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La Garden Route è una tappa imperdibile per chi sceglie di fare un viaggio on the road in Sudafrica. Ciò che la rende unica sono la varietà dei paesaggi, della fauna, della vegetazione e delle molteplici attività che si possono svolgere ovviamente all’aperto. Il tratto di strada si divide tra la costa, bagnata dall’oceano dove si trovano spiagge lunghe chilometri e l’entroterra, dove ci sono colline, montagne, valli verdi e laghi. Questo tratto di strada va da Mossel Bay a Plettenberg Bay, a stento raggiunge i 300km di lunghezza infatti, chi come noi sceglie di muoversi in auto, opta per un tratto di strada molto più lungo che va da Port Elisabeth fino a Cape Town.

Noi abbiamo preso un volo che da Johannesburg direzione Port Elisabeth, dopo aver svolto le pratiche dell’auto a noleggio e cercato un hotel in città per passare la notte ha avuto inizio il nostro on the road.

Sudafrica itinerario sulla Garden Route: giorno 1

Port Elisabeth non merita una visita, il centro città è molto fatiscente e a parte le spiagge che sono meta per i surfisti non c’è altro. Da qui, ci muoviamo subito in direzione Sardinia Bay che si trova a 20km dal centro. Una duna di sabbia vi accoglie nel minuscolo parcheggio della spiaggia; c’è un chiosco che vende bibite e qualche snack e nulla di più. Saliamo la collina di sabbia e da vanti a noi troviamo una lunghissima distesa di sabbia praticamente deserta, famiglie con cani e bambini stanno iniziando ad arrivare ma c’è davvero pochissima gente. Questa spiaggia è balneabile, ci sono due torrette di bagnini.

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Dopo Sardinia Bay, ci spostiamo a Jeffrey’s Bay o J Bay la principale destinazione mondiale per gli amanti del surf, qui si dice ci sia la Supertubes, l’onda perfetta che ogni surfista sogna di cavalcare. Dicembre è periodo di altissima stagione e le spiagge sono molto affollate; fate attenzione alle borse, cercate di portarvi solo lo stretto indispensabile, i furti sono molto frequenti soprattutto da parte dei bambini.

Proseguiamo sulla Sunshine coast, per raggiungere St.Francis Bay, una località molto esclusiva di cui ci siamo letteralmente innamorati. Le case sono tutte in stucco bianco e tetti scuri in paglia, queste ville lussuose, si estendono tutto attorno ad una rete di canali di acqua salata. Ogni casa che affacci sull’acqua ha una barchetta e le famiglie, senza bisogno di andare fino al mare, si rilassano nelle acqua turchesi dei canali.

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Proseguiamo lungo la strada attraversando, il Tsitsikamma National Park, un bellissimo parco con profondi canyon, fiumi e fitte foreste. Varrebbe la pena fermarsi un giorno per fare del trekking.

La nostra destinazione per il pranzo è Plettenberg Bay dove ufficialmente ha inizio la Garden Route. Mangiamo in un piccolo mercato che offre ampia scelta di cibo da strada e poi ripartiamo per raggiungere Knysna.

Per raggiungere la cittadina ci sono due soluzioni: proseguire sulla N2 la strada principale e ampia della Garden Route oppure, come abbiamo fatto noi, deviare verso una strada sterrata che sale nell’Outentiqua Range, passando per il Prince Alfred’d Pass e regalandovi panorami magnifici.

Knysna è la località più famosa della Garden Route; si affaccia su una laguna incanta circondata da foreste. La laguna è chiusa da due scogliere di arenaria chiamate The Head, se raggiungete la fine sia dal alto occidentale che da quello orientale godrete di una bellissima vista altrimenti, informatevi per esplorare la laguna in barca.

Prima di raggiungere l’ultima tappa della giornata ci godiamo il tramonto nella deserta spiaggia Buffalo Bay, il litorale più bello che ho visto fino ad ora. Sarà stata la luce, il tramonto, i colori della sabbia, la foschia che copriva la costa più lontana, ma questa spiaggia ci ha davvero stregato (non è balneabile, le onde sono molto forti). Molte spiagge non sono balneabili per via della forte corrente dell’oceano; informatevi prima di raggiungere ogni spiaggia per evitare spiacevoli sorprese.

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Ultima tappa è Mossel Bay che ci godremo il giorno successivo.

Come alloggio abbiamo scelto Avenues Guesthouse situato sulla collina, in una posizione comoda ma allo stesso tempo tranquilla, l’abitazione è dotata di ampie camere private con bagno al costo di 50€ a notte in due è inclusa una colazione abbondante.

Sudafrica itinerario sulla Garden Route: giorno 2

Il nostro 2017 inizia nella cittadina di Mossel Bay. Negli ultimi anni il forte sviluppo industriale ha rovinato l’estetica di questa città che conserva però della spiagge belle e balneabili. Ci fermiamo prima a Santos Beach dove è ancora presto e non ci sono molti bagnati; qui le spiagge vengono prese d’assalto dalle famiglie che montano tende immense, e preparano le griglie per il barbecue. L’altra spiaggia che visitiamo e Diaz Beach, più affollata di Santos ma a mio avviso giù bella. Il litorale è molto più lungo, il mare è molto più calmo, e l’acqua sembra anche più calda. Davanti a noi si trova Seal Island un’isolotto popolato da centinai di foche, ci sono escursioni che partono dal molo che oltre alle foche quando è stagione vengono avvistate le balene.

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Dopo esserci ben ustionati al sole, ci avventuriamo nell’entroterra in direzione Oudtshoorn la città degli struzzi. Una splendida strada tra le aride colline, vi condurrà attraverso una valle piena di struzzi. Le case sono le stesse degli anni venti, il periodo in cui nacque la moda delle piume di struzzo, in tutta l’area, sono disseminate fattorie che offrono tour di un ora o poco più per illustrarvi tutto il lavoro e il business che ruota attorno a questi animali. Ci facciamo consigliare dalla Lonely Planet e scegliamo la Highgate Ostrich Show Farm, Jasmine la nostra guida parla un inglese eccellente e ci accompagna nella visita alla fattoria. La raccolta delle piume, la lavorazione della uova, la nascita degli struzzi, la loro cura e molto altro ancora; una visita interessante e molto piacevole che vi consiglio se passate in queste zone. Se volete gustare la strepitosa carne di struzzo, all’interno della fattoria c’è un ristorante altrimenti, ogni locale della città ha almeno una porta a base di struzzo.

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Ultima tappa della giornata è Swellendam che raggiungiamo attraverso la panoramica Route 62 valida alternativa alla Garden Route. Questa strada, attraversa paesaggi spettacolari e diversi tra loro; dai passi di montagna alle zone semidesertiche del Little Karoo.

Swellendam si è rivelata una sorpresa non da poco, circondato da campi di frumento e chiusa tra le montagne è un ottimo punto dove trascorrere la notte prima di raggiungere The Hoop, una riserva naturale.

Abbiamo scelto di trascorrere la notte a Swellendam nel suggestivo Old Tatch Lodge un luogo davvero incantato gestito da una pittoresca signora tedesca e i suoi giganteschi cani. Potrete dire di aver trascorso il vostro soggiorno in antico lodge dei primi del 900, dove ogni dettaglio non è lasciato al caso. Al costo di 60€ a notte in due è inclusa una colazione cucinata proprio dalla proprietaria.

Sudafrica itinerario sulla Garden Route: giorno 3

Partiamo da Swellendam direzione De Hoop, un parco naturale che si affaccia sull’oceano dove, oltre a delle belle spiagge balneabili, è possibile fare bird watching, e osservare tartarughe da terra, zebre, babbuini e diverse specie di antilopi sudafricane che popolano le distese verdi del parco. Non eravamo certi di voler fare questo parco, eravamo rimasti scoraggiati dalle recensioni sul web che raccontavano di una strada sterrata  di oltre 100km difficile da percorrere con una berlina.
Da Swellendam la strada sterrata è di 57km solo andata, e noi l’abbiamo percorsa con una Chevrolet andando ad una media di 90km/h. Nessun momento di panico, nessuno sterrato impraticabile, in meno di un’ora abbiamo raggiunto l’ingresso del parco. Il De Hoop Natural Reserve è area protetta, l’ingresso ha un costo di 40 ZAR a persona.

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Raggiungiamo subito il punto più panoramico e più bello del parco Koppie Alleen: dune di sabbia bianca che finiscono direttamente in mare, soli in un paradiso rovinato solo da un cielo grigio. Le sensazioni che si proviamo sono stranissime, è come trovarsi alla fine del mondo. Dedichiamo quasi una mattina al parco anche se avremmo voluto trascorrere molto più tempo, il cielo purtroppo è coperto ma per fortuna non piove.

La seconda tappa della giornata è Cape Agulas il punto in cui s’incontrano l’Oceano Indiano con quello Atlantico. C’è un percorso naturalistico da seguire che costeggia tutto il litorale fino al punto in cui è stata eretta la targa che marca il punto d’incontro. La scritta cita che questo è il punto più a sud dell’Africa ma in realtà non è corretto in quanto il punto più meridionale del continente è Capo di Buona Speranza nella penisola di Cape Town.

Non perdiamo molto tempo a Cape Agulas, il vento è fortissimo e per fare la foto con la targa c’è persino la coda ma vi consiglio di fermarvi qui per il pranzo, l’ungo la strada c’è una piccola rosticceria che prepara ottimo fish&chips d’asporto per meno di 100 Zar in due, la noterete per la coda di persone che aspettano fuori il loro turno.

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Ultima tappa della giornata è Hermanus cittadina famosa per l’avvistamento delle balene. Dicembre non è il mese ideale, le balene hanno già fatto il loro passaggio, ma in città oltre ad un bel lungomare, ci sono una piazza con negozi, un mercato, qualche bar, un museo sulle balene e ottimi hotel. A Hermanus vive anche l’ultimo avvisatore di balene, un signore che trascorre le sue giornate sul litorale e  quando avvista una balena, suona un corno per avvisare tutti gli abitanti.

Trascorriamo la notte a Gansbaai cittadina a 30km da Hermanus, non ci sono attrazioni e non è nemmeno molto bella ma qui, è possibile acquistare l’escursione per nuotare in gabbia con lo squalo bianco, e noi la faremo il mattino seguente. Ad ospitarci, è Lloyd, un ragazzo adorabile appassionato di squali banchi. Oltre alla sua infinita gentilezza è disponibilità, avrete il piacere di godervi una notte in una bellissima villa che affaccia sul mare a pochi passi da alcune magnifiche spiagge balneabili.

Sudafrica itinerario sulla Garden Route: giorno 4

La sveglia è alle 5,30 alle 6,00 abbiamo l’incontro al vicino porto di Kleinbaai dove, dopo brief e colazione si parte per l’immersione con lo squalo bianco. L’escursione dura 4h si raggiunge un punto tra due isolotti a 7km dalla costa di Gansbaai, si inizia a buttare in acqua un galleggiante a forma di foca, due vecchie teste di tonno e il “chum” un composto legale e certificato che contiene resti tonno tritati e mischiati con l’acqua che serve ad attirare lo squalo.
Gli squali arrivano dopo non molto e a turno ci si immerge nella gabbia con indosso una muta, il mare è ghiacciato nonostante sia agosto. Un’esperienza unica nel suo genere che vi racconterò meglio in un altro post dedicato. Si rientra per mezzogiorno, al molo c’è il pranzo che ci aspetta, un dvd che riassume la nostra giornata e una doccia calda per riprenderci.

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La mattinata è stata davvero impegnativa, prima di raggiungere Cape Town, meta finale del nostro on the road in Sudafrica, ci fermiamo per il pomeriggio nella vicina spiaggia della Walker Bay Nature Reserve anche questo come molti altri parchi nel paese è area protetta l’accesso è a pagamento 20 Zar, e oltre a due belle spiagge deserte, si possono visitare in autonomia alcune grotte che contengono incisioni rupestri.

Città del Capo dista 1,30 di macchina e la raggiungiamo verso sera. Qui termina il nostro on the road ma non il nostro viaggio che vede altri 4 giorni alla scoperta della penisola del Capo e delle Winelands.

Sudafrica itinerario sulla Garden Route: informazioni utili

  • La Garden Route è un tratto di strada percorribile in tutte le stagioni, io vi consiglio di intraprendere questo on the road in estate (nell’inverno italiano) i paesaggi sono senza ombra di dubbio molto più belli, avrete la possibilità di fare qualche giorno di mare e di godervi spiagge immense e isolate che in inverno non sono praticabili.
  • Le strade che si percorrono sono tutte asfaltate ad eccezione di alcuni tratti come la R234 che raggiunge De Hoop e la R345 che percorre l’Alfred Pass fino a Kysna. La strada è quasi priva di pedaggi, in tutto il percorso di oltre 800km abbiamo incontrato solo due caselli.
  • Non è necessario noleggiare un 4×4, noi abbiamo percorso l’intero viaggio con una Chevrolet Matiz, un pieno di benzina costava circa 400 Zar per 33lt.
  • Informatevi sempre sulla balneabilità delle spiagge, cartelli illustrativi vi diranno se quella spiaggia è a rischio oppure no. Non nuotate in zone pericolose, la corrente dell’oceano è molto forte e pericolosa.
  • Non è necessario noleggiare con l’auto un navigatore, le strade sono molto semplici e sempre ben segnalate; in assenza di una connessione potrete comunque utilizzare l’app di Maps sul vostro smartphone che vi darà un’idea della strada e della direzione che state percorrendo.
  • Non lasciate oggetti di valore in vista nell’auto. Nei parcheggi nei pressi delle spiagge, ci sono parcheggiatori abusivi che per vi “controllano” l’auto in cambio di qualche Zar. Sono innocui e non vi infastidiranno anche se non riceveranno in cambio qualche moneta per il servizio reso.
  • In Sudafrica è richiesta la patente internazionale, anche se non vi verrà chiesta in fase di noleggio è bene esserne in possesso in caso di problemi come incidenti oppure infrazioni.
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