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Un Itinerario in Colombia non può non includere qualche giorno, alla scoperta di quello che è considerato il vero cuore di questa nazione dove, nasce il caffè colombiano. Famoso in tutto il mondo, apprezzato ed esportato in tutto il mondo, il caffè colombiano ha molto da raccontare a cominciare dalla regione dove viene prodotto.

E’ chiamato Eje Cafetero quell’area geografica, culturale ed economica che si trova tra le regioni Calda, Risaralda e Quindio. Le persone di queste zone sono cordiali e disponibili sempre con il sorriso in volto; i paesaggi sono magnifici, ci sono sorgenti termali e cime innevate: le piantagioni di caffè regalano una vista a perdita d’occhio.

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Prima di partire ho cercato a lungo sul web un posto che mi facesse davvero conoscere queste aree, che mi aiutasse a comprendere la loro storia e che allo stesso tempo non fosse il classico tour turistico dove, esplori una finca, compri del caffè fai una passeggiata e via.

Sono capitata nel sito di Experiencia Cafetera un’idea nata da Juan David, fondatore di questo gruppo che si dedica alla protezione e la salvaguardia della regione del caffè. Il suo intento è quello di far conoscere ai locali e non la cultura del caffè. Collaborando con i produttori e coltivatori di caffè della zona, vuole far scoprire ai visitatori la vera storia del caffè colombiano e di queste terre. Attraverso esperienze di vita vera, con l’entusiasmo di chi crede in questo progetto e vuole esaltarne la materia prima frutto di lavoro e sacrifici di molte persone, Experiencia Cafetera vi farà vivere un’esperienza unica.

Abbiamo contattato Juan David e abbiamo deciso di trascorrere 2 giorni con lui al Panorama Hostel a Buenavista un piccolo comune poco conosciuto che si trova a 40 minuti da Armenia. Ci siamo affidati alla sua esperienza abbiamo deciso di soggiornare due giorni e ora ve li racconto:

Primo giorno nell’eje cafetero tra Salento e la Valle del Cocora.

Accompagnati da Natalia, ci dirigiamo verso la cittadina di Salento, la più famosa della città nella regione del Quindio, piccola, colorata, dalla piazza squadrata punto di ritrovo degli abitanti. La più famosa significa anche la più turistica a differenza di Buenavista dove, il silenzio e la tranquillità la fanno da padrone. Salento si visita in un’ora, vi renderete subito conto che per quanto i colori sgargianti delle case regalino degli scorci unici, queste cittadine sono tutte molto simili e che oltre a qualche negozio o qualche caffè c’è ben poco da vedere. E’ arrivato il momento di esplorare la valle del Cocora, una valle che ospite le rare e famose palme di cera che con la loro altezza, svettano sui prati verdi delle finche.

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Il mezzo per eccellenza dell’eje cafetero sono le willy, le gip americane da guerra capaci di portare una quantità indescrivibile di oggetti e persone. Sono indistruttibili, pratiche e sono l’unico mezzo per esplorare le colline del Quindio. Ben aggrappati al retro della nostra willy sfrecciamo verso la valle: qui la scelta sta a voi potete scegliere di visitare Cocora prendendo un cavallo oppure muovendovi a piedi. Natalia ci spiega che la maggior parte dei cavalli sono sfruttati per il turismo e lo si può constatare anche dalla loro scarsa cura e pulizia: scelta fatta ci muoviamo a piedi. Su è giù dalle colline, dentro e fuori qualche finca, ci godiamo uno dei paesaggi più belli mai visti e ci sentiamo piccoli abbracciando le palme di cera che raggiungono i 60mt d’altezza.

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Di nuovo a bordo della nostra willy ci spostiamo verso Filandia un cittadina simile a Salento riscoperta anche dai locali solo nell’ultimo periodo. Più autentica della gettonata Salento, meno battuta dal turismo, ci godiamo la cittadina con una passeggiata che come sempre inizia dalla piazza centrale e i questo caso si conclude ad un bellissimo mirador sulla regione del Quindio.

Secondo giorno nell’eje cafetero Pijao e la finca di Don Leo.

Partiamo dall’ostello con una willy questa volta direzione Pijao dove ci aspetta Valentina per accompagnarci in questa giornata dedicata al caffè. Come le altre cittadine Pijao ha la solita piazza centrale, la chiesa e qualche negozio, meno bella e meno caratteristica delle altre viste il giorno prima qui, iniziamo col conoscere uno dei produttori di caffè che collabora con Experiencia Cafetera: Don Carlos. Quado

Don Carlos non è nella sua finca a raccogliere caffè, apre le porte del suo negozio a visitatori come noi che vogliono scoprire tutto sulla sua lavorazione, preparazione e degustazione del caffè da lui prodotto ed esportato. Vi dirò, è miglior caffè che abbia mai bevuto, leggermente tostato con un’aroma di caramello, e lo dice una che non beve caffè. Don Carlos è spaziale, timido e sorridente, ci sentiamo come a casa e seduti sulle amache del negozio beviamo caffè mentre lui ci racconta la sua storia.

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Lasciamo Pijao sempre con la nostra willy per raggiungere una finca nel mezzo delle piantagioni di caffè in cima ad una collina dove ammiriamo il paesaggio più bello visto fino ad ora.

Arriviamo a Villa Gloria la finca di un omino basso ma incredibile: Don Leo. Ha 55 anni e non lo diresti, si muove in agilità come ne avesse 20 ed è il proprietario di questa finca dove oltre al caffè coltiva pomodori, piante di banano e alleva polli e maiali. Pranziamo come una grande famiglia noi Don Leo, Valentina e il nostro willycero. Un pranzo coi fiocchi, vera cucina colombiana nell’ambiente casalinga di una finca. Passiamo la giornata esplorando Villa Gloria con Don Leo e Valentina che ci mostra le piantagioni, la fattoria, tutto il procedimento che segue per la preparazione del caffè: dalla pianta alla distribuzione.

Don Leo è una persona speciale, oltre ad essere un uomo che si sta costruendo con il duro lavoro una reputazione nel mondo del caffè, è una persona che ha vissuto i lati oscuri della Colombia. Dopo anni di lotta per proteggere il suo lavoro dai narcos e dagli oppositori del governo, è scappato dalla provincia di Cali e ora vive una vita serena a Pijao dove sogna di aprire presto un suo negozio di caffè.

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Ho lasciato Buenavista con il cuore in mano felice di aver conosciuto persone splendide, ho rispolverato il mio spagnolo, ho vissuto quello che ritengo essere la vita vera delle persone che popolano l’eje e che ogni giorno lavorano per far conoscere al mondo ma anche agli stessi colombiani  questa regione magica.

Informazioni pratiche per l’eje cafetero

  • L’aeroporto più vicino si trova ad Armenia, per raggiungere Buenavista ci vogliono 40 minuti d’auto e potete chiedere a Juan David di portarvi o venirvi a prendere.
  • I tour di cui vi ho parlato sono stati concordati con Juan David e pagati al momento.
  • Attenzione a Buenavista non ci sono ATM ricordate di portare con voi del contante altrimenti a Pijao c’è un ATM
  • Se decidete di fare Salento e la valle del Cocora in autonomia, sappiate che le willy si radunano nella piazza principale di Salento e da li potrete pagarne una per farvi portare alla valle.
  • Se volete davvero scoprire una delle regioni più belle della Colombia, io vi consiglio di affidarvi a Experiencia Cafetera, con lo spirito di una famiglia saprà regalarvi un’esperienza davvero indimenticabile.
  • Il clima è molto variabile, portatevi un k-way e dei pantaloni accorciabili, quando esce il sole è molto caldo mentre alla sera può essere fresco. La crema solare è fondamentale il sole a volte è nascosto ma è molto forte.

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