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Eccomi alla terza parte del viaggio che ci porta in Belize e con precisione a Caye Caulker, ma come siamo arrivati fin qui?

Abbiamo preso un bus della Linea Dorada da Flores in Guatemala e abbiamo attraversato via terra in confine con il Belize il tutto in 5h ca. Per uscire dal Guatemala non è necessario pagare nessuna tassa, vi consiglio anzi di cambiare i soldi li, il cambio è vantaggioso e avrete subito dollari beliziani che  vi serviranno una volta giunti a Belize City.

Belize City non l’abbiamo praticamente vista, siamo arrivati direttamente al porto dove ogni mezzora ci sono express boat dirette a Caye Caulker 50$ A/R.

Per pranzo siamo sull’isola e l’impatto è forte. La popolazione è mista, ci sono centro americani e afro americani, non esistono strade e si gira solo in golf car, non ci sono palazzi, solo case di legno che sprigionano aria di festa e di serenità: siamo arrivati in paradiso.

L’isola non è molto grande, la parte abitata la percorri in mezz’ora e oltre a ristoranti e bar improvvisati non c’è altro; a Caye Caulker non si viene per fare vita da spiaggia, puntando alla classica tintarella da ferie (anche perché spiaggia non ce n’è), piuttosto si viene per godere della splendida barriera corallina che caratterizza il Belize.

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Noi non facciamo immersioni, quindi ci siamo dovuti “accontentare” dello snorkeling che, non ha di certo deluso le nostre aspettative.

Due giorni, due escursioni differenti in barca sempre con gruppi molto piccoli (mai più di 6 persone), ottimi istruttori che ti accompagnavano nello snorkeling spiegandoti nel dettaglio quello che si stava osservando.

“Non toccare i pesci e i coralli, non rincorrerli, rilassati, seguili con  calma, solo relax e tranquillità lasciandoti ondeggiare dal mare.. osserva, così potrai godere della versione più intima che l’oceano è in grado di regalarti…”

Abbiamo visto tartarughe, pesci, coralli di ogni forma e colore, abbiamo nuotato con squali, razze e con il lamantino, non avrei potuto immaginarmelo più bello di così!

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A Caye Caulker abbiamo trascorso così le nostre giornate: sveglia presto, snorkeling e poi relax allo Split.

Lo Split è un locale costituito da un bar e dei pontili che si trova alla fine dell’isola dove nel 1961 l’uragano Hattie divise l’isola.

Dopo 3 giorni di sole, mare e snorkeling è arrivato il momento di tornare in Messico; il modo più semplice sarebbe stato di prendere l’express boat da Caye Caulker, passando per San Pedro per poi arrivare a Chetumal, città di confine con il Messico. La barca purtroppo era piena, quindi abbiamo ripiegato sulla soluzione meno comoda ma più tradizionale: il local bus.

Sveglia ore 6,00, express boat ore 6,30 dopo 40 minuti siamo arrivati a Belize City, prendiamo il taxi per la stazione dei bus e di corsa e quando dico in corsa intendo che mentre il chicken bus si muoveva ci siamo lanciati sopra tar mille persone, borse, valigie etc. Non è certo stato il viaggio più comodo che abbai fatto, ma è andata bene così. Ci siamo goduto un on the road attraverso il Belize mostrandoci paesaggi verdi, case diroccate, piantagioni di zucchero e i volti di una popolazione a mio avviso senza una vera identità.

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Il chicken bus è il vecchio scuolabus americano che viene adibito a local bus, questo significa che questi mezzi infernali corrono come pazzi su pessime strade e ad ogni incrocio caricano persone arrivando a raddoppiare la portata consentita del bus. Dopo 5h arriviamo al confine paghiamo i nostri 37$ dollari beliziani e raggiungiamo il Messico nello specifico Bacalar la laguna più bella che abbia mai visto in vita mia.

Next Stop Messico #mayanroad

 

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