Siamo da poco tornati da uno dei viaggi più belli, emozionanti e ricchi fatti fino ad ora. Il viaggio appena trascorso in Colombia è stato il nostro battesimo verso il Sud America, un’itinerario “turistico” tra i luoghi più belli e importanti del paese. Vi avevo già anticipato l’itinerario mesi prima della partenza ma come tutti i viaggi le cose non sempre vanno come vorresti, a volte in meglio a volte in peggio e io sono felice di poter dire che il nostro viaggio è stato tutto un crescendo di posti e persone meravigliose.

Ho deciso di raccogliere in questo post le informazioni generali per un viaggio in Colombia, vi parlerò poi delle cose più importanti da vedere e fare in ogni città e regione.

Indice

Mappa Colombia

Itinerario  cosa vedere in Colombia

Giorno 1 → Arrivo a Bogotà e durate l’atterraggio è ben visibile l’espansione senza fine di questa città che è tra le più grandi del Sud America. Bogotà è la città del traffico quindi armatevi di pazienza perché anche ogni piccolo spostamento potrebbe durare ore.  Il quartiere più bello di Bogotà è la Candelaria, infinite viuzze dalle colorate case coloniali che vi farà dimenticare il grigiume e il trambusto della metropoli. Piazza Bolivar si circonda di edifici imponenti, ogni angolo racconta pagine di storia del paese. Per gustare la miglior vista della città ci sono i Mirador, noi ne abbiamo visitati due, uno più turistico e uno sconosciuto anche a molti abitanti.

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Giorno 2 → Bogotà vede nella Candelaria, oltre che il suo quartiere di maggior rilievo anche il suo centro storico qui infatti dedichiamo una giornata alle chiese e nei musei più belli della città. Il museo dell’oro su tutti racchiude un patrimonio mondiale che solo varcandone al soglia vi lascerà a bocca aperta. Avendo la fortuna di vivere Bogotà con una famiglia del posto, che con le dovute precauzioni ci accompagna alla scoperta di molti luoghi non turistici (di cui vi racconteremo in una articolo dedicato) quali il cimitero monumentale, i quartieri dei livelli 1 e 2 (i più poveri della città), il Barrio Santa Fe e molti altri.

Giorno 3 → Oggi facciamo una gita fuori porta per raggiungere Villa de Leyva, la residenza estiva delle famiglia altolocate, militari e membri del governo. Il tempo pare essersi fermato nella piazza principale, classico esempio delle piazze coloniali dell’epoca dei conquistadores. Da Bogotà ci vogliono circa 3h – 3 e mezza ma la strada è abbastanza bella. Villa de Leyva va vissuta passeggiando nelle sue stradine ascoltando il suono delle campane del monastero di clausura della città. Noi abbiamo anche fatto un giro a cavallo che ti porta a vedere la città dall’alto.

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Giorno 4 → Sulla strada del ritorno ci fermiamo a visitare una serie di piccole cittadine colorate ognuna con le proprie caratteristiche ma tutte accomunate dalle classiche piazze centrali con chiese, negozi e svariate viuzze dalle case coloniali dai mille colori: Simijaca, Chiquinquira, Raquira, Sutamarchan e Monguì.

Giorno 5 → Altra gita fuori porta, questa volta, non ci allontaniamo molto da Bogotà la destinazione è la laguna di Guatavita. La laguna in realtà è un lago di montagna sulla cordigliera delle Ande, è ritenuta uno dei laghi sacri del popolo precolombiano Muisca ed è inoltre alla base della famosa leggenda dell’El Dorado. La visita inizia in una capanna Muisca dove ci viene spiegata la storia del loro popolo, del lago e della leggenda. Il tutto si conclude, attraverso un sentiero nel bosco fino a raggiungere la cima della montagna, con la vista del lago. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso la miniera di Nemocon; meno turistica della famosa Zipaquirà, recentemente utilizzata come set del film Los 33. Questa miniera è più suggestiva, più ampia ed alta e soprattutto la sua unicità sono gli Espejos Naturales de Salmuera: vasche di acqua che fanno dei giochi di riflesso e di luce alle pareti di tutta la miniera. Cosa vediamo nell’escursione alla miniera:

  • Cascata di sale
  • Espejos Naturales de Salmuera (vasche d’acqua)
  • Capsula Fenix
  • Capilla de la Virgen del Carmen
  • Camara del Palpito
  • Ciudad de las estalactitas
  • Tanque Santa Barbara

Dopo la visita ripartiamo in direzione Zipaquirà non per vedere la miniera (famosa per la cattedrale di sale) ma per visitare la cittadina molto caratteristica sempre dalla base coloniale.

Giorno 6 → Con un volo di 25 minuti si raggiunge la città di Armenia nella regione del Quindio, in quello che tutti chiamano l’eje cafetero. Abbiamo scelto di alloggiare a Buenavista una località defilata nel cuore delle piantagioni, lontana dal turismo di massa colombiano e internazionale. In un giorno visitiamo la pittoresca e coloniale cittadina di Salento e in Willy (jeep americane della 2° guerra mondiale) raggiungiamo la Valle di Cocora, porta d’accesso al Parque Nacional e los Nevados; è l’unico luogo dove si possono ammirare le longilinee palme da cera, l’albero nazionale colombiano, in via d’estinzione. Passeggiamo per quasi due ore ascoltando i racconti della nostra guida Natalie, rispolverando uno spagnolo ormai davvero arrugginito. Prima di tornare in ostello ci fermiamo a Filandia un altra cittadina coloniale meno gettonata ma graziosa e colorata quanto Salento; qui troviamo piccole boutique dove gustare un delizioso caffè.

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Giorno 7 → Il secondo giorno nell’eje cafetero lo dedichiamo al prodotto più importante che questo paese, esporta in tutto il mondo: il caffè. Sempre a bordo di una willy, raggiungiamo da prima la cittadina di Pijao. La strada si snoda sulle colline delle piantagioni di banane e caffè e con il vento tra i capelli a bordo della nostra jeep non possiamo far altro che goderci questo bellissimo spettacolo. Raggiungiamo Villa Gloria, la finca di Don Leo un simpatico coltivatore di caffè che mette amore e devozione nelle sue attività. Ci vengono insegnanti i processi e le tecniche di lavorazione del caffè e assieme a lui eseguiamo ogni singolo processo. Lasciamo l’eje cafetero per la tanto attesa Medellin e per farlo abbiamo usato un bus Brasilia Express che in sei ore e attraverso le Ande colombiane ci ha portato in quella che negli anni 90 era forse la città più pericolosa al mondo.

Giorno 8 → Dedicheremo due giorni a Medellin ma il primo lo impieghiamo in una gita fuori porta al lago artificiale di Guatape, una splendida località a circa 2h di bus dalla città. Navighiamo il lago a bordo di una piccola barca dove si scorgono tra le ville più belle della Colombia, visitiamo il colorato zocalo e saliamo sulla ripida collina di Guatape dove, la vista e i 780 gradini, ti lasciano senza fiato. Sulla strada, un piccolo stop al rudere di Villa Manuela, una delle 800 case di Pablo Escobar ci permette d’indagare su quello che Pablo fu per i colombiani, la sua storia, i racconti di persone che vissero anni belli e brutti per la Colombia.

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Giorno 9 → E’ giunto il momento di esplorare Medellin e per farlo ci siamo affidati al Free Walking Tours della città, tra i migliori fatti in vita mia e ideale per conoscere e capire la storia di questa città. Esploriamo Downtown e oggettivamente non possiamo dire che l’estetica di questa città sia tra le più belle, ma camminiamo con in sottofondo le storie che ci vengono raccontate e gli sguardi curiosi degli abitanti di questa città che non si sono ancora abituati alla presenza dei turisti. E’ una città che colpisce e che ammalia. Dalla metrocable vi sconvolgerà la vista della città immensa e infinita che si arrampica sulle montagne, sembra quasi un presepe quando alla sera tutte le luci si accendono.

Giorno 10 → Un’altro volo interno e raggiungiamo Cartagena de Indias e lo scenario è completamente diverso: siamo sui Caraibi e Cartagena è una perla di colori e allegria. La storia di questa città si respira in ogni suo angolo e anche se il centro storico è una bomboniera incredibilmente bella, la vera Cartagena è il quartiere Getsemani quello più popolare, dove abitano i veri cartagheni e la street art racconta la storia di questo popolo.

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Giorno 11 → Il secondo giorno è dedicato alla città vecchia, la turistica e trafficata città dai vicoli colorati. Senza dubbio tra le più belle città che abbia mai visto ma ciò che la rovina sono il trambusto e la confusione delle macchine che passano tra le strette vie del centro, è ciò che di più turistico offre la Colombia. Un peccato, perché tra quei mille colori e fiori, i taxi gialli o i furgoni arrugginiti stonano. Una passeggiata sulle mure, mille foto alle porticine colorate e il tramonto lo dedichiamo al più grande forte spagnolo mai costruito prima.

Giorno 12 → Una giornata di viaggio, con un bus Brasilia Express da Cartagena raggiungiamo la regione della Guajira e ci fermiamo a Riohacha il punto di partenza per raggiungere con un tour in autonomia, le zone più estreme e spettacolari di questa regione. (Leggi anche: Tour Alta Guajira in 3 giorni)

Giorno 13 → Due collettivi dopo, un ora di jeep nel deserto, paesaggi alla Breaking Bad, raggiungiamo Cabo de la Vela. Lo definirei quell’angolo di paradiso dove finisce il mondo; un fazzoletto di spiaggia ventosa con alle spalle il deserto e colline panoramiche che regalano postcard da capogiro. Abbiamo scelto un’amaca e per tutto il giorno non abbiamo fatto altro che rilassarci al mare.

Giorno 14 →Abbiamo concordato il giorno prima un collettivo per raggiungere Punta Gallinas, il punto più a nord del Sud America. Due ore di jeep, strade pazzesche sotto ogni punto di vista; Punta Gallians è un’angolo di Colombia lontano da tutto e da tutti dove esiste solo mare, sabbia e silenzio.  Anche qui la regola è stata la semplicità e le amache sono state il nostro letto nel fresco deserto della Gujiara.

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Giorno 15 → Rientriamo da Punta Gallinas a Rioacha, il viaggio inizia all’alba ed è sempre impegnativo: caldo, strade sterrate, e la stanchezza dovuta a due notti in amaca. Siamo indecisi sul da farsi e dopo vari tira e molla decidiamo di farci una doccia, e partire direzione Tyrona, il Parco Nazionale venerato dai colombiani, fonte di dibattito per i turisti che si dividono tar quelli che lo adorano e quelli che lo trovano troppo turistico.

Giorno 16 → Ci svegliamo all’alba e iniziamo ad esplorare il parco di Tyrona. La folta vegetazione è a ridosso del mare e il contrasto è molto bello. Le spiagge sono piccola, sabbia chiara mentre il mare è abbastanza mosso, le principali sono: El paraiso (non balneabile), la piscina, la piscinetta e la più famosa Cabo San Juan. Passiamo una giornata alternando camminate nella fitta jungla a relax in spiaggia. Si potrebbero fare diverse attività come trekking, immersioni e snorkeling ma, il tempo per noi è poco e quest’anno abbiamo altre priorità quindi ci concediamo relax.

Giorno 17 → Con un doppio volo che da Santa Marta ci porta a Bogotà e poi Leticia, raggiungiamo la tanto attesa Amazzonia, dall’aereo lo spettacolo è un incanto, il rio delle amazzoni si snoda tra una fitta vegetazione verde scuro. Leticia pur essendo colombiana si trova nel triangolo amazzonico di Colombia, Brasile e Perù. Dopo aver esplorato la città e scoperto la storia di questa cittadina nata dai Narcos, andiamo in Brasile per esplorare Tabatiga e ammirare il punto panoramico sulle tre nazioni.

Giorno 18 -19 → Navighiamo il Rio Amazzone e raggiungiamo Puerto Narino, da qui e per i prossimi 3 giorni scopriremo cosa vedere nell’amazzonia colombiana in lungo e in largo con trekking diurni e notturni, gite in barca, bagni nel fiume, pesca, avvistamenti e villaggi locali. Ci siamo avvicinati come mai nella vita a moltissimi animali e insetti potenzialmente molto letali, ho vinto la paura degli insetti e ho fatto il bagno nel lago con i piranha. Un contatto puro e semplice con la natura con delle guide attente a preservare questo prezioso “angolo” verde.

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Giorno 20 → In quest’ultima giornata in amazzonia, abbiamo fatto altri trekking ed esplorato Santa Rosa, l’isola peruviana nei pressi di Leticia. Nel pomeriggio, il volo ci riporta a Bogotà per proseguire il viaggio in Perù ma questa è un’altra storia!

Informazioni generali turismo in Colombia

Internet: acquistata sim telefonica Claro (3.000 pesos), ricaricando 20,000 pesos avevamo a disposizione 1gb di internet e Fb, Whatsapp e Twitter gratis oltre a chiamate e sms. In tutti gli ostelli e la maggior parte di musei e ristoranti era comunque presente il Wifi.

Spostamenti interni: noi abbiamo usato voli (Avianca), bus (Brasilia express), collettivi (taxi condivisi) e Uber l’app internazionale di macchine con autisti. In Colombia ci sono le versioni economiche dove, l’auto oltre ad essere sicura, costa meno del taxi. (Non fermate mai i taxi per strada, fateli sempre chiamare così da essere più sicuri)

Sicurezza: La Colombia non è un paese pericoloso, la nomea che negli anni 90 lo vedeva come uno dei paesi più pericolosi al mondo è superata. Nelle grandi città, come nel resto del mondo, bisogna fare maggior attenzione: non addentratevi in zone non sicure, macchine fotografiche e cellulari vanno controllati con più attenzione.

Visto: se si proviene da paesi della UE non è necessario alcun tipo di visto, si potrà soggiornare nel paese per 90 giorni.

Mezzi e spostamenti in Colombia

A differenza de soliti viaggi, quest’anno abbiamo utilizzato molto di più l’aereo verso bus e mezzi locali.

Volo: acquistato con Air Europa in Aprile 950€ a/r Milano – Bogotà con scalo a Madrid. La tratta Madrid Bogotà è stat inaugurata il 28 giugno 2016 e il volo è con un 787 Dreamliner (le cuffie in economy sono a pagamento).

Voli interni: ci siamo affidati ad Avianca, ottima compagnia, affidabile e sempre puntuale. Ad aiutarci nell’acquisto un’agenzia locale che è stata molto premurosa durante tutto il viaggio e abbiamo risparmiato non poco sul costo dei biglietti, motivo in più che ha fatto si che comprassimo più voli che bus. (costo per persona di tutti i voli 250€)

  • Bogotà – Armenia 25 min
  • Medellin – Cartagena 1h
  • Santa Marta – Bogotà 1,15min
  • Bogotà – Leticia a/r 1,30min

Bus: per le tratte in bus abbiamo scelto la compagnia Espresso Brasilia, uno delle tante presenti in Colombia, tra le più affidabili. I sedili sono abbastanza comodi, e per alcune tratte, non tutte, ti forniscono anche al coperta e i servizi sono a disposizione sul bus. (costo per persona di tutti i bus 35€)

  • Armenia – Bogotà 6h
  • Cartagena – Riohacha 7h
  • Riohacha – Santa Marta (Ingresso Tyrona) 4h
  • Tyrona – Santa Marta 2h

Auto e collettivi: per raggiungere la Gujira abbiamo utilizzato dei collettivi, auto condivise con altre persone che partono, solo quando raggiungono il numero completo di passeggeri 4/6  a seconda del tipo di macchina (spesa totale 55€ a persona).

Per raggiungere invece le zone di Villa de Leyva e Zipaquira, abbiamo utilizzato l’auto perché accompagnati dalla famiglia che ci ha ospitato a Bogotà (nessun costo)

 

8 COMMENTS

  1. Siamo a Medellin dopo una prima settimana in Colombia, per ora molto molto bella, abbiamo ancora dieci giorni e molti chilometri da percorrere, poco costosa ed ancora poco turistica almento nelle zone interne, vedremo a Cartagena….

  2. Sono stata in Colombia per un mese visitando Bogota, Villa de Leyva e dintorni, San Gil, Santa Marta e Cartagena. Tre giorni a Mompos, all interno sul Rio Magdalena, Medellin e dintorni, Armenia e Manizales, Popayan e Pasto prima di entrare in Ecuador. Due voli interni e tutto.il resti in pullman su strade della Cordigliera e panorami mozzafiato. E un paese magnifico e se si ha tempo e attenzione ancora poco turistico. Mi piace Santa Marta, ancora autentica rispetto a Cartagena, la zona Cafetera, Popayan che trovo una delle piu belle città della Colombia e non solo. Ci tornerei volentieri perché c è tanto da vedere, specie la zona amazzonica. Ma il Sud America è tanto grande e da visitare perché unici al.mondo.

  3. Ciao!
    Complimenti per il viaggio 🙂 Ti seguo da molto e mi dai sempre spunti interessanti.
    Sto pianificando il viaggio in Colombia per questa estate. Puoi darmi i contatti dell’agenzia locale che ti ha aiutata per i voli interni? Mi piacerebbe andare, al posto della parte amazzonica, al mare a San Andres e Providencia.
    Grazie mille,
    Giulia

  4. Ciao! Un viaggio bellissimo…Potrei avere piu informazioni per quanto riguarda il tour nella foresta amazzonica? A chi vi siete rivolti? era organizzato? costo?
    Grazie mille sin da ora.

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