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Certe volte non scatto, se mi piace il momento, piace a me, a me soltanto, non amo avere la distrazione dell’obbiettivo, voglio solo restarci, dentro.

Questa citazione la conoscerete in molti, è una delle frasi più celebri del film ” I sogni segreti di Walter Mitty” Sean Penn in procinto di scattare una delle foto più belle al mondo, si ferma e non scatta per potersi godere quel momento: unico e intimo.

Io amo la fotografia da sempre, era ed è il mio unico modo per poter immortalare per l’eternità un momento, un ricordo, persone, cose, attimi di vita e di viaggio che con il tempo svaniranno. Ma quante volte vi è stato chiesto di non scattare foto per svariati motivi come privacy, religione, marketing a me spesso e i motivi sono tanti e diversi, spesso molto personali.

Di ritorno da ogni viaggio, scarico migliaia di foto dalle sim, foto che non ricordo di aver fatto perchè ci sono momenti dove la mia mano impazzisce, e scatta, scatta e ancora scatta senza limiti; ma ci sono tanti scatti che non ho mai fatto, momenti che non sono riuscita ad immortalare con la mia macchina fotografica perchè non potevo e a volte perchè non volevo. Nel mio piccolo io mi reputo un’influencer e quindi a volte è doveroso scattare foto anche solo per documentare il nostro viaggio o la nostra esperienza.

Le parole dei miei viaggi vivono nella mia memoria

Le frasi o le parole non si fotografano però, rimangono nella nostra mente, nei nostri ricordi forse più indelebili della fotografia stessa che a lungo andare si logora e scompare. A volte ho scelto di un fotografare perchè volevo vivermi quel momento e la macchina fotografica era un di più e quasi senza rendermene conto la foto non veniva scattata. Ci sono momenti che inconsciamente decidiamo di non immortalare, sia chiaro mi taglierei le mani da sole se durante il viaggio a Pechino non avessi fotografato piazza Tienanmen, io parlo di altri scatti quelli che solo noi vediamo e che immortaliamo con i nostri occhi e nient’altro. A me è successo spesso in Birmania dove più e più volte ho lasciato da parte la macchina fotografica per godermi il momento, ad esempio la giornata con i monaci che ci hanno letteralmente sequestrato per scoprirci, conoscerci e chiaccherare con noi (il selfie di Roby è l’unica foto di quella giornata).

 

Non ho fotografato l’Himalaya perchè dall’aereo, quando ho intravisto il tetto del mondo, ho scelto di godermelo per quei pochi secondi invece di correre alla ricerca della macchina fotografica. Pentita? No, se chiudo gli occhi ricordo ogni istante sul quel piccolo volo da Kathmandu a Varanasi, eravamo 20 passeggeri, il volo era vuoto e io ero seduta sul lato destro dell’aereo sul mio tavolino un box di cartone azzurro con il pranzo per un volo di soli 30 minuti. Forse questi momenti li ricordiamo di più perchè li abbiamo goduti al 100%.

La macchina fotografica può essere davvero un’ostacolo tra voi e la situazione che state vivendo; dico ostacolo perchè a volte ci facciamo prendere la mano e la paura di non avere mille scatti di quella torre, di quel ponte, di quello sguardo, offuscano quello che realmente abbiamo davanti ai nostri occhi. Non ho mai smesso di fare foto e mai smetterò ma con il tempo, crescendo e imparando a vivere veramente i miei viaggi, ho imparato che a volte è meglio mettere da parte la macchina fotografica e osservare le cose.

Non è una regola, ogni persona è diversa come lo è ogni viaggio: in Africa ho scattato tantissime fotografie ma spesso invece che impugnare quel pesante tele e scattare a raffica centinaia di foto di un leone che camminava, mi sono semplicemente fermata, ho lasciato la macchina fotografica sul sedile e mi sono goduta lo spettacolo della natura.

Come tutte le cose ci vuole la giusta dose di foto e di passione, non parlo di quello che vogliamo comunicare agli altri perchè qui entrerebbero in gioco temi di pura fotografia che non mi competono; io parlo del rapporto che ognuno di noi ha con le foto e quello che vorrebbe percepire o rivivere scattando quella foto riosservandola dopo 10 anni.

Ora tocca a voi il mio rapporto con la macchina fotografica è contorto, ci lavoro giorno dopo giorno ma voi invece, cosa ne pensate?

Quando mettete da parte la macchina e vi godete quell’istante?

 

 

 

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