il nostro pranzo di Natale un grazioso “autogrill marocchino”, un banalissimo ristorante sulla strada che offriva solo del buon Tajine.

Trascorriamo a Ourzazate un solo giorno la cittadina non ha molto da offrire qui vengono girati diversi film e infatti gli studios sono una delle mete più battute. Vale di certo la pena però una sosta alla kasbah di Ait Benhaddou dichiarata patrimonio dell’Unesco, la città fortificata si compone di case costruite in argilla rossa, torri di guardia, una moschea, una piazza e un mercato il tutto situato in ciba alla collina che domina la valle.

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Il giorno successivo ci spostiamo verso Tinerhir (164km 2 h), il tratto tra  Ourzazate e Tinerhir viene percorso per poter percorrere la gole del Dades e del Todra. Queste gole infatti sono l’attrazione principale della zona. La valle del Dades è un canyon che noi percorriamo con la nostra macchina; i paesaggi lunari si alternano ai colori dei mandorli e dei fichi. Le gole del Todra invece  si trovano nella zona più orientale della catena dell’Atlante, uno dei canyon più spettacolari al mondo; avrete davanti ai vostri occhi altissime pareti di roccia rosa scavate nei secoli dall’acqua.

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Noi abbiamo scelto di soggiornare in una Maison d’Hôte, una casa dove il proprietario vi metterà a disposizione una stanza con un bagno comune. Il valore aggiunto di questa tipologia di alloggio è il contatto diretto con la gente del posto, vivere con loro e seguire le loro abitudini. Noi abbiamo trovato persone estremamente gentili e socievoli che hanno trascorso con noi la serata raccontandoci la loro storia e la storia del loro amato paese.

Salutiamo le gole, le casette in montagna per la prossima tappa che sarà Merzouga (200k 3h). Sulla strada facciamo tappa a Rissani una cittadina di mercati e mausolei davvero affascinante. Parcheggiamo l’auto e ci addentriamo in uno dei mercati più folcloristici visti fino ad ora. Frutta, verdura, tappeti, animali c’è un vero e proprio frastuono e io ricordo ancora i versi strazianti di un asinello che mi hanno fatto venire la pelle d’oca. Un pianto quasi umano a cui nessuno faceva caso ma io a distanza di anni lo sento ancora. Lasciamo l’ultimo insediamento urbano prima di raggiungere il tanto sognato deserto di Erg Chebbi.  Dune di sabbia, accampamenti beduini, falò, tramonti, una vera giornata da mille e una notte. Forse la notte più bella che abbiamo trascorso fino a quel momento, in compagnia di una famiglia indiana e di due ragazze americane, abbiamo cantato, raccontato storia, osservato il cielo stellato più bello che abbia mai visto.

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Lasciamo il deserto anche se la sabbia ci accompagnerà per i resto del viaggio e anche dopo, torniamo in macchina per proseguire il nostro on the road in Marocco per raggiungere Meknes (460k 5h). Il viaggio è durato 5h la strada non è breve ma il panorama è indimenticabile nella valle di Ziz. Per non stancarci troppo e goderci l’itinerario ci fermiamo svariate volte: facciamo tappa a Erfou e Midelt, pranziamo a Ifrane la piccola svizzera marocchina che ci regala forti contrasti tra le baite in legno tipiche delle alpi dove, invece di polenta e formaggio viene servito il Tajine, il cous cous e il kebab.

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Arriviamo a Meknes dove ci fermeremo un solo giorno, il tempo sufficiente per assaporare tutto quello che ha da offrire. La piazza principale, una miniatura di quella di Marrakech, le antiche mura fortificate, il mausoleo e il palazzo reale; la città si gira a piedi, anche qui le vie sono molto strette e tortuose, dovrete lasciare l’auto nei parcheggi esterni alle mura. La temperatura inizia a mutare e stiamo lasciando il clima temperato del sul per un clima più fresco e frizzante che caratterizza il nord.

Stiamo per raggiungere l’ultima tappa del nostro on the road, Fez, (40Km 1h) ma proprio nel tratto che separa le due città è d’obbligo una sosta a Moulay Idriss e Volubilis. La prima è la città santa per eccellenza un groviglio di strade e case bianche e verdi che vi lascerà a bocca aperta. Lasciamo l’auto a valle e con l’aiuto di un ragazzino del posto ci facciamo accompagnare nella visita. Un paio d’ore sono più che sufficienti, e prima di pranzo ci spostiamo a Volubilis le antiche rovine romane perfettamente conservate. Scegliamo di visitarle in totale autonomia anche se le guide all’ingresso sono davvero molto insistenti,le rovine sono su di una collina tra i prati verdi e gli ulivi un paesaggio bucolico.

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Arriviamo a Fez dove lasciamo l’auto e si conclude ufficialmente il nostro on the road. Fed è una città che si arrampica su se stessa, il groviglio di vie più contorto che abbia mai visto. Perdersi è all’ordine del giorno. Abbiamo deciso di dedicare due giorni in questa città, perché dopo i vicoli, i mercati, i musei e le famose concerie dove vengono tinte le pelli, non rimane molto altro e così a sorpresa la il 31 di Dicembre mi sveglio all’alba e cerco su internet un treno per raggiungere Rabat.( 200Km 2h)

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Se avessimo avuto l’auto sarebbe stato molto più semplice ma ci siamo dovuti adattare e abbiamo così provato anche il treno marocchino. Non certo una delle esperienze più belle, visto che per un tratto di soli 200km abbiamo impiegato 4h perché ci sono stati 4 diversi blackout alla linea ma anche questo è un viaggio e gli imprevisti sono all’ordine del giorno.

Rabat è la capitale cosmopolita il mausoleo la kasbah sul mare il mediano sono ciò che di meglio ha da offrirvi. Avendo improvvisato una gita in giornata abbiamo deciso di farci trasportare dalla città stessa e gironzolando senza meta ci siamo goduti l’ultimo giorno in terra marocchina.

Il nostro on the road finisce così con oltre 1300km percorsi con al nostra piccola utilitaria da sud a nord del Marocco.

Informazioni pratiche

  • Per un viaggio on the road in Marocco assicuratevi che l’auto sia funzionante e fotografate ogni segno sull’auto prima di partire.
  • Non è necessario avere un navigatore, c’è una sola strada e i cartelli sono ben visibile e frequenti.
  • Fate attenzione ai posti di blocco, rallentate subito e aspettate il loro segnale per muovervi, non è pericoloso, ma se non avete queste accortezze verrete multati, e anche se l’importo non è alto (circa 70€) non è piacevole doversi interrompere per discutere sul perché si debba pagare una marchetta alla polizia marocchina.
  • Cercate di avere sempre il pieno di benzina, i distributori non sono molto frequenti.